Nuda sul red carpet di Cannes/ Attivista con corpo dipinto di giallo, blu e rosso

- Josephine Carinci

A Cannes una donna nuda ha fatto irruzione sul palco per protestare contro la guerra in Ucraina e la violenza sulle donne. Cos’è successo

cannes attivista nuda
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A Cannes, durante il famoso Festival, un’attivista ha invaso il red carpet nuda. Il motivo? Una protesta in favore del popolo ucraino e contro la guerra e allo stesso tempo per schierarsi al fianco delle donne stuprate durante il conflitto. Il tutto è avvenuto mentre sul tappeto rosso sfilavano i protagonisti del film Three Thousand Years of Longing di George Miller. La donna ha eluso la sicurezza, arrivando sul red carpet senza vestiti. Il corpo dell’attivista era dipinto con i colori della bandiera ucraina e con il rosso per simboleggiare il colore del sangue.

La protesta della donna è durata pochi secondi: l’attivista è stata infatti raggiunta dagli uomini della sicurezza che le hanno fatto da scudo, proteggendola dai fotografi, che però hanno ripreso comunque la scena. La donna è stata immediatamente allontanata dal tappeto rosso ma nei minuti successivi la faccenda ha continuato a far parlare. Il gesto è stato infatti rivendicato.

Festival di Cannes, Ucraina protagonista

Dietro l’attivista nuda sul tappeto di Cannes non c’è un gesto individuale ma un collettivo. Dietro alla donna si nasconde infatti un gruppo di attivisti francesi – SCUM – che ha rivendicato la protesta. Il gruppo SCUM è nato come manifesto femminista radicale negli anni ’60. Proprio su Twitter, il gruppo ha spiegato il proprio gesto, spiegando di “nascondersi” dietro alla donna che ha fatto irruzione sul tappeto del Festival di Cannes 2022.

Non è certo il primo collegamento tra il Festival di Cannes 2022 e la guerra in Ucraina. Sono state diverse le manifestazioni ufficiali di solidarietà verso il popolo ucraino. Durante la serata inaugurale si è collegato il presidente Volodomyr Zelensky, che ha tenuto un discorso. È stato poi proiettato un documentario su Mariupol di Mantas Kvedaravicius. La guerra, dunque, fa da protagonista anche in un contesto più leggero come quello del Festival di Cannes, dove tra proteste e testimonianze non si può fare a meno di rivolgere uno sguardo all’Ucraina.







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