NUOVE FOIBE IN SLOVENIA/ Trovati i resti di 250 vittime italiane: 100 erano ragazzini

- Paolo Vites

Ancora resti di civili italiani nelle foibe, trucidati dalle forze partigiane comuniste jugoslave alla fine della Seconda guerra mondiale

foibe 640x300
Una foiba

Quello che si è presentato ai ricercatori è stato un vero scenario degno dei peggiori eccidi nazisti e stalinisti: i resti di oltre 250 persone di cui almeno un centinaio ragazzini tra i 15 e i 17 anni. Stiamo parlando di pochi chilometri dai nostri confini nazionali, in quella che una volta era l’Italia, in Slovenia, persone trucidate e infoibate nel Kočevski rog in buche dopo essere state freddate con un colpo alla nuca come rivelano i resti. Non solo: sopra di loro i resti di coloro che avevano scavato le buche poi uccisi anche loro una volta terminato il lavoro e coperte con sassi. E’ il dramma delle foibe che continua a rivelare nuove prove dei massacri compiuti dai partigiani comunisti e sempre negati. In realtà, secondo il responsabile sloveno delle indagini di polizia, “incrociando dati e testimonianze sull’attività partigiana in quella zona, la responsabilità dell’eccidio è da attribuire all’OZNA, la polizia segreta jugoslava, e in particolare al suo braccio ‘operativo, il KNOJ (Korpus narodne obrambe Jugoslavije), ovvero il Corpo di difesa popolare della Jugoslavia, costituito da partigiani ed incaricato della sicurezza interna dei territori “liberati” durante la seconda guerra mondiale in Jugoslavia e in seguito il territorio della Jugoslavia comunista”.

ITALIANI TRUCIDATI DALLA POLIZIA COMUNISTA 

Il che non cambia la sostanza: quelli uccisi non erano miliziani fascisti ma semplici civili, uccisi solo perché italiani in un tentativo di pulizia di razza, un genocidio etnico. Lo rivela l’Unione degli istriani sulla sua pagina Facebook: “Secondo quanto dichiarato dal coordinatore del team di speleologi, l’archeologo Uroš Košir, nella voragine e lungo i bordi esterni è stata trovata una grande quantità di munizioni, prova questa che le esecuzioni furono eseguite sul posto”, mentre “l’analisi delle ferite in entrata e in uscita trovate sui teschi ha evidenziato che le vittime sono state uccise con fucili automatici”. Per il capo dei ricercatori sloveni invece “I resti dei corpi erano coperti di rocce e detriti, tuttavia la squadra di scavo ha anche trovato dei corpi sopra di questi, e per questo sospettiamo che questi fossero prigionieri incaricati di coprire il baratro, ma in seguito furono liquidati anche loro e fatti precipitare all’interno”, ha detto Košir alla stampa.



© RIPRODUZIONE RISERVATA