Novara, non paga per 34 volte al casello autostradale/ Condannato a 9 mesi per truffa

- Silvana Palazzo

Novara, automobilista non paga per 34 volte al casello autostradale dell’A26: il “furbetto” del pedaggio condannato per truffa a 9 mesi e 12 giorni di carcere

Strada Roma durante lockdown
Autostrada Roma durante lockdown Covid (LaPresse, 2020)

Si accodava a pochi centimetri dall’auto che lo precedeva e superava la sbarra del casello poco prima che si abbassasse. Con questo “trucco” un uomo di 47 anni della Bergamasca è riuscito a non pagare al casello autostradale per 34 volte, ma non l’ha fatta franca. Il “furbetto” del pedaggio è stato, infatti, condannato a 9 mesi e 12 giorni di carcere per truffa dal tribunale di Verbania, che ha competenza nel Novarese. L’uomo per sei mesi nel 2017 era transitato dal casello di Arona sull’A26 senza pagare il pedaggio, ma le telecamere che sorvegliano le uscite della rete di Autostrade per l’Italia si è accorta di quel che accadeva e ha denunciato l’automobilista e si è quindi costituita parte lesa. Quindi, non solo sarà rimborsata, ma poi avrà riconosciuti i danni con un nuovo procedimento.

Non si tratta del primo episodio di questo tipo in Italia. Infatti, alcuni sono finiti in Cassazione, dove gli Ermellini hanno riconosciuto che si tratta di una vera e propria truffa, quindi non si configura il reato di insolvenza fraudolenta in quanto c’è la “la presenza di raggiri finalizzati a evitare il pagamento del pedaggio”.

COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA AL CASELLO AUTOSTRADALE

Ci sono state diverse condanne in Italia, con danni che ammontano a milioni di euro per le società. Nonostante il lockdown e le restrizioni agli spostamenti, nel 2020 sono oltre 2,5 milioni i pedaggi non saldati subito ai caselli da parte degli italiani. Nella maggior parte dei casi c’è un ravvedimento in tempo, mentre oltre 500mila ticket diventano “insoluti”. In questi casi non ci si rivolge subito alla magistratura. Viene infatti emesso uno scontrino che attesta il mancato pagamento. Con questo biglietto si ha la possibilità di regolarizzare la posizione entro 15 giorni senza aggravio di spese. Altrimenti la società procede per recuperare la somma in modo forzoso, quindi scatta l’aggravio delle spese a carico del debitore. Inoltre, gli atti sono inviati alla polizia stradale che può elevare multe salate, oltre alla decurtazione di due punti della patente di guida. Se dopo 60 giorni dal ricevimento della multa si continua a non pagare, si rischia di sfiorare i 1.200 euro. Se si è evitato dolosamente di pagare, come nella fattispecie sopracitata, al guidatore può essere comminata anche una multa di 1.700 euro.



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