NESSUNA PIETÀ PER ULZANA/ Video, su Rete 4 il film con Burt Lancaster (oggi 4 giugno)

- Bruno Zampetti

Rete 4 ama proporre nel pomeriggio vecchie glorie della cinematografia Western e oggi alle 16:50 trasmetterà “Nessuna pietà per Ulzana”, film con Burt Lancaster

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Una scena del film

Rete 4 ama proporre per i propri incontri cinematografici del pomeriggio vecchie glorie della cinematografia Western e oggi alle 16:50 trasmetterà “Nessuna pietà per Ulzana”, un classico degli anni ’70 (per l’esattezza la data d’uscita è il 1972), prodotto da De Haven Productions, The Associates & Aldrich Company e diretto dal cineasta californiano Robert Aldrich. Il regista è a sua volta una “old star” del cinema stelle-strisce e lo ricordiamo sia nel genere Western che nel Noir d’antan, psicologico e tutt’oggi di grande fascino. Pellicole immortali rimarranno sempre nell’immaginario collettivo come “Lo strano amore di Marta Ivers (The Strange Love of Martha Ivers)”, con la grande Barbara Stanwick, “Ultimi bagliori di un crepuscolo (Twilight’s Last Gleaming)” con Burt Lancaster, un attore che Aldrich ha amato mai negandolo, voluto anche come protagonista del nostro film, “Scusi, dov’è il West? (The Frisco Kid)”, una delle pellicole più intense nella quale ha recitato Gene Wilder, un regista compianto e di tutto rispetto. Quindi Burt Lancaster protagonista nel ruolo di McIntosh e lo vedremo nel pomeriggio Rete 4 assieme a Bruce Davison, attore forse ingiustamente non troppo conosciuto ma importante nel cinema americano.

NESSUNA PIETÀ PER ULZANA, LA TRAMA DEL FILM

Ci troviamo nel West più puro, quello in cui gli scontri tra nativi e pionieri, fuorilegge e cow-boy, era davvero aspro. Ulzana è a capo di una delle tribù leggendarie del West, gli Apache, quindi siamo nelle terre dell’Arizona, tra Texas e California con il Messico a fare l’occhiolino un po’ più a sud. Proprio Ulzana, assieme a un gruppo di guerrieri Apache, riesce a fuggire da un campo di prigionia e le legioni governative allestiscono un gruppo di cacciatori di indiani per prevenire eventuali ritorsioni da parte dei nativi comandati da un capo spietato e vendicativo. Trattandosi di un film del filone revisionista, quindi dedicato a una rivisitazione critica e oggettiva della storia americana, possiamo aggiungere giustamente vendicativo. Ma la dura legge del West ha altre regole e la caccia all’indiano non conosceva ancora revisioni, parlavano solamente le Colt, i fucili, le asce e le frecce tra saguari e diligenze, avvoltoi e duelli spietati all’ultimo sangue.

IL VIDEO DEL TRAILER (IN LINGUA ORIGINALE)



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