“Norimberga per Zangrillo e Bassetti”/ Post choc di un prof universitario: querelato

- Silvana Palazzo

“Norimberga per Zangrillo e Bassetti”, professore universitario pubblica post choc. Il medico di Silvio Berlusconi lo querela e allora prova a ricucire con delle scuse

Dott. Alberto Zangrillo
Il professor Alberto Zangrillo al San Raffaele (LaPresse, 2020)

Un docente universitario pubblica un post choc contro alcuni medici e scoppia la bufera. Uno di loro ha deciso di denunciarlo. Non parliamo di un medico qualunque, ma di Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, tirato in ballo insieme a Matteo Bassetti, Giulio Tarro e Maria Rita Gismondo. La loro “colpa”? Avere idee diverse sull’epidemia di coronavirus rispetto ad altri altrettanto illustri colleghi. Il caso è scoppiato quando Michele Antonio Fino, associato di Diritto romano e dei Diritti dell’antichità all’Università di scienze enogastronomiche di Pollenzo, ha pubblicato sui social questo post: “Difficile non associare gente come Tarro, Gismondo, Zangrillo e Bassetti a un luogo. Tipo Norimberga”. Secondo lui, dunque, questi esperti andrebbero processati per crimini di guerra, proprio come accadde per i gerarchi nazisti a Norimberga. Ma su Bassetti ha pure rincarato la dose, in quanto lo ritiene colpevole di annoverare “lunghissime score di negazionismi e minimizzazioni”.

ZANGRILLO AL PROF: “BARATTA RICERCA NOTORIETÀ CON QUERELA”

Il post del professor Michele Antonio Fino ha subito fatto il giro del web, sollevando un’ondata di indignazione. Le reazioni, però, non si sono fatte andare pure fuori dai social. Infatti, il professor Alberto Zangrillo, come riportato da la Stampa, ha deciso di passare alle vie legali, limitandosi a dichiarare che ritiene “triste constatare che un professore universitario baratti la ricerca di notorietà con una querela certa”. Il docente universitario di Pollenzo, però, poco dopo ha fatto marcia indietro e ha provato a ricucire lo strappo con un post di scuse: “Non era in alcun modo mia intenzione mettere in discussione la professionalità e l’onorabilità delle persone che ho menzionato, né tantomeno suggerire un parallelo tra il loro ruolo e quello di chi a Norimberga venne giudicato. Sento la necessità di formulare qui, nel modo più ampio e incondizionato, le mie scuse”. Chissà se questo basterà a evitargli la querela del professor Zangrillo.

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