MEETING 2010/ Le nuove frontiere del cinema d’animazione che spazzano via il politically correct

In sala Neri martedì 24 agosto sono andati in onda i cartoni. A commentarli Salvatore Petrosino, direttore del dipartimento di Film e animazione della School of Visual Arts di New York e Mauro Uzzeo,  padre delle fatine Winx. Il tutto sapientemente condotto da Massimo Bernardini.

25.08.2010 - La Redazione
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Clima informale e grande curiosità per un tema insolito: l’animation, ovvero il cinema di animazione. In sala Neri martedì 24 agosto sono andati in onda i cartoni. Ma a commentarli sono stati due personalità d’eccezione: Salvatore Petrosino, direttore del dipartimento di Film e animazione della School of Visual Arts di New York e Mauro Uzzeo, direttore responsabile del reparto creativo Rainbow Cgi nonché padre delle fatine Winx, serie animata italiana presente in più di 180 paesi nel mondo. L’incontro si è svolto tra spezzoni di cartoons, domande provocatorie e divertenti aneddoti, il tutto sapientemente condotto dal mediatore Massimo Bernardini.

«Possiamo dire che il volo del signor Fredricksen scardina il formalismo politically correct dei soliti cartoni animati?» chiede Bernardini. Il primo spezzone infatti è preso dal film della Pixar “Up” (2009). Il vecchio signor Fredricksen prende il volo usando la propria casa come mongolfiera, fatta decollare con l’ausilio di migliaia di palloncini. Il suo “folle” volo sembra fatto ad hoc per il tema del Meeting di Rimini. Petrosino afferma: «I personaggi della Pixar sono umani, ragionano con il cuore».

Questo rende film d’animazione quali “Up” e “Wall-e” pellicole non banali né sentimentali, ma «adatti soprattutto ai grandi», sostiene Uzzeo. Il creativo della Rainbow spiega che se i cartoons riscuotono ancora successo è perché rispondono alla «necessità di raccontare storie e di sentirle: questo è il cinema di qualità».

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 I mezzi sono secondari, siano pellicole d’animazione in vecchio stile o film eseguiti con le nuovissime tecnologie della cgi (computer generated imagery), la sostanza non cambia. È il cuore ad essere toccato. Questo implica una grande responsabilità da parte di chi produce e realizza queste pellicole, suggerisce Bernardini.

 

Così non ci spaventiamo di fronte alla realtà che si mischia alla finzione, come nel film 3D “Avatar”. Animation e attori in carne ed ossa, si troveranno a collaborare sempre più fianco a fianco nella realizzazione di pellicole ibride. Questa è la nuova frontiera del cinema.

 

I relatori non mancano di mettere a disposizione dei presenti – anche ai non esperti del settore – il loro occhio da professionisti con esempi e informazioni tecniche. Così può ben concludere Bernardini: «Stasera abbiamo capito qualcosa in più di questo mondo».

 

 

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