NILDE IOTTI/ Tutte le battaglie della prima donna Presidente della Camera Deputati

- Carmine Massimo Balsamo

Nilde Iotti, la sua storia raccontata dal docufilm “Storia di Nilde”: la prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato

nilde iotti
Nilde Iotti

Sono numerose le battaglie portate avanti da Nilde Iotti in difesa delle donne. Nel 1946 alle cittadine fu concessa l’elezione dell’Assemblea Costituente. Due anni dopo, la Costituzione con l’Articolo 3, decretava la parità senza alcuna distinzione di sesso. Una conquista decisiva che vide la Iotti in prima linea, soddisfatta ed entusiasta per quanto fatto. Le sue azioni per i diritti delle donne proseguirono con diverse battaglie, tra le quali l’istituzione di una pensione e di un’assicurazione in favore delle casalinghe, con l’introduzione del divorzio, quindi la riforma del diritto di famiglia e per le norme sulla violenza sessuale. In una intervista rilasciata alla Rai, la Iotti spiegò apertamente di volersi impegnare per ascoltare e risolvere i problemi dei cittadini: “Mi sforzerò perché il parlamento risponda il più possibile ai bisogni del Paese e viva i problemi del Paese, cercando di risolverli nell’interesse del popolo italiano”. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

Storia di Nilde, la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente della Camera

Prima donna nella storia d’Italia a ricoprire il ruolo di presidente della Camera dei deputati, Nilde Iotti è una delle icone della storia repubblicana nostrana. La sua vita verrà ripercorsa nel docufilm “Storia di Nilde”, interpretata da Anna Foglietta, una donna spesso presa come esempio dalle più alte cariche istituzionali per il suo senso delle istituzioni e per la sua vicinanza alle persone. Promotrice di tante battaglie – una su tutte, la lotta per la parità di genere e per l’emancipazione della donna – la politica emiliana è stata ribattezzata come la Lady di ferro dell’Italia repubblicana: prima donna comunista ai vertici dello Stato, è ricordata dai più come una regina autorevole e determinata, una persona di potere che non ha mai rinunciato all’empatia con gli altri. Senza dimenticare la storia d’amore con Palmiro Togliatti, una relazione capace di resistere alle grandi sfide: il segretario del Pci all’epoca era sposato, ma ha lottato anche per questo…

NILDE IOTTI, L’ICONA DELLA STORIA REPUBBLICANA

Nata il 10 aprile del 1920 a Reggio Emilia, Nilde Iotti frequentò l’Università Cattolica di Milan e si laureò in Lettere, avendo tra i suoi professori il futuro presidente del Consiglio Amintore Fanfani. Dopo essersi iscritto al Partito Nazionale Fascista nel 1942 per svolgere l’attività di insegnante, si avvicinò alla politica e al PCI, partecipando attivamente alla Resistenza. Eletta nel dopoguerra presidente dell’Unione Donne Italiane di Reggio Emilia, la Iotti entrò nel consiglio comunale come indipendente nelle file del Partito Comunista Italiano. Successivamente, venne eletta membro dell’Assemblea Costituente. Dopo aver preso parte alla Commissione dei 75 per la stesura della Costituzione, la politica venne rieletta alla Camera dei deputati nel 1948: per cinquant’anni siederà tra i banchi di Montecitorio, per lungo tempo alla Presidenza.

NILDE IOTTI, LA PRIMA DONNA PRESIDENTE DELLA CAMERA

Nilde Iotti venne eletta Presidente della Camera dei deputati per tre volte consecutive: ricoprì il ruolo per 13 anni, dal 1979 al 1992, un record che resta imbattuto. In Parlamento si occupò fin da subito di norme civili, basti pensare all’introduzione del divorzio nell’ordinamento giuridico ed al suo mantenimento attuato col referendum abrogativo del 1974. Nilde Iotti fu inoltre promotrice della legge sul diritto di famiglia del 1975 e della legge sull’aborto del 1978. Nel 1993 ottenne la Presidenza della Commissione Parlamentare per le riforme istituzionali, mentre nel 1997 venne eletta Vicepresidente del Consiglio d’Europa. A causa di gravi problemi di salute, la politica emiliana fu costretta a rinunciare a tutti gli incarichi il 18 novembre 1999. Pochi giorni dopo, il 4 dicembre 1999, Nilde Iotti si spense per arresto cardiaco alla clinica Villa Luana di Poli. I funerali di Stato furono tenuti con rito civile – la Iotti era atea – ed è sepolta al Cimitero del Verano di Roma.

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