Nicoletta Romanazzi: “I segreti del successo di Jacobs”/ Parla la mental coach

- Josephine Carinci

Nicoletta Romanazzi, mental coach di Jacobs e non solo, si racconta: “I ragazzi che si sono portati a casa medaglie, come Marcel, hanno fatto un lavoro enorme”. I loro segreti

nicoletta romanazzi
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Nicoletta Romanazzi è una nota mental coach, che lavora a stretto contatto con alcuni dei più grandi sportivi italiani attualmente in attività. Tra questi ci sono medaglie a Tokyo 2020 come Marcel Jacobs, che è riuscito a conquistare l’oro nei 100m individuali e nei 400m di squadra, ma anche Luigi Busa e Viviana Bottaro. La coach segue poi anche vari giocatori di Serie A, come Zappacosta e Vecino. A “L’Ora Solare”, la dottoressa ha spiegato come poter migliorare la nostra vita.

“Il respiro è qualcosa con cui noi nasciamo ma poi andiamo in apnea perché così abbiamo la sensazione di provare meno le emozioni negative. Un respiro pieno ci dà tanti vantaggi fisici, perché aumenta il sistema circolatorio, le difese immunitarie… Ossigenando di più il cervello, questo funziona meglio. Il respiro deve arrivare bene giù nella pancia, senza pause. L’espirazione è rilassata. I polmoni naturalmente sono vuoti. Non c’è bisogno di trattenere l’espirazione, bloccando il diaframma. Siamo fatti tutti uguali. Gli stessi campioni hanno le nostre paure e le nostre fragilità. Quello che dobbiamo imparare a fare è smetterla di spaventarci delle paure. Guardiamo tutto in modo esagerato. I nostri limiti, le nostre fragilità, sono una grande forza se noi impariamo ad accoglierle e capire che fanno parte del gioco”.

Nicoletta Romanazzi, la mental coach di Jacobs racconta i segreti

Nicoletta Romanazzi ha poi continuato, nel corso della sua intervista a “L’Ora Legale”: “Spesso gli atleti mi dicono: ‘Non voglio avere pensieri negativi prima di una gara’ e io dico: ‘Non ti posso essere d’aiuto’. Sono naturali e arrivano per proteggerci’. Se noi li prendiamo e li accettiamo questi pensieri, fanno meno paura”.

Il segreto, secondo la mental coach, è solo uno: esercitarsi, come si fa per l’allenamento fisico. Così, ad esempio, ha fatto Marcel Jacobs: “Bisogna ricordarsi una cosa: l’idea che sia l’anno nuovo a facilitarci la strada verso nuovi obiettivi è sbagliato. Questi obiettivi devono essere realizzabili, devono avere un tempo specifico perché devo sapere entro quando devo raggiungerlo. Questo è fondamentale. Devono essere buoni obiettivi e devo sapere che per arrivare lì devo lavorare. I ragazzi che si sono portati a casa medaglie, come Jacobs, hanno fatto un lavoro enorme. Io do loro dei compiti, loro devono allenarsi ogni giorno. Quello stato di massima concentrazione per cui sembrava che fossero in un mondo tutto loro, è uno stato che si può allenare. Mente e corpo sono perfettamente allineati”.



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