“No profit USA ha portato virus simile al Covid a Wuhan”/ Replica: “Non è così”

- Alessandro Nidi

EcoHealth Alliance è una no profit americana ed è accusata di avere raccolto campioni di un virus simile al Covid in Laos e di averli inviati a Wuhan

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Coronavirus al microscopio (foto dal Web)

Una no profit statunitense è stata accusata di avere portato un virus simile al Covid-19 a Wuhan. La notizia viene riportata dal quotidiano “Rt”, che ha pubblicato anche le dichiarazioni di EcoHealt Alliance (questo il nome del sodalizio finito al centro della polemica): “Nessun lavoro è mai stato condotto in Laos come parte di questo progetto di ricerca collaborativa”. Trattasi, nello specifico, di un gruppo che ha condotto esperimenti sui Coronavirus finanziati dal National Institutes of Health (NIH) e che, secondo quanto riferito da alcuni media, potrebbe aver trasportato un virus potenzialmente pericoloso dal Laos al laboratorio della città cinese dalla quale è iniziata la pandemia.

Il nome del gruppo è emerso a ottobre, quando il vicedirettore del NIH, Lawrence Tabak, ha spiegato che EcoHealth Alliance ha condtto esperimenti sui virus con l’aiuto finanziario dell’istituto. All’epoca, il consigliere medico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, aveva dichiarato che i virus “erano abbastanza distanti a livello molecolare che, a prescindere da cosa venisse fatto loro, non avrebbero mai e poi mai potuto diventare SARS-CoV-2”.

NO PROFIT USA HA PORTATO VIRUS SIMILE AL COVID A WUHAN? E-MAIL NEL MIRINO

La no profit EcoHealth Alliance, ha aggiunto la testata “Rt”, è finita nuovamente sotto esame dopo che alcune e-mail, ottenute attraverso una richiesta di trasparenza, sembravano indicare che il gruppo stesse discutendo in merito alla possibilità di raccogliere campioni virali dai pipistrelli in Laos e inviarli al Wuhan Institute of Virology. Queste “sono state inizialmente ottenute dal White Coat Waste Project e hanno scatenato una raffica di rapporti durante il fine settimana, tra cui quello dello scrittore scientifico britannico Matt Ridley.

Le e-mail condivise tra EcoHealth Alliance e i finanziatori del governo degli USA rivelerebbero che gli scienziati “hanno discusso la raccolta di campioni virali dai pipistrelli in otto Paesi, tra cui il Laos, fra il 2016 e il 2019, e hanno giocato con l’idea di trasportarli a Wuhan, apparentemente per evitare la burocrazia. Una mail del 2016 reciterebbe inoltre che “tutti i campioni raccolti sarebbero stati testati presso l’istituto di virologia di Wuhan”.

VIRUS SIMILE AL COVID PORTATO IN CINA DA NO PROFIT USA? “LE PROVE NON LO DIMOSTRANO”

Il Laos è il luogo di nascita di almeno un virus che sembra essere parente di SARS-CoV-2. Infatti, come si legge su “Rt”, un ceppo virale di pipistrello ,chiamato Banal-52 e scoperto proprio in Laos a settembre, condivide il 96,8% del suo genoma con il Covid-19. Peraltro, “domenica EcoHealth Alliance ha affermato che le e-mail citate da Ridley ‘non mostrano che stavamo campionando i pipistrelli in Laos e inviando i risultati a Wuhan’, ma il gruppo ha riconosciuto, tuttavia, di avere richiesto il permesso al NIH per lavorare nei Paesi del Sud-Est asiatico, fra cui il Laos, e che quel permesso è stato concesso”.

La risposta, tuttavia, non è stata ritenuta soddisfacente da Ridley, che è anche il coautore di un libro sulle origini del Covid-19: lo scrittore ha chiesto prove che dimostrino che il suo rapporto non fosse “completamente accurato”.

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