Niccolò Bettarini, definitive condanne accoltellatori/ Respinto ricorso in Cassazione

- Silvana Palazzo

Niccolò Bettarini, definitive le condanne di due dei quattro accoltellatori: respinto il loro ricorso in Cassazione, è stato dichiarato inammissibile

Niccolò Bettarini
Niccolò Bettarini (LaPresse, 2018)

La sentenza di appello nei confronti degli aggressori di Niccolò Bettarini è definitiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli imputati, di conseguenza le condanne dei due aggressori del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini sono irrevocabili. La pena più severa è quella di Davide Caddeo: il 31enne è stato condannato a 8 anni di carcere. Definitiva anche la condanna a 6 anni e quattro mesi per il 23enne Albano Jakej. Per entrambi è stato riconosciuto il reato di tentato omicidio. L’aggressione avvenne l’1 luglio 2018 davanti alla discoteca Old Fashion di Milano. Niccolò Bettarini fu accoltellato al petto, a un fianco e al braccio destro, riportando la lesione di un nervo. Furono otto i fendenti, quattro invece gli aggressori. Oltre ai due predetti, si avventarono anche Alessandro Ferzoco, condannato in appello a 5 anni e 6 mesi, e Andi Arapi, condannato a 5 anni dai giudici di secondo grado. Quindi, loro due sono in attesa dell’esito del ricorso in Cassazione.

NICCOLÒ BETTARINI ACCOLTELLATO: “VIOLENZA INAUDITA”

Dalle indagini seguite all’aggressione si scoprì che nel gennaio di quello stesso anno Niccolò Bettarini aveva avuto un diverbio con alcuni dei suoi futuri aggressori in un altro locale milanese, ma non sono mai stati chiariti i motivi. In ogni modo, a prescindere dalla miccia che ha innescato l’accoltellamento, ciò ha rappresentato «soltanto il pretesto degli imputati di dare sfogo a una violenza inaudita», come osservato dai giudici di secondo grado. Inoltre, hanno spiegato che quella violenza denota la volontà di uccidere il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini. Il ragazzo si è poi costituito parte civile tramite gli avvocati Daniela Massiglia e Marcello Melandri. Peraltro, non fu colpito solo con un coltello verso le parti vitali del suo corpo, ma anche con calci e pugni. In primo grado Caddeo provò a scusarsi dicendosi dispiaciuto per quanto accaduto e precisando che non voleva arrivare a tanto, ma che aveva reagito solo ad una provocazione, aspetto che però non ha trovato conferma al processo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA