Noemi in reparto con i genitori/ La bimba ferita a Napoli lascia la terapia intensiva

Buone nuove per Noemi, la bimba ferita in un agguato a Napoli: ha lasciato il reparto di terapia intensiva

Cto di Torino
Cto di Torino, immagini di repertorio (LaPresse, 2019)

E’ finalmente uscita da Rianimazione la piccola Noemi. La bimba di quattro anni ferita quasi un mese fa in quel di Napoli, in piazza Nazionale, è stata trasferita in una degenza deputata all’assistenza riabilitativa post intensiva dell’ospedale Santobono. Si tratta di un ulteriore indizio a conferma delle condizioni fisiche in miglioramento della bimba, che ricordiamo, era stata raggiunta da un proiettile vagante durante un agguato di Camorra, che le aveva perforato entrambi i polmoni. Grazie al trasferimento, la piccola potrà stare vicino a mamma e papà, un aspetto che secondo i medici della stessa struttura ospedaliera sarà fondamentale per la ripresa di Noemi soprattutto dal punto di vista psicologico. Stando a quanto sottolineato dai colleghi del quotidiano partenopeo, Il Mattino, il trasferimento è stato effettuato nella giornata di ieri, martedì 28 maggio, grazie alle condizioni fisiche in miglioramento continuo.

NOEMI IN REPARTO CON I GENITORI

La bambina respira autonomamente, senza bisogno di ossigeno, e mangia anche in autonomia. Ora si apre una nuova fase di cure per la piccola ferita a Napoli, che precederà il trasferimento nel reparto di riabilitazione e che servirà alla stessa per riprendere pienamente la deambulazione autonoma. Noemi ha lottato per giorni fra la vita e la morte, facendo rimanere con il fiato sospeso milioni di italiani, a cominciare dai suoi concittadini di Napoli, che hanno iniziato una lenta processione di fiori, scritte e piccoli presenti, al di fuori della struttura ospedaliera, organizzando anche veglie, preghiere e fiaccolate. Nel nuovo reparto la bimba dovrebbe rimanere per una decina di giorni, prima del successivo trasferimento. Ricordiamo che per il suo ferimento grave è in carcere Armando Del Re, 28enne figlio di un boss del narcotraffico, nonché il fratello appena 18enne: i due sono stati rintracciati grazie ad alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona dell’agguato, e hanno sempre negato ogni accusa.



© RIPRODUZIONE RISERVATA