Nerola, paese “bomba virale”? 1932 anime e 72 positivi/ Il sindaco “Non siamo untori”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nerola, il paese bomba virale: 1932 cittadini e 72 positivi da coronavirus. Il sindaco rimanda al mittente l’accusa di untori: “Non lo siamo, tamponi con trend positivo”

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Coronavirus (Foto: LaPresse)
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Il sindaco di Nerola, comune alle porte di Roma diventato da giorni zona rossa, è intervenuto ai microfoni del programma di Rai Radio 2, I Lunatici, noto format in onda tutte le notti e condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. “La decisione della zona rossa – le parole del primo cittadino, Sabina Granieri – è motivata dal fatto che per un paese di 1930 abitanti l’incidenza di 72 positivi era talmente alta che costringeva tutti a salvaguardare la salute pubblica applicando questa tipologia di chiusura. Abbiamo concordato tutti insieme di fare zona rossa. Siamo chiusi, non si entra, non si esce, ormai da un po’ di giorni, fino all’otto aprile”. A quel punto la sindaca ha preteso che venissero fatti i tamponi a tutti i residenti, visto anche il numero contenute di persone: “Dal primo momento – ha proseguito – ho preteso che facessero i tamponi a tutta la comunità. Per la sua tutela e poi perché essendo noi pochi potevamo anche rappresentare un caso di studio. E’ una cosa che si può fare nei piccoli centri”.

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IL SINDACO DI NEROLA SABINA GRANIERI: “ALL’INIZIO E’ STATO DIFFICILISSIMO”

“La mia richiesta è stata formalizzata – ha aggiunto la Granieri – ancora non ho avuto risposta, ma ieri mattina è arrivato il camper dello Spallanzani con i tamponi. Verranno fatte tre tipologie di analisi: i tamponi, la puntura del dito e l’analisi del sangue. Per valutare anche la presenza di eventuali anticorpi”. La risposta della popolazione è stata molto diligente, facendo emergere un grande senso di comunità, ma a chi li definisce “untori”, il sindaco di Nerola ribatte: “Ci difendiamo da quelli che ci definiscono untori, perchè non lo siamo. E i quattrocento tamponi che son stati fatti hanno un trend positivo. Noi all’interno stiamo bene, abbiamo sempre rispettato le regole e continuiamo a farlo, adesso ci siamo trovati con questa cosa, psicologicamente siamo provati da quello che leggiamo da fuori, anche sui social”. Il primo cittadino racconta di come non sia stato facile, soprattutto all’inizio, gestire una situazione impensabile come quella in cui stiamo vivendo attualmente: “Gestire una cosa del genere è difficilissimo. All’inizio pensavo di non avere neanche la capacità di farlo. Poi la forza ti viene, anche grazie al supporto del coordinamento delle forze dell’ordine, che si sono immediatamente date da fare”.

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