Nino D’Angelo e la depressione/ “Mi ha bloccato quattro anni, non sognavo più”

- Jacopo D'Antuono

Nino D’Angelo e la depressione, arrivata dopo la morte della madre: “Avevo addosso un dolore così grande che non sono riuscito a sopportarlo”.

Nino DAngelo Foto LaPresse 640x300
Nino D'Angelo (Foto LaPresse)

Forse non tutti sanno che il celebre cantante Nino D’Angelo, in passato, ha dovuto fare i conti con la depressione. Una malattia che ha rappresentato, con ogni probabilità, la fase più difficile e traumatica della sua esistenza, dato che ha congelato la sua vita per diversi anni. In una recente intervista rilasciata dall’artista a Mara Venier, in occasione di una puntata di Domenica In, Nino D’Angelo si era lasciato andare, parlando della morte di sua mamma che lo aveva spinto verso la depressione.

“Ho conosciuto la depressione, sono stato fermo per quattro anni perché non avevo più voglia di fare niente”, ha raccontato il cantante napoletano. “La depressione non ti fa ridere e non ti fa più sognare”, aveva ammesso amareggiato, rassicurando i fan di aver superato quel periodo terribile grazie all’aiuto dei suoi cari.

Nino D’Angelo, i figli e la moglie lo hanno salvato dalla depressione: “Dovevo io vivere per loro”

La famiglia, infatti, ha sempre rappresentato un tassello fondamentale per Nino D’Angelo, che ha sempre portato sul palmo di una mano i suoi meravigliosi figli, ma anche e soprattutto la moglie Annamaria. “Non mi ha mai mollato un secondo”, aveva raccontato il cantante a Mara Venier. Nel caso specifico, ci fu un episodio particolare a spronare Nino D’Angelo e consentirgli di svoltare e superare la malattia: “Una mattina mi sono svegliato è ho visto mio figlio era grande e così dovevo io vivere per loro”, aveva rivelato.

Sempre sul tema della depressione, in un’interessante intervista rilasciata a Today, l’artista aveva raccontato un passaggio importante della sua vita, sempre riguardante la perdita dei genitori: “Quando non sei più figlio diventi padre. Finché hai i genitori hai qualche responsabilità in meno, quando non ci sono più invece ti rendi conto di tante cose. La morte dei miei genitori mi ha cambiato. Mi è arrivato addosso un dolore così grande che non sono riuscito a sopportarlo”.





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