I NUMERI/ I 30 lavori qualificati più richiesti in Italia

L’indagine annuale sulla Domanda di lavoro qualificata offre importanti informazioni sulle professioni più richieste in Italia. Ce ne parla ACHILLE PALIOTTA

16.03.2011 - Achille Paliotta
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Sono da sempre le professioni più richieste dalle imprese. Sono quelle della vendita. Sono sia quelle dove l’imperativo è vendere un prodotto/servizio a qualunque costo (hard selling) che quelle dove vi è un maggior spazio per i bisogni, non sempre espliciti, del cliente finale di cui si cerca di essere il consulente, guidandolo nell’acquisto a lui più confacente (soft selling).

Sono professioni tanto pregiate, e ricercate dalle aziende, perché l’automotivazione costante, e il mettersi quotidianamente alla prova, sono sfide non alla portata di tutti e, perciò, soggette a un notevole ricambio (turnover), spesso anche solo dopo alcune settimane. Sono quasi sempre dei posti vacanti: nuovi posti di lavoro per i quali si è disposti a investire ingenti risorse di tempo e denaro.

I nuovi dati sulla richiesta di personale qualificato nel 2010, pubblicati sulla stampa quotidiana, sono da poco disponibili: essi vengono rilevati dall’Isfol, in maniera continuativa, sin dal 1979, con un’indagine condotta annualmente denominata Domanda di lavoro qualificata (Dlq). La sua importanza è data dalla considerazione che le inserzioni “a modulo” costituiscono un’azione di ricerca attiva, da parte delle imprese, di un candidato idoneo a ricoprire una strategica posizione aziendale, soprattutto in un periodo economico quale quello attuale.

Nel corso del 2010 è iniziata una lenta ripresa, ma di intensità ancora incerta, e con effetti asimmetrici tra i diversi paesi economicamente più sviluppati, perché bisogna tener conto, in essi, del differente potenziale di crescita, peso e criticità dei settori finanziari e immobiliari così come dello stato delle finanze pubbliche.

 

La situazione dell’Italia sconta, invece, ancora una volta, le non buone performances evidenziate dal 1997 in poi con una produzione industriale e il Pil, nel 2010, quasi stagnanti. La stessa situazione è dato riscontrare per gli annunci pubblicati sulla stampa. Ma quali sono, in dettaglio, le professioni maggiormente richieste dalle imprese? Il “Barometro” delle prime trenta professioni (tabella 1) risponde a questa domanda.

 

 

Fonte: Isfol-Csa

 

Nota Metodologica: Questo barometro è ottenuto eliminando dal conteggio tutte le singole inserzioni che offrano un numero di posti di lavoro superiore al 50% del totale dei posti di lavoro registrati nell’anno per la singola professione ricercata. Ad esempio, se una singola inserzione richiede 1951 “agenti” (pari alla metà +1 degli agenti ricercati nel 2010), quella inserzione non viene conteggiata in questo barometro. La regola non viene applicata agli annunci che offrano meno di 500 posti di lavoro (nel singolo annuncio).

1. Le professioni della rete commerciale sono l’agente (secondo posto con 2.992 inserzioni, -28,0%), l’agente vendita (ottavo con 1.060 inserzioni, -19,6%), l’agente monomandatario (nono con 872 annunci, -13,3%) e l’agente plurimandatario (undicesimo con 789 inserzioni, +6,2%). Sono “autofinanziate”, nel senso che l’azienda non si addossa direttamente il costo del dipendente/collaboratore poiché, normalmente, queste figure vengono remunerate, in tutto o in parte, con provvigioni sulle vendite. In calo.

 

2. Le professioni dell’area “vendita” sono il venditore (prima posizione con 3.108 annunci, -6,3%), l’addetto vendita (terza posizione con 2.042 richieste, -11,5%), l’addetto reparto (quinta posizione con 1.404 inserzioni, +17,9%), il consulente (settimo con 1.215 richieste, +33,8%), il consulente commerciale (decimo con 827 annunci, +64,7%), il collaboratore commerciale (13.mo), l’account (17.mo) l’agente finanziario (18.mo) e il sales promoter (29.mo). Stabili.

 

3. Le professioni legate alla vendita telefonica sono il telemarketing (14.mo), l’operatore call center (24.mo) e il telefonista (27.mo), le quali si sono sviluppate per l’esigenza crescente di fornire un prodotto/servizio sempre più personalizzato a una clientela sempre più sofisticata. In crescita.

 

4. Le occupazioni della produzione sono l’operaio (sesto con 1.392 annunci, +0,7%), l’operaio qualificato (22.mo), il manutentore (25.mo), il manutentore meccanico (26.mo) e il meccanico (28.mo). In calo nel 2010, ma in crescita, nel corso degli ultimi anni, perché legate al saper fare e all’esperienza lavorativa e non a una qualificazione di tipo formale data dal mero titolo di studio.

5. Le professioni legate all’informatica e al web, le quali la facevano da padrone intorno al Duemila, sono, nel 2010, praticamente scomparse con la sola eccezione del programmatore (30.mo).

 

6. Le professioni legate all’amministrazione sono impiegato (12.mo), impiegato amministrativo (19.mo) e contabile (20.mo). In calo generalizzato.

 

7. Le professioni che non rientrano nei gruppi precedenti sono addetto al recupero crediti, tecnico, autista e assistente di volo. Tra queste merita un breve cenno l’addetto al recupero crediti che, nel 2010, ha fatto segnare un buon incremento +39,7% (quarto posto con 1.720 annunci). Questa figura dovrebbe gestire un portafoglio clienti, assicurando il rispetto dei termini di pagamento e promuovere le azioni per il recupero degli importi scaduti.

 

Nell’attuale fase di congiuntura economica, con tutta evidenza, l’attività di recupero dei crediti ha assunto, per l’impresa, un’importanza fondamentale. Si tratta, da un lato, di abbreviare i tempi di esposizione finanziaria e migliorare il cash flow e, dall’altro, trovare soluzioni per la gestione di crediti di difficile esigibilità. Le aziende, per questo servizio, si rivolgono normalmente a società specializzate nel settore, pur potendo promuovere, attraverso personale interno, delle prime azioni di sollecito nei confronti dei propri clienti.

 

In definitiva, l’immagine riflessa dal Barometro è quella di una ricerca di personale qualificato in cui viene sempre più privilegiata sia la componente della vendita impellente che quella del servizio consulenziale e personalizzato; quest’ultimo può giungere, oggigiorno, a un livello tanto sofisticato da mettere in questione la stessa definizione dell’identità sociale del consumatore.

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