Nicola Gratteri/ “Riforma Cartabia non mi pare una rivoluzione. La prescrizione…”

- Carmine Massimo Balsamo

Il magistrato Nicola Gratteri a Otto e mezzo: “Non si può rispondere con amnistia e indulto al sovraffollamento delle carceri”

nicola gratteri
(Otto e mezzo)

Nicola Gratteri a tutto tondo ai microfoni di Otto e mezzo. Il magistrato, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, ha esordito parlando della riforma della giustizia targata Marta Cartabia: «Per ora di concreto non ho visto nulla, se non questa commissione di Cartabia-Carfagna per spiegarci le buone prassi. Io ho già detto che l’idea di questa commissione è offensiva: le realtà territoriali di Nord e Sud sono completamente diverse. Al Sud ci sono grandissimi magistrati importanti che dimostrano efficienza. Il Distretto di Catanzaro durante il lockdown è stato l’unico con segno positivo in tutta Italia».

Nicola Gratteri ha poi parlato dei problemi che affliggono la magistratura: «Molti problemi sono stati rinviati. Io in sedi istituzionali nel 2014 dissi che la mamma di tutte le riforme doveva essere quella del Csm. Io penso che l’unica via d’uscita sia il sorteggio, l’unico modo per dare meno potere alle correnti. Io non appartengo a nessuna corrente. Danneggiato dalle correnti? Ho fatto domanda per fare il procuratore aggiunto a Reggio Calabria, ero quello con più titoli ma sono arrivato terzo su tre candidati. Adesso per Catanzaro c’era un altro collega tre anni più anziano di me ma io avevo fatto più Dda».

NICOLA GRATTERI: “RIFORMA GIUSTIZIA NON MI PARE UNA RIVOLUZIONE”

Poi Nicola Gratteri ha parlato dei magistrati corrotti: «Bisogna fare pulizia, ma penso che i magistrati siano il prodotto di questa società. Ci sono corrotti dappertutto, cambiano solo le percentuale. Io non ho mai detto che i magistrati erano tutti corretti. Loggia Ungheria? Non lo so, non ho idea. Alcune cose che ha detto Amara sono state smentite dalla storia, le parole su Ardita sono state smentite dai fatti. Ma ci sono soggetti che dicono otto cose vere e due false». Tornando alla riforma della giustizia, Nicola Gratteri ha rimarcato: «Da quello che ho visto non mi pare una rivoluzione, non mi pare che si stiano centrando i problemi e le criticità della giustizia. Bisogna partire dalla geografia giustiziaria. Non ci possiamo permette che ci siano quattro Corti d’Appello in Sicilia o che ci siano 250 magistrati fuori ruoli. Bisogna fare tante e tali modifiche affinchè diventi non conveniente delinquere». «Chi delinque sta tirando un sospiro di sollievo dopo aver sentito la Cartabia sulle carceri. Lei ha detto che i soldi del Recovery dovrebbero essere utilizzati per ristrutturare le carceri che già ci sono, senza costruirne nuovi. Non si può rispondere con amnistia e indulto al sovraffollamento delle carceri», ha aggiunto Nicola Gratteri: «In tutto il mondo occidentale le carceri sono piene di extracomunitari, perché la società non fa la sua parte. Questi per vivere fanno reati perché altrimenti non riescono a vivere».

NICOLA GRATTERI: “PRESCRIZIONE? NON VA TOCCATA”

Incalzato da Lilli Gruber, Nicola Gratteri ha parlato della prescrizione: «Per ora deve essere lasciata così com’è fino a quando non si fanno quelle riforme necessarie per fare funzionare il sistema penale. Facendo le modifiche normative,mettendo a regime le risorse che già ci sono, incominciamo ad essere più seri nell’esecuzione della pena». Uno dei dossier più discussi negli ultimi giorni è quello legato alla scarcerazione di Giovanni Brusca, questo il giudizio di Nicola Gratteri sui pentiti: «Io prima di andare ad interrogare un aspirante collaboratore di giustizia, studio e leggo la sua storia criminale. La legge sui collaboratori di giustizia non prevede il pentimento, dice che deve dire tutto quello di cui è a conoscenza, non è un fatto morale. Se un collaboratore di giustizia non dice tutto, io non firmo il programma di protezione.»

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