NICOLA GRATTERI “MORTO CHE CAMMINA”/ Intercettazione: ‘ndrangheta prepara attentato?

- Dario D'Angelo

Nicola Gratteri “è un morto che cammina”: la ‘ndrangheta avrebbe già assoldato dei sicari per compiere un attentato contro il magistrato calabrese.

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Nicola Gratteri (LaPresse)

Nicola Gratteri è “un morto che cammina”. La stessa definizione che la mafia diede di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino emerge ora per il procuratore della Repubblica di Catanzaro protagonista di una lotta senza quartiere alla ‘ndrangheta da un’intercettazione datata gennaio 2018. Il contenuto dell’intercettazione è diventato ufficiale solamente in questi giorni, ma non è meno allarmante alla luce delle voci che vogliono i clan calabresi coalizzati contro il magistrato che da 30 anni vive sotto scorta. Come riportato da Avvenire, dopo l’ultima riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza svoltasi in prefettura a Catanzaro alla quale, tra gli altri, hanno preso parte il prefetto Francesca Ferrandino, il questore Amalia Di Ruocco e le forze dell’ordine, si è deciso di rafforzare il dispositivo di sicurezza nei confronti del magistrato.

NICOLA GRATTERI, “E’ UN MORTO CHE CAMMINA”

Oltre al rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, a Gratteri è stata assicurata un’implementazione di tipo logistico con l’invio da parte del ministero dell’Interno di nuove macchine blindate e corazzate in caso di attentati con bombe. Proprio l’idea di un attentato, per quanto questa voce non sia stata confermata ufficialmente, occuperebbe i pensieri dei capi di ‘ndrangheta. Per ridurre ogni rischio, anche le ‘normali’ finestre dell’ufficio del procuratore sono state sostituire con quelle blindate, mentre tutti gli appuntamenti pubblici di Gratteri sono stati annullati. Come sottolineato da Avvenire, le dichiarazioni di alcuni politici, seguite all’operazione Rinascita Scott guidata da Gratteri, sono state interpretate dalla criminalità organizzata come un vero e proprio segnale di abbandono nei confronti del magistrato. Le critiche e gli attacchi nei confronti del suo operato, condivisi anche da una parte della magistratura, sarebbero stati letti come una delegittimazione di Gratteri, un segno di debolezza, al punto che la ‘ndrangheta avrebbe già assoldato dei sicari dotandoli di armi da guerra ad alto potenziale. Non la migliore delle notizie a poche ore dalle elezioni regionali in Calabria.



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