NATALE CON LA POLIZIA/ Belgio: controlli nelle case per controllare i cenoni

- Paolo Vites

Il giorno di Natale i poliziotti del Belgio controlleranno casa per casa quanta gente si riunisce per la festività

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Poliziotti belgi

Stato di polizia? E’ quello che viene da pensare dopo aver sentito quanto detto dal ministro degli interni belga, Annelies Verlinden in una intervista al settimanale De Zondag. Il Belgio, come si sa, è uno dei paesi europei maggiormente colpiti dalla pandemia  Covid-19, con un alto numero di decessi e di contagi. Per garantire le misure di sicurezza, qualcosa di simile a quanto annunciato anche dal governo italiano, ma con una rigidezza che rimanda a un paese sotto dittatura poliziesca, il ministro ha detto che il giorno di Natale speciali squadre di polizia saranno in giro a controllare “la rumorosità negli appartamenti”, dato che indicherebbe la presenza di troppe persone, e a intervenire per mandare la gente a casa propria. La polizia insomma “suonerà al campanello” delle abitazione per far sloggiare chi è di troppo.

PANDEMIA E DECESSI IN BELGIO

Ovviamente i poliziotti non potranno entrare nelle case in quanto la legge lo proibisce, ma faranno rispettare le ordinanze di sicurezza imposte dalla pandemia. “È mio assoluto desiderio, e quello dei miei colleghi, consentire un po’ più di umana vicinanza per Natale. Allo stesso tempo, dobbiamo prendere molto sul serio i segnali di allarme degli ospedali. Dobbiamo trovare un equilibrio” ha aggiunto. Sul sito del governo belga è stabilito che il contatto stretto cioè senza distanze fisiche è consentito solo con una e la stessa persona, questo anche al di fuori del Natale. “Se una persona vive da sola, può avere un contatto stretto e un visitatore in più, ma non contemporaneamente. All’esterno, sono ammessi solo gruppi di “fino a 4 persone”, a condizione che venga mantenuta la distanza fisica” si legge ancora. Nel nostro paese si dovrebbe sapere nelle prossime ore quante persone potranno riunirsi il giorno di Natale nella stessa casa.

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