Non pagò l’avvocato: va in carcere dopo 12 anni/ 54enne condannato a 6 mesi perché…

- Alessandro Nidi

Dopo 12 anni dal ritiro della patente per guida in stato d’ebbrezza, un 54enne si è ritrovato in carcere: il suo avvocato, infatti, non aveva chiesto la sospensione della pena

francesco arata
Immagine di repertorio (Foto: Pixabay)

Sei mesi di carcere per un reato commesso dodici anni prima: una vicenda insolita e letteralmente da incubo per un 54enne della Brianza, il quale nel 2009, dopo avere bevuto un bicchiere di troppo, si era messo alla guida della sua automobile in stato d’ebbrezza, venendo tuttavia fermato dalle forze dell’ordine. Questo è, di fatto, il suo unico “guaio” con la giustizia rimediato nel corso della sua esistenza e che ora l’ha condotto addirittura dietro alle sbarre, a una dozzina di anni di distanza da quella serata.

Per comprendere appieno l’epilogo di tale questione, è doveroso appurare cosa accadde dopo la sua genesi; all’epoca dei fatti, l’uomo non pagò la parcella del suo avvocato, come peraltro da lui stesso ammesso di fronte ai carabinieri di Seregno. Di conseguenza, di fronte all’assenza di liquidità da parte del suo assistito, il legale difensore si era totalmente disinteressato della pratica che riguardava il suo cliente senza portafoglio, non presentando neppure istanza di sospensione della pena: sarebbe stato sufficiente questo a evitare che si schiudessero le porte del carcere.

54ENNE IN CARCERE DOPO 12 ANNI: NON PAGÒ IL SUO LEGALE DIFENSORE E…

Ecco dunque che, a distanza di oltre un decennio, quell’episodio giudiziario rimasto in sospeso è tornato a bussare con prepotenza alla porta del 54enne della Brianza, finendo per stravolgergli la vita. Il diretto interessato, quella notte, era reduce da un sabato trascorso in compagnia di altre persone all’interno di un pub di Giussano, ma a Carate Brianza fu sottoposto a un controllo da parte delle forze dell’ordine, che rilevarono la sua positività all’alcoltest e gli ritirarono la patente di guida.

Una condotta pericolosa per sé e per gli altri utenti della strada, senza dubbio, ma che l’uomo mai avrebbe pensato potesse farlo finire in una struttura penitenziaria. A beffarlo, come emerge da questa vicenda, è stata la sua scelta di non pagare il suo avvocato. Così, dopo essere stato portato in caserma dai carabinieri e avere preso atto di quanto stesse succedendo, è stato trasferito nel carcere di Monza, dove trascorrerà i prossimi 180 giorni.

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