Nek/ 48 anni a gennaio: “dentro sempre un ragazzino” (20 anni che siamo italiani)

- Emanuele Ambrosio

Nek ospite di “20 anni che siamo italiani”, lo show di Raiuno. Dopo il live con Pezzali e Renga torna sui palchi da solo: “Sono prima di tutto musicista”

Nek
Il cantante Nek

Nek è uno degli ospiti della terza ed ultima puntata di “20 anni che siamo italiani“, lo show condotto da Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada venerdì 13 dicembre 2019 su Rai1uno. Il cantante di “Laura non c’è” torna così in tv pochi giorni dopo il terribile scherzo organizzato con le Iene ai danni di quattro “sfortunati” fan che si sono trovati a conoscere un lato inedito del suo carattere. Il cantante, infatti, si è calato nei panni del “cattivissimo Nek” mostrandosi irascibile ed insopportabile per poi rivelare sul finale ai quattro fan che si trattava di uno scherzo! Tralasciando lo scherzo alle Iene, il cantante dopo il grande successo del tour estivo con Max Pezzali e Francesco Renga è tornato da alcuni mesi da solo sui palcoscenici con una serie di concerti sia in Italia che in Europa de “Il mio gioco preferito tour – Parte Prima”. Una delle ultime tappe l’hanno visto protagonista al Bataclan di Parigi. Un’emozione davvero particolare che il cantautore ha voluto raccontare a Lastampa.it.

Nek, concerti in Italia ed Europa: “grande emozione al Bataclan di Parigi”

“C’era un’emozione in più, figlia di quanto successo in quella tremenda serata” – ha confessato Nek parlando della tappa francese del suo tour che l’hanno portato a suonare al Teatro Bataclan di Parigi dove il 13 novembre del 2015 c’è stato un terribile attentato terroristico. A quattro anni di distanza da quel tragico evento, la sala concerti tra le più famose di di Parigi ha cercato di risollevarsi come ha raccontato lo stesso cantante: “la volontà del Bataclan, che è stato anche trasformato, è ritrovare forza non solo nel ricordo delle persone che hanno perso la vita. C’è voglia di leggerezza e spensieratezza. Ma è ovvio che l’anima torni per forza a quanto successo. Tocchi quel palco con grande rispetto. È un teatro piccolo ma importante, sono contento che sia stato riaperto e che la vita continui. Perché cambiare il tuo modo di vivere è proprio quello che il terrorista vuole. Ogni musicista che passa di lì mette un tassello in più perché musica e vita continuino.

Nek: “mi piace l’intrattenimento tout court”

Si preannuncia un 2020 all’insegna della dimensione live per Nek che fino al 27 gennaio prossimo sarà impegnato con la tranche italo-europea de “Il mio gioco preferito tour – Parte Prima”. Un lungo tour che non preoccupata affatto l’artista che dalle pagine de La Stampa precisa: “in passato ho fatto anche di peggio… anche se ero più giovane: il 6 gennaio compirò 48 anni ma me la gestisco ancora bene, dentro sono sempre un ragazzino. È come quando vai in palestra e cominci un allenamento. Mese dopo mese, ti peserà meno perché il tuo fisico si abitua. Lo stesso vale per i concerti. È quasi meglio non fermarsi. Preferisco suonare tanto perché poi la macchina va. Anche la voce: sempre meglio tenerla in allenamento”. Paragonando il suo tour all’esperienza live con Max Pezzali e Francesco Renga precisa: “in tre ti stanchi di meno, anche se il concerto durava tre ore e il palco era grande. Tutto era condiviso, qui sono solo. La fatica è tutta mia”. Infine, facendo riferimento al titolo del suo ultimo album “Il mio gioco preferito”, Nek ha confessato qual è il suo: “quello che faccio. Sono prima di tutto musicista, cantante e autore. ma mi piace l’intrattenimento tout court. Ho anche condotto un programma con Andrea Delogu su Radio2 e mi sono divertito molto: lo rifaremo”.



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