NILDE IOTTI, STORIA VERA/ L’adolescenza da orfana e le difficoltà economiche

- Emanuele Ambrosio

La storia di Nilde Iotti, la prima donna Presidente della Camera dei Deputati, torna in tv nel docu-film trasmesso in prima serata su Rai1

Nilde Iotti

Emiliana, figlia di un ferroviere e sindacalista socialista, Nilde Iotti crebbe in un contesto difficile caratterizzato da svariate difficoltà economiche. Rimase orfana di padre nel 1934, e poté proseguire gli studi grazie alle borse di studio che le permisero di iscriversi all’Università Cattolica di Milano. Tra i suoi professori ebbe Amintore Fanfani, celebre per la sua militanza tra le file della Democrazia Cristiana. Nilde Iotti era atea, come dimostrano le sue scelte personali e politiche all’opposto rispetto a quelle dettate dai valori cristiani. Tuttavia, subito dopo la morte, un sacerdote che aveva conosciuto poco prima riferì che la Iotti non era anticlericale e che anzi, nel corso del loro colloquio, si era mostrata interessata e aperta al dialogo. Morì nel 1999 senza però ricevere i sacramenti: lo stesso prete affermò che non li avrebbe rifiutati; ciò che glielo impedì fu la morte sopraggiunta all’improvviso. (agg. di Rossella Pastore)

Nilde Iotti, storia vera: fu la presidente più duratura della storia della Repubblica

Nel corso della sua carriera politica, Nilde Iotti ha conquistato diversi primati. Prima di tutto, la Iotti sfiorò la nomina da presidente del Consiglio (se non ci riuscì fu solo perché il mandato esplorativo conferitole da Cossiga non diede buon esito), e poi, soprattutto, fu la prima donna in assoluto a ricoprire la carica di presidente della Camera della storia della Repubblica. Non solo: nell’ambito del suo mandato, infatti, la Iotti ottenne il record di presidente con il più lungo incarico della storia, quasi 13 anni durante tre legislature (dal 20 giugno 1979 al 22 aprile 1992). La sua vicenda umana e professionale si intrecciò a più riprese con quella di altri esponenti celebri del partito comunista, tra cui Palmiro Togliatti, Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano. Quest’ultimo volle omaggiarla durante il suo discorso di insediamento alla presidenza della Repubblica, a quasi 7 anni dalla sua scomparsa (morì nel 1999). (agg. di Rossella Pastore)

Nilde Iotti, presidente del Consiglio mancata

Tra le altre cose, Nilde Iotti fu anche la prima donna nella storia della Repubblica ad avvicinarsi a un mandato da presidente del Consiglio. Nel 1987, infatti, ottenne un incarico di governo con mandato esplorativo da parte dell’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il mandato, però, non ebbe esiti. Nel 1991, alcuni paventarono la possibilità che la Iotti venisse nominata senatrice a vita, ma in seguito lei stessa fece presente a Cossiga di non essere interessata (preferiva rimanere presidente della Camera). Un anno dopo, la sinistra la candidò a presidente della Repubblica. Ottenne 256 voti, ancora oggi il più alto numero di consensi ottenuti da una donna nel collegio elettorale. Inoltre, durante la sua vita, fu presidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali (dal 1993 al 1994) e presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (dal 1996 al 1999). Rinunciò a tutti gli incarichi poco prima di morire. (agg. di Rossella Pastore)

Storia vera di Nilde Iotti, la prima donna Presidente della Camera dei Deputati

Nilde Iotti, la prima Presidente donna della Camera dei Deputati, rivive nel docu-drama italiano del 2019 “Storia di Nilde” diretto da Emanuele Imbucci con protagonista Anna Foglietta. E’ il racconto della vicenda umana e politica di Nilde Iotti: dalla partecipazione all’Assemblea Costituente del 1946 fino all’elezione come Presidente della Camera dei Deputati nel 1979. Simbolo di libertà e imparzialità, Nilde Iotti ha segnato la storia del nostro paese e della scena politica.

Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando di lei ha detto in occasione dei 100 anni dalla nascita: “il suo percorso civile e politico reca impressi i caratteri di quella straordinaria crescita democratica, che ha consentito al nostro popolo di liberarsi dal fascismo, di dotarsi di una Costituzione rispettosa degli originari e inviolabili diritti della persona, di progredire nel benessere economico e nella solidarietà sociale”.

Chi era Nilde Iotti: da partigiana al PCI

Classe 1920, Nilde Iotti è nata il 10 aprile a Reggio Emilia da padre ferroviere. A soli 14 anni resta orfana. Consegue la laurea in Lettere e Filosofia diventando professoressa fino al 1946. Durante lo scoppio della seconda guerra mondiale scende in campo con la Resistenza entrando in un gruppo di difese delle donne diventando anche partigiana. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, diventa segretario provinciale dell’Unione donne in Italia e nel 1946 entra nel Partito Comunista Italiano (Pci) dell’Assemblea Costitutente presieduta da Giuseppe Saragat.

Durante il suo operato politico, la Iotti si è concentrata molto sulle condizioni delle donne. Per la politica, la donna doveva essere considerata uguale agli uomini; non solo madre e moglie, ma in quanto essere umano dotato degli stessi diritti e ugual dignità sociale. Un ideale di parità e di emancipazione al punto che più volte si è impegnato ad introdurre nella Costituzione un articolo sul principio dell’indissolubilità del matrimonio. Eletta in Parlamento nel 1962, Nilde Iotti si è impegnata per introdurre il divorzio, ma la sua carriera politica è solo all’inizio.

Molti anni dopo, per la precisione nel 1979, la Iotti viene eletta prima presidente donna della Camera dei Deputati ricoprendone il ruolo fino al 1992. “Nei quasi tredici anni di presidenza svolse il suo compito con rigore, con imparzialità, con un forte senso delle istituzioni: questi grandi meriti sono stati da ogni parte riconosciuti e apprezzati” ha ricordato il Capo dello Stato. “La sua forte passione politica, a cui mai ha rinunciato nella vita del suo partito e nel dibattito pubblico non ha oscurato in lei la coscienza del bene comune, la piena responsabilità nazionale delle istituzioni democratiche”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA