No Tav, bombe carta contro polizia/ Attacco in Val di Susa per allargamento cantiere

- Niccolò Magnani

Attacco No Tav al cantiere di Chiomonte in val di Susa: lanci di bombe carta e petardi contro la polizia, feriti 3 agenti. Manifestazione contro allargamento cantiere

No Tav in Val di Susa
No Tav in Val di Susa (LaPresse, 2019)

Tornano le tensioni in Val di Susa dopo l’attacco di circa 300 manifestanti del movimento No Tav alle forze dell’ordine nei pressi del cantiere di Chiomonte della linea alta velocità Torino-Lione: prima della manifestazione convocata oggi pomeriggio per protestare contro l’allargamento del cantiere e la “militarizzazione” del paese (anche se i blocchi all’uscita ed entrata del Comune erano già stati rimossi stamane all’alba), circa 300 incappucciati si sono diretti al cantiere di Chiomonte e hanno circondato polizia e carabinieri presenti a presidiare l’area ad alto rischio. Bombe carta, petardi, sassi e altri oggetti contundenti lanciati contro le forze dell’ordine hanno prodotto – secondo le prime stime de La Stampa – almeno 3 feriti tra gli agenti, mentre in risposta la folla è stata dispersa utilizzando lanci di gas lacrimogeni. «Non so cosa sia successo – commenta il sindaco di Chiomonte Marco Reyl’unica cosa che so è che siamo andati a dormire con i lampeggianti e decine di posti di blocco e ci siamo svegliati col paese libero. Ho chiesto spiegazioni ma non ne ho ricevute»; in attesa di capire il perché di quella rimozione, i manifestanti No Tav hanno percorso i sentieri di montagna prima di attaccare le forze dell’ordine a difesa del cantiere Alta Velocità.

LA NETTA CONDANNA DI REGIONE PIEMONTE

Presente alla manifestazione No Tav anche la ‘pasionaria’ Nicoletta Dosio, uscita da poco di prigione dopo quasi un anno di detenzione: «Siamo qui per spiegare che cosa ci vogliono togliere e cosa ci hanno già tolto. Non è il momento di indietreggiare, ma ad ogni mossa dobbiamo rispondere con almeno un passo in avanti. La resistenza paga sempre e i tanti giovani presenti dimostrano che dopo 30 anni abbiamo ancora ragione noi». Durissima invece la replica ai manifestanti data dal Presidente del Consiglio Regionale Piemonte, Stefano Allasia, pubblicata su “Atnews.it”: «La Valle di Susa non può essere ostaggio di un gruppo di estremisti che imperversa con azioni illegali ed attacchi alle forze di polizia. Non è accettabile leggere ogni volta che c’è una manifestazione intorno al cantiere della Tav ad un bollettino di guerra. A provocare questi continui disordini sono dei delinquenti, e come tali devono essere trattati. Chiedo al Governo nazionale di uscire dall’ambiguità e di intervenire duramente per mettere fine a queste continue violenze. La Tav è un’opera strategica per il Piemonte e per l’Italia decisa democraticamente che porterà benefici all’intero Paese. Ringrazio ed esprimo ancora una volta massima solidarietà alle nostre forze dell’ordine». Sempre oggi una opposta manifestazione, i “Sì Tav” hanno sfilato per Torino come racconta all’Ansa Mino Giachino: «Siamo qui a fronte dei ripetuti attacchi al cantiere del futuro. La Tav è l’opera del futuro, che rilancerà il lavoro in bassa Val di Susa, a Torino e nel paese».



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