Nestlé “60% dei nostri prodotti non è sano”/ FT: autodenuncia in un documento interno

- Alessandro Nidi

Nestlé, il “Financial Times” pubblica documento interno: solo il 37% di prodotti alimentari è “sano”. Autocritica dell’azienda: “Prestazioni troppo basse”

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Nestlé (foto tratta dal sito internet dell'azienda)

Clamorosa autodenuncia di Nestlé, colosso elvetico del settore alimentare, che in un documento interno, pubblicato sulle colonne autorevoli del “Financial Times”, ha dichiarato che “oltre il 60% delle bevande e dei prodotti alimentari venduti con marchi di grande distribuzione (Nescafé, Nestea, Maggi, Buitoni) non possono essere definiti sani secondo criteri attestati”. Scendendo più nel dettaglio, risulterebbe che soltanto il 37% degli alimenti immessi sul mercato dall’azienda svizzera riuscirebbe a ottenere il voto minimo per essere giudicato positivo per la salute (3,5 su 5).

Stando a quanto rivelato dal “Financial Times”, lo studio commissionato da Nestlé (dal quale sono stati estrapolati questi dati choc) non includerebbe i prodotti appartenenti al settore dell’infanzia, i caffè e gli alimenti per gli animali da compagnia. A non superare la valutazione qualitativa, invece, sarebbero stati il 70 per cento dei prodotti alimentari e il 96 per cento delle bevande aromatizzate. Bene latte e acqua, ancora male il comparto dei gelati e dei dolciumi, bocciato al 99%, percentuale davvero molto elevata e difficilmente pronosticabile dall’esterno.

NESTLÉ: “PRESTAZIONI TROPPO BASSE, MIGLIORIAMO LA NOSTRA STRATEGIA”

Il gruppo Nestlé, secondo il documento interno pubblicato sul “Financial Times“, sarebbe stato davvero critico con se stesso in questo rapporto, tanto che viene citata una frase in particolare, che vi riportiamo anche noi di seguito: “Abbiamo considerevolmente migliorato i nostri prodotti, ma il nostro portafoglio di prodotti continua a presentare prestazioni troppo basse rispetto a parametri esterni, in un contesto in cui la pressione delle norme e le richieste dei consumatori aumentano”. Non solo: nella giornata di ieri, una portavoce dell’azienda ha asserito ai microfoni dell’agenzia stampa France Presse che “il gruppo sta lavorando a un progetto che riguarda l’intero gruppo per migliorare la sua strategia, che è stata pioniera in termini di nutrizione e salute”. Entro la fine del 2021 Nestlé dovrebbe comunicare una nuova strategia, anche e soprattutto per migliorare la qualità di una San Pellegrino aromatizzata all’arancia, bocciata in quanto contiene più di 7 grammi di zucchero ogni 100 millilitri: “Può un marchio che vuole mettere davanti a tutto la salute, prendere una E?”. Il senso di autocritica di certo non manca…



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