NBA/ La scarpa di Durant e le 3 stelle cadenti: ai playoff non arrivano le migliori 4

- Ivo Paiusco

Negli Usa siamo finalmente arrivati alla fase finale dei playoff Nba. Nessuna delle 4 squadre presenti è tra le migliori 4 di quest’anno. Ecco perché

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Kevin Durant, Mvp delle finali Nba 2017 (LaPresse)

Mentre in Italia l’opinione pubblica è concentrata sui campionati europei di calcio, negli Stati Uniti siamo finalmente arrivati alla fase finale dei playoff Nba, il meglio del basket professionistico mondiale.

Al termine di una stagione forzatamente ridotta a causa della pandemia, che ha visto le partite della stagione regolare ridotte dalle tradizionali 82 a 72, siamo giunti alle finali di Conference, appena iniziate, dopo un percorso in cui si sono consumate alcune drammatiche eliminazioni.

Sono rimaste in lizza le migliori quattro squadre, che si contendono il posto per le Finals 2021, il tradizionale scontro, sempre al meglio di quattro partite su sette, tra la migliore della Eastern Conference e la migliore della Western Conference: a Est Milwaukee e Atlanta, a Ovest Los Angeles, versante Clippers (e non Lakers), e Phoenix.

Due prime osservazioni. Innanzitutto, nessuna delle quattro squadre giunte alle Finali di Conference del 2020 è presente tra le migliori quattro di quest’anno: eliminati a Ovest i Lakers di LeBron James, campioni uscenti, e i Denver Nuggets del Mvp (Most Valuable Player) 2021 Nikola Jokic; eliminati a Est gli altri finalisti, i Miami Heat di Jimmy Butler e i Boston Celtics di Jayson Tatum. Una vera rivoluzione.

Seconda osservazione: nessuna delle migliori squadre della stagione regolare 2021, sia ad Est che ad Ovest, ha raggiunto la propria finale di Conference. I Sixers di Philadelphia (primi con 49 vittorie su 72 partite) sono stati eliminati nella semifinale Est dagli Atlanta Hawks (quinti classificati) in gara-7. Gli Utah Jazz di Donovan Mitchell (primi con 52 vittorie su 72 partite) sono stati invece eliminati in gara-6 nella semifinale Ovest dai Los Angeles Clippers (quarti classificati), guidati da Paul George e Khawi Leonard (quest’ultimo però assente nelle ultime partite per infortunio).

Questi playoff hanno già segnato il fallimento, almeno in prima battuta, del progetto dei Brooklyn Nets. Solitamente le pretendenti al titolo, da alcuni anni a questa parte, cercano di unire in squadra tre stelle di massima grandezza. E’ quello che hanno fatto i Nets riuscendo ad aggiungere alla coppia formata da Kevin Durant e Kyrie Irving, giocatori già con almeno un titolo Nba vinto, anche James Harden, acquistato in corso di stagione da Houston. Dopo un anno di transizione nel 2020 per l’assenza di Durant, causa un grave infortunio, il 2021, grazie anche all’arrivo di Harden, doveva essere l’anno del titolo. Quest’ultimo ha tenuto insieme la squadra nell’ultima parte della stagione regolare, mettendo una toppa alle frequenti assenze per nuovi infortuni sia di Durant che di Irving, tanto che le partite giocate insieme quest’anno dai tre assi sono state appena otto. Nei playoff non è andata meglio e l’ultima serie ha visto ancora assente Irving e Harden presente, ma acciaccato e assolutamente al di sotto dei propri abituali livelli. Non sono bastate alcune prestazioni stratosferiche di Kevin Durant, soprattutto nella semifinale conto Milwaukee, per evitare l’eliminazione. Questa è stata sancita tre giorni fa in gara-7 da una vittoria all’overtime dei Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo davanti al pubblico del Barclays Center di Brooklyn (16mila persone al chiuso). Un incredibile tiro di Durant scoccato a un secondo dalla fine della partita (giocata ininterrottamente senza mai essere sostituito) ha mandato le squadre in parità e quindi al supplementare, ma se il piede di Durant non avesse calpestato per un centimetro la riga dei tre punti sarebbe stato un canestro da tre, capovolgendo il risultato a favore dei Nets. Dicono che Durant, per sua comodità, in gara indossi scarpe di un numero più grandi di quelle usate abitualmente fuori dal campo. Una scarpa fatale, che ora, se messa all’asta, farebbe la gioia di qualche appassionato!

L’overtime ha visto poi prevalere gli avversari e la logica di gara-7 “win or go home” ha visto il ritorno a casa dei Nets, i cui campioni faranno compagnia a LeBron James, Stephen Curry e a molti altri già, come dicono negli Usa, “andati a pescare (“go fishing”).

E’ una rarità vedere una gara-7 dei playoff, già di per sé drammatica perché senza appello, decisa da un tiro all’ultimo secondo, chiamato “buzzer beater”, cioè un tiro allo scadere della sirena. I playoff sono fatti anche di questo e spesso le previsioni sulla carta vengono contraddette da episodi fortuiti o da giocate irripetibili. A volte è il caso che ci mette lo zampino, un episodio basta a far vincere o a mandare all’aria una stagione, oppure un gregario può diventare protagonista.

Ricordiamo due anni fa il “buzzer beater” di Khawi Leonard di gara-7 delle semifinali Est con cui Toronto eliminò Philadelphia: un tiro fuori equilibrio dall’angolo. Prima di insaccarsi nella retina la palla rimbalzò quattro volte sull’anello! Toronto poi vinse il titolo. Quest’anno poteva essere la volta buona par i Nets, ma il piede di Durant ha guastato quella che sarebbe stata una prestazione da apoteosi.

Il 2021 può invece essere l’anno di Terence Mann, catapultato da riserva in quintetto per i Los Angeles Clippers, causa l’assenza di Khawi Leonard. Il ragazzo ha risposto alla chiamata con una prestazione straordinaria (39 punti; 15 su 21 al tiro) alla vittoria in gara-6 contro gli Utah Jazz, portando per la prima volta la sua squadra, dopo 50 anni, alle finali di Conference. Mann ha fatto dimenticare l’assenza di Leonard, vincitore del titolo già con San Antonio e Toronto e due volte miglior giocatore delle Finals. Tra gli avversari non sono bastate le prestazioni di Rudy Gobert, miglior difensore dell’anno 2021, e del suo compagno Donovan Mitchell.

Altra annotazione di questi playoff è che nelle quattro squadre finaliste non gioca nessuno dei giocatori insigniti dei premi individuali 2021 al termine della stagione regolare. Non c‘è l’Mvp serbo Jokic (Denver), non c’è il miglior difensore Gobert (Utah), non c’è il giocatore più migliorato Randle (New York Knicks) e neppure l’esordiente dell’anno LaMelo Ball (Charlotte).

Chi vincerà dunque? Le previsioni statistiche elaborate dal sito specializzato Basketball Reference sono le seguenti (dopo gara 1 della Finale Ovest vinta da Phoenix sui Clippers, mentre l’altra finale tra Milwaukee e Atlanta inizia nella notte di mercoledì 23):

Squadra                                 In corso           Titolo
Phoenix 63.2%           37.2%
Milwaukee 69.2%           32.3%
LA Clippers 36.8%           22.2%
Atlanta 30.8%             8.4%

 

Quindi Phoenix è data vincente al 63% nell’attuale finale Ovest contro i LA Clippers e con il 37% di probabilità di vincere il titolo Nba, e così via. Queste previsioni sono basate su mille simulazioni prese dall’andamento storico dei precedenti playoff, ma quelle dei giorni precedenti davano, fino a poco prima dell’eliminazione, ancora in pole-position per il titolo gli Utah Jazz. Quindi sono numeri da prendere con le molle.

Quest’anno la mina vagante sono i LA Clippers. Dati sin dall’inizio stagione tra le favorite, hanno avuto un andamento altalenante, finendo solo quarti a Ovest. Ma nei playoff stanno dimostrando una resilienza fuori dal comune. Ora i Clippers, hanno perso la loro prima partita della finale Ovest contro Phoenix, ma anche nelle due precedenti serie dei playoff sono partiti in svantaggio, ribaltando in entrambi i casi il risultato iniziale di 0-2, eliminando in successione Dallas per 4-3 e Utah per 4-2. Si tratta del primo caso nella storia dei playoff di un doppio recupero da 0-2 nella stessa edizione! Se recupereranno Leonard, sono i favoriti per il titolo.

Sulla loro strada i Phoenix Suns di Chris Paul e Devin Booker, squadra rivelazione dell’ultima parte della stagione 2020, giocata nella “bolla” di Orlando, dove conseguirono otto vittorie di fila, sfiorando l’ingresso nei playoff. Quest’anno ci sono riusciti alla grande arrivando secondi nella stagione regolare poco dietro Utah. Una finale sarebbe una doverosa consacrazione per un giocatore come Chris Paul, attualmente out per alcune partite per rispetto al protocollo Covid (ecco un’altra delle variabili in gioco…).

Un’ulteriore doverosa annotazione. Protagonisti dei playoff non sono solo i giocatori, bensì gli infortuni. Abbiamo già parlato di quelli in casa Nets che hanno contribuito a mettere prematuramente fuori gioco i favoriti 2021. Ma che dire, per fare solo l’esempio più noto, dei Lakers, campioni in carica? LeBron James da solo poco ha potuto senza l’infortunato Anthony Davis, stante anche l’apporto inferiore al previsto del resto della squadra.

E ora nelle Finals di Conference sono out per infortunio giocatori determinanti come Leonard per i Clippers e Chris Paul per Phoenix.

Ultima annotazione. In questi playoff si parla anche italiano. Il nostro Danilo Gallinari, da quest’anno in forza ad Atlanta (apparentemente una soluzione per lui di ripiego alla fine della carriera) è per la prima volta arrivato a disputare una finale di Conference, dando anche un contributo decisivo in gara-7 contro Philadelphia con una palla rubata e un canestro in contropiede che hanno chiuso la partita e posto fine alle speranze degli avversari. Quest’anno Gallinari non parte più da titolare, ma ricopre il ruolo di sesto uomo alzandosi dalla panchina. In questi playoff Danilo viaggia a 13,3 punti e 4,1 rimbalzi per partita con il 39% di realizzazione nei tiri da tre punti. Lui e l’altro veterano Lou Williams sono le armi in più degli Hawks, una squadra giovane guidata da una strepitosa point-guard di cui sentiremo parlare per molti anni: Trae Young.

Il prossimo 11 luglio è fissata la finale degli Europei di calcio. In quegli stessi giorni saremo impegnati anche a seguire le Finals Nba. Le date dell’ultima serie non sono ancora note, dipendendo dalla lunghezza delle finali di Conference, tutte al meglio di quattro partite su sette. A tutti gli appassionati non resta che seguire giorno per giorno gli highlights sui siti di Nba e di Sky Sport. Per i nottambuli varrà sicuramente la pena di sacrificare il sonno di qualche notte per assistere (solo a pagamento) a una delle prossime emozionanti partite.

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