Novavax, cos’è e come funziona?/ Studio: vaccino a base proteica efficace al 90%

- Alessandro Nidi

Novavax, vaccino anti-Covid a base proteica: efficacia al 90% con due dosi, ma l’Europa sembra privilegiare la tecnologia a mRna

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Vaccino Novavax (Foto: LaPresse)

Ennesimo alleato nella battaglia contro il Coronavirus in arrivo: si tratta del vaccino Novavax, che, dati alla mano, rappresenta probabilmente il migliore siero anti-Covid in circolazione, ma che potrà approdare nel Vecchio Continente solamente a settembre, peraltro con scarsa possibilità di impiego, considerato che in futuro ci si affiderà totalmente alla tecnologia mRna (Pfizer e Moderna). Cosa cambierebbe, invece, con questo preparato? Innanzitutto, si tratterebbe di un vaccino decisamente più tradizionale, poiché a base proteica.

La sua descrizione è stata effettuata dall’Ema, che afferma: “Contiene minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina Spike presente sulla superficie del Coronavirus pandemico. Utilizza anche un adiuvante, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie stimolate dall’iniezione-scudo”. Una scelta che premia anche sotto il profilo dell’efficacia, perlomeno stando alle statistiche emerse dalla fase 3 della sperimentazione e pubblicate sul New England Journal of Medicine.

NOVAVAX: EFFICACIA VICINA AL 90% CON DUE DOSI

Il testo finale, denominato “Safety and Efficacy of NVX-CoV2373 Covid-19 Vaccine”, contiene l’analisi completa dello studio, iniziato nei primi mesi del 2021 e poi aggiornato a marzo, con gli ultimi dati che sono arrivati soltanto a maggio. Il vaccino Novavax ha fatto segnare un’efficacia pari a quasi il 90% con due dosi, che arriva al 96,4% contro varianti non-Alpha. Nello studio condotto dai ricercatori britannici, sono state coinvolte 15mila persone, sparse per tutto il territorio del Regno Unito.

In particolare, dopo due dosi di siero, al paziente viene conferita una protezione del 96,4% contro i ceppi varianti non Alpha, e dell’86,3% contro il ceppo Alpha (variante britannica). Questo il commento di Gregory M. Glenn, presidente di Ricerca e Sviluppo della Novavax: “Continuiamo ad essere molto incoraggiati dai dati che mostrano alti livelli di efficacia anche contro malattie lievi. Il siero offre una forte protezione incrociata sia contro la variante Alpha che contro le altre in circolazione. Questa pubblicazione rafforza anche il rassicurante profilo di sicurezza ed efficacia mostrato negli studi sul nostro vaccino fino ad oggi”.



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