NICOLA ZINGARETTI, MAURIZIO COSTANZO SHOW/ “PD? Forza nazionale ma deve cambiare”

- Niccolò Magnani

Nicola Zingaretti al Maurizio Costanzo Show: il Segretario del Pd parla dell’attuale lavoro nel partito e delle lacune del passato

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Nicola Zingaretti, Maurizio Costanzo Show

Un ingresso molto “soft”, quello che ha visto ieri Nicola Zingaretti protagonista della nuova puntata del Maurizio Costanzo Show. Il Governatore del Lazio ha subito esordito parlando dei suoi genitori e definendo “mia madre più un tifone, mio padre è una persona discreta e sicuramente assomiglio più a lui”. Costanzo ha poi spostato il focus sulla politica domandando a che punto fosse il lavoro nel PD. “E’ iniziato, è in una fase sulla quale io punto molto perchè è evidente che noi rimaniamo una grande forza nazionale che però deve cambiare, deve riavvicinarsi di più alle persone”, ha commentato il Segretario del Partito Democratico. Quindi ha spiegato cosa si sarebbe trascurato in questi ultimi anni: “Troppe persone si sono sentite nel momento del bisogno sole, o ricche o imprenditori o precarie o disoccupati, e nel momento in cui ci si aspettava che qualcuno stesse lì vicino è scattato qualcosa che è stata la percezione di solitudine”, ha ammesso. Questo, a suo dire, avrebbe creato un senso di grande sfiducia generale. Il padrone di casa ha poi spostato l’attenzione su Roma: “Roma va aiutata”, ha ammesso Zingaretti che però non si è espresso direttamente sulla Raggi. Clicca qui per il video (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NICOLA ZINGARETTI AL MAURIZIO COSTANZO SHOW

Maurizio Costanzo riapre il palcoscenico per la sua ormai tradizionale intervista politica all’inizio del suo MCS, e dopo Renzi, Meloni, Di Maio e Berlusconi torna in Mediaset il Segretario del Pd Nicola Zingaretti. Nel pieno della crisi Ilva, con i disastri del maltempo che vedono urgere l’intervento del Governo e con i casi Mes e Manovra 2020, il leader dem proverà a giostrarsi tra i tantissimi punti “caldi” sia interni al Partito Democratico che nello stesso Governo Conte-2, mai così sotto pressione come in questi giorni. Zingaretti torna in tv dopo la kermesse di tre giorni a Bologna “Tutta un’altra storia” dove ha modificato alcune parti dello statuto per lanciare un partito “più a sinistra” e vicino al Labour che non alla Socialdemocrazia tedesca (cui invece si ispirava l’ex Segretario Renzi). Rilanciando i temi dello Ius Soli e dei Decreti Sicurezza da abbattere, nelle ultime giornate si è aggiunta ai già suddetti problemi anche la polemica tutta interna al Governo sull’asse Pd-Di Maio, il quale si è detto «sconcertato» dagli slogan del Pd nel pieno della crisi Ilva, maltempo e Manovra. Nel consueto incrocio-scambio tra temi politici e più di “costume”, Zingaretti alla domanda secca di Maurizio Costanzo su un eventuale invito a cena da Renzi o Di Maio per porre fine alle liti interne al Governo replica così: «Un invito a cena di Renzi? Certo che accetto. E anche Di Maio. La politica non si basa sulla paura di dialogare con gli altri. Anzi, il contrario. Io vado a cena anche col diavolo se è utile..». In una lunga intervista al Corriere della Sera ieri il Governatore del Lazio aveva già richiamato i leader del Governo Conte-2 per una rinnovata concordia da trovare al più presto: «La manovra finanziaria ha un’anima. Il governo ancora no. E se non la trova rischia. Tra tweet, post e rivendicazioni può finire come nel film Wargames, giochi di guerra. Alla fine non ci sono vincitori. In questo caso ce ne sarebbe uno ma non dentro la maggioranza: Salvini».

NICOLA ZINGARETTI E LA “SVOLTA” A SINISTRA DEL PD

Una “svolta” a sinistra, con più “sardine” e meno “renziani” è quello che ha richiamato Zingaretti da Bologna (a dir la verità senza trovare il pronto consenso dei ragazzi scesi in piazza contro Salvini ma anche contro tutti i partiti “tradizionali”): al Maurizio Costanzo Show, nella puntata che andrà in onda questa sera su Canale 5, il Segretario Pd ha ricordato come «La forza che difende prima le persone: deve essere questa l’identità del Pd, troppe si sono sentite sole negli ultimi anni. La solitudine crea sfiducia e uccide la speranza. La cosa più pericolosa è la frase ‘tanto non c’è niente da fare». Davanti però al richiamo-scontro alzato da Renzi con Italia Viva sulla necessità di intervenire con maggior forza e coraggio nella prossima Manovra di Bilancio, Zingaretti ha “richiamato” quanto già aveva spiegato la sera prima il Ministro dell’Economia Gualtieri a Otto e Mezzo, «Troppe liti, non si può governare insieme da avversari: se qualcuno si illude adesso di fare la corsa da solo, e in modo strumentale, gli italiani lo puniranno». Parlando poi del tema più scottante del momento, ovvero la crisi dell’ex Ilva, Zingaretti fa un altro appello al Governo e, indirettamente, agli alleati del Movimento 5 Stelle: «Non bisogna permettere in alcun modo che Arcelor se ne vada, in queste ore ci sono segnali positivi, si riapre un dialogo, secondo me insistendo così si può risolvere. L’Italia non deve dividersi anche sull’Ilva».

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