NATI DA PARTO CESAREO/ Studio: “Aumenta rischio di sviluppare obesità e diabete”

- Dario D'Angelo

Per i nati da parto cesareo sarebbe più alto il rischio di sviluppare obesità e diabete durante l’infanzia e in età adulta. Lo sostiene uno studio recente.

Donna ricoverata in ospedale
Pixabay

Il parto cesareo aumenta il rischio di sviluppare obesità e diabete in età adulta? Da questo interrogativo parte Medical Facts, il portale di Roberto Burioni, per parlare delle complicanze a breve, ma soprattutto a lungo termine, di questa pratica chirurgica. Per comprendere quanto sia diffusa basta dire che la procedura rappresenta quasi 1/3 delle modalità di parto negli Stati Uniti d’America. Un intervento chirurgico che, quando si rende necessario, ha il potere di salvare la vita della mamma e del bambino, ma del quale sarebbe irresponsabile negare i possibili rischi. Nell’immediato Medical Facts elenca per la madre la possibilità di “arresto cardiorespiratorio, le complicanze intraoperatorie con necessità di asportazione dell’utero, le infezioni e i disturbi della coagulazione; per il neonato, invece, le complicanze più frequenti sono quelle respiratorie“. Basterebbe questo a suggerire come il parto cesareo vada ampiamente programmato ed attuato solo quando il saldo tra benefici e rischi è positivi. Eppure recenti studi mettono in guardia anche da altri aspetti.

PARTO CESAREO AUMENTA RISCHIO OBESITA’ E DIABETE IN ETA’ ADULTA?

Sulla rivista scientifica JAMA è stato pubblicato di recente uno studio di grandi dimensioni che ha coinvolto più di 33.000 donne (33.226) di età compresa tra i 24 e 66 anni, nate da parto naturale o cesareo tra il 1946 e il 1964. Le donne sono state seguite e valutate dagli esperti per circa 30 anni insieme alle loro madri, con i ricercatori che hanno raccolto informazioni sia sull’andamento della gravidanza e sulla modalità del parto, sia sulla salute delle piccole dopo la nascita. Come sottolinea Medical Facts, “tutte le partecipanti sono state analizzate fino allo sviluppo di diabete mellito di tipo 2, all’eventuale decesso o fino alla fine del periodo di studio nel 2013-2015“. Dai risultati è emerso che il 3,3% delle partecipanti (1089 su 33.226) era nato da parto cesareo. Le madri di tali donne avevano, in media, un Indice di Massa Corporea (BMI) lievemente più elevato e un’età più avanzata rispetto alle madri che avevano partorito con parto vaginale, oltre a risultare maggiormente a rischio di complicanze gravidiche (come pre-eclampsia, ipertensione, parto prematuro e basso peso del bambino alla nascita). Ma è il dato sulle bambine (e adulte) nato da cesareo a far riflettere: per loro il rischio di sviluppare obesità era dell’11% in più rispetto alle nate da parto vaginale. Ancora più allarmante il dato inerente il diabete mellito di tipo 2: il rischio di svilupparlo era del 46% in più. Correlazioni, quelle evidenziate dallo studio, risultate valide a prescindere dalle condizioni di gravidanza delle madri e dal loro livello di rischio. Come rimarcato dal portale di Roberto Burioni, “l’associazione tra parto cesareo e sviluppo di diabete è risultata significativa anche quando slegata dal BMI, suggerendo che non è unicamente una conseguenza metabolica dell’obesità“.

PARTO CESAREO AUMENTA RISCHIO OBESITA’ E DIABETE IN ETA’ ADULTA? LA POSSIBILE SPIEGAZIONE

Ma quale spiegazione scientifica può esserci per spiegare che chi nasce da parto cesareo ha più possibilità di sviluppare obesità e diabete di tipo 2? Una teoria ritenuta promettente investe la flora microbica intestinale, o meglio, il cosiddetto “microbiota” (l’insieme di microorganismi che vivono nell’intestino umano in un rapporto di simbiosi con l’ospite). Dato per assodato il ruolo fondamentale svolto da questi batteri nell’assorbimento dei cibi e nell’infiammazione dell’organismo, è chiaro che i loro mutamenti influenzino il metabolismo degli zuccheri e l’adiposità dell’individuo. Secondo Medical Facts, un bambino “nato per via vaginale (a contatto con le vie genito-urinarie e intestinali della madre) sarà colonizzato da batteri diversi rispetto a un bambino che nasce da parto cesareo: quest’ultimo avrà un microbiota intestinale meno diversificato“.In ogni caso è bene sottolineare come quello in questione sia uno studio di tipo “osservazionale”, cioè che osserva quello che accade senza introdurre alcun elemento di sperimentazione attiva e per questo ha bisogno di ulteriori ricerche per essere spiegato. Ciò non toglie che i dati raccolti siano validi, ma c’è necessità di condurre ulteriori approfondimenti per sancire se e quale rapporto di causalità vi sia tra parto cesareo e maggior rischio di sviluppare obesità e diabete. Inoltre lo studio fotografa una realtà di alcuni decenni fa: informazione non marginale considerando come siano cambiate da allora le indicazioni al parto cesareo e con esse la sua frequenza di esecuzione.

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