Nicole Zacco, morta a 4 anni per otite: pediatra condannata/ “Omicidio colposo”

- Alessandro Nidi

Condannata a due anni la pediatra di Nicole Zacco, bambina di quattro anni morta per otite. Il padre della piccola: “Nessuno me la ridarà indietro”

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Il caso di Nicole Zacco, la bambina di appena quattro anni d’età morta nella primavera del 2018 a causa di un’infezione cerebrale derivante da un’otite trascurata, ha registrato nuovi sviluppi giudiziari nella giornata di oggi, mercoledì 7 luglio 2021: il giudice per le indagini preliminare del tribunale di Brescia ha condannato a due anni per omicidio colposo la pediatra della piccola, il cui operato, come avevano scritto i consulenti medici della Procura bresciana, è stato ritenuto “superficiale e poco accorto” e “ha abbattuto pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina”.

L’avvocato della dottoressa, oggi in pensione, aveva chiesto per lei l’assoluzione e l’imputata ha scelto la formula del rito abbreviato. Secondo quanto dichiarato dall’accusa, la pediatra avrebbe omesso di “adottare le terapie e le prescrizioni che il caso avrebbe imposto, secondo le buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, non impedendo così l’aggravamento del processo patologico che ha condotto al decesso della paziente”, con uno “sproporzionato ritardo diagnostico e terapeutico”.

NICOLE ZACCO, MORTA DI OTITE A 4 ANNI: CONDANNATA LA PEDIATRA

Nicole Zacco risiedeva a Gottolengo e la sua infezione cerebrale, come detto, si è sviluppata da un’otite eccessivamente trascurata dalla sua pediatra. Quando le sue condizioni di salute, purtroppo, si aggravarono, la piccola venne ricoverata a Manerbio e poi trasferita al Civile, dove morì malgrado i tentativi attuati dai medici per salvarle la vita mediante un delicato intervento chirurgico.

Peraltro, giova ricordare come nell’ambito dell’inchiesta avviato dopo la scomparsa della bimba, furono indagati tutti quanti i medici che l’avevano visitata presso le strutture nosocomiali in cui era transitata Nicole e quelle posizioni, in base agli accertamenti effettuati successivamente, sono stati sostanzialmente quasi tutti archiviati, eccezion fatta per quella della pediatra, per la quale, appunto, è giunta in queste ore la condanna da parte del Gip di Brescia. “Nessuno mi ridarà indietro mia figlia, ma con questa sentenza otteniamo almeno un po’ di giustizia per quanto è accaduto”, ha asserito il papà di Nicole in aula al momento della pronuncia del verdetto.



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