“Non denunciate vostro marito se vi picchia”/ Sacerdote choc: “Può capitare”

- Alessandro Nidi

Frasi choc da parte di un sacerdote circa la violenza sulle donne: “Tra moglie e marito può… capitare. Occorre praticare le virtù”

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La violenza sulle donne da parte degli uomini continua a essere un tema purtroppo di stretta attualità anche nel 2021 e proprio per questo scandalizzano le parole pronunciate, anzi, scritte su Facebook, da parte di un sacerdote siciliano, che ha invitato il gentil sesso a non denunciare eventuali condotte “indisciplinate” del proprio marito. Monsignor Antonio Michele Crociata, di Castellammare del Golfo (Trapani), ha espresso la propria riflessione in risposta a un appello lanciato dal giornalista ANSA Gianfranco Criscenti, il quale ha esortato le donne a denunciare al primo schiaffo.

“Beh! il tuo consiglio, Gianfranco, mi sembra un po’ eccessivo – ha asserito il religioso –. Tra marito e moglie… può capitare. Esiste anche il grande valore del perdono vicendevole, della tolleranza, dell’amore per i figli, della consapevolezza di essere, nonostante tutto, un cuor solo e un’anima sola… Può capitare, dunque. Non bisogna, però, mai esagerare, comunque. La perfezione su questa terra non esiste. Anche le mogli, del resto, talvolta mancano nei confronti dei mariti e… ciò non significa affatto… bisogna accettare…via!!!!!! Non esageriamo!!! Esistono, infatti, anche le virtù, che tutti siamo chiamati a sforzarci di praticare. Nel matrimonio, infatti, le virtù contano più dell’amore. Quando si è fidanzati, lui vive per lei e lei vive per lui. Quando, però, ci si sposa, l’amore da solo non basta più e servono maggiormente le virtù e lui e lei vivono, soprattutto, per i figli”.

SACERDOTE ALLE DONNE: “NON DENUNCIATE VOSTRO MARITO SE VI PICCHIA”

Inutile sottolineare che, a seguito di tali dichiarazioni da parte del sacerdote, il web sia insorto immediatamente, senza tuttavia ottenere un ripensamento da parte del monsignore, bensì una precisazione ulteriore: “Ci si lascia, soprattutto, perché si vuol bene più a se stessi che ai figli. Se i figli, al contrario, si amassero più di se stessi, le separazioni e i divorzi diminuirebbero del 90%. Per quanto riguarda le virtù, non bisogna mai dimenticare che le virtù si coltivano in continuazione e, anche se non si riesce a raggiungere la perfezione, la loro presenza, pur in percentuale non ancora alta, è da sola in grado di far superare le difficoltà. La verità, invece, è che spesso non ci sono virtù, c’è poca o niente religione, i figli non si amano quanto e come si dovrebbe (ma si ama, soprattutto, se stessi) e i cervelli sono spesso malati più di quanto non si immagini”. Infine, la chiosa, con un’esortazione all’…altruismo: “Nella vita comune può capitare di tutto: incomprensioni, diffidenze, errori, mancanze, debolezze… Le virtù, più o meno, riescono a superare ogni cosa. L’esperienza insegna molto in proposito. L’egocentrismo, poi, è tra i mali maggiori, ma può essere curato con una medicina efficace: l’altruismo. Ci vuole, soprattutto, dedizione verso il coniuge e verso i figli”.



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