NUOVO DECRETO SICUREZZA/ Dalle Ong all’accoglienza, ecco cosa cambia

- int. Mauro Indelicato

Il nuovo Dl sicurezza ridimensiona le multe alle navi Ong e allarga la protezione umanitaria. Stravolte gran parte delle norme volute dal governo giallo-verde

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LaPresse

“Complessivamente si può dire che il nuovo provvedimento, più che figlio di una precisa logica politica, appare uno sgarbo personale contro l’ex ministro dell’Interno”. Così Mauro Indelicato, giornalista esperto di politiche migratorie e del Mediterraneo per ilgiornale.it e Insideover, commenta il nuovo decreto sicurezza varato dal Governo dopo appena un’ora e mezza di Consiglio dei ministri. Le nuove norme, proposte dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervengono su accoglienza diffusa, protezione umanitaria, divieto dei respingimenti, integrazione e cancellazione delle sanzioni per le navi delle Ong, riscrivendo i decreti Salvini. Opposti i giudizi della politica: per Nicola Zingaretti, segretario del Pd, il provvedimento garantisce “un’Italia più umana e sicura”, mentre per Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia con questo nuovo Dl sicurezza il nostro paese “diventerà un campo profughi”.

Prima di entrare nel merito, le nuove norme recepiscono le preoccupazioni a suo tempo manifestate dal presidente Mattarella?

Da un lato le recepiscono, dall’altro però vanno anche oltre. È bene ricordare che le osservazioni del Quirinale erano riferite soprattutto alle multe riguardanti le navi Ong. La nuova norma non è andata a toccare solo questo punto, bensì è intervenuta stravolgendo buona parte dei documenti voluti a suo tempo dall’esecutivo giallo-verde.

Quali sono le novità più rilevanti?

In primis, il ridimensionamento delle multe alle navi Ong, circostanza come detto direttamente agganciata alle osservazioni del presidente Mattarella. Ma vi è anche la questione relativa al ripristino della protezione umanitaria. Quest’ultima era in vigore prima del decreto sicurezza voluto da Salvini ed è stata sostituita dalla protezione speciale. Nel nuovo documento continuerà a chiamarsi protezione speciale, ma l’allargamento delle casistiche per le quali sarà possibile ottenere asilo ha il sapore di un ripristino del precedente istituto. In generale, più che di novità sarebbe meglio parlare di restaurazione, visto che sono state reintrodotte molte norme pre-salviniane. Da sottolineare anche il ritorno alla possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale, anche questa non una novità, ma un ritorno alla situazione antecedente ai decreti sicurezza.

Il provvedimento riforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. In cosa consiste?

D’ora in poi non saranno soltanto coloro che hanno già ottenuto la protezione internazionale a usufruire dei servizi legati all’accoglienza, bensì anche i richiedenti asilo e dunque coloro che aspettano l’esito della propria domanda depositata nei tribunali. Anche in questo caso si può parlare di un ritorno al passato: uno dei pilastri delle riforme di Salvini era infatti quello di escludere dal sistema di accoglienza i richiedenti asilo, al contrario di quanto accadeva prima. L’unica differenza con il contesto precedente al 2019 sta nella differenziazione dei livelli di prestazione: un livello sarà riservato a coloro che ancora non hanno ottenuto i requisiti per rimanere, un altro invece per coloro che hanno ottenuto la protezione. Per questi ultimi, oltre ai servizi connessi all’accoglienza, partiranno anche i programmi di integrazione.

Per le navi di chi effettua salvataggi in mare vengono cancellate le sanzioni amministrative e la confisca dell’imbarcazione, a patto che gli equipaggi informino, per ogni salvataggio, le autorità italiane e quelle dello Stato di cui battono bandiera. Che ne pensa?

Credo che di fatto le multe, oltre a essere ridimensionate nella cifra, saranno quasi del tutto scomparse una volta entrata in vigore questa norma. Su questo punto ha prevalso la linea del Pd, da sempre più vicino alle richieste delle Ong, le quali adesso potrebbero avere sempre meno restrizioni all’ingresso delle loro navi nel nostro paese.

Il nuovo decreto garantisce “un’Italia più umana e sicura” come dice Zingaretti?

Affermare che l’Italia adesso sarà più umana vuol dire presupporre che prima non lo era. Francamente non riesco a rintracciare elementi di disumanità nel comportamento del nostro paese in fatto di immigrazione. A prescindere dai colori dei governi e delle maggioranze, l’Italia ha sempre accolto e la nostra Guardia costiera ha salvato negli anni migliaia di vite umane, evitando decine di naufragi.

Che effetti potranno avere queste misure sul fronte dell’immigrazione?

È ancora presto per dirlo. Il testo, forse non a caso, è stato portato all’attenzione del Consiglio dei ministri a ottobre, quando tradizionalmente per via delle condizioni meteorologiche la pressione migratoria non è così forte e intensa come in estate. Per vedere gli effetti dei nuovi decreti occorrerà forse aspettare la prossima primavera.

Con questo decreto l’Italia, come dice Giorgia Meloni, diventerà un enorme campo profughi?

Vale un po’ quanto detto prima: per vedere gli effetti sull’immigrazione del nuovo decreto, sia in positivo che in negativo, occorrerà aspettare diversi mesi. Di certo, la nuova impronta politica decisa dal governo appare meno dura rispetto a quella decretata dal precedente esecutivo e questo potrebbe rappresentare, a lungo termine, un “pull factor” per chi dall’altra parte del Mediterraneo vuole partire.

(Marco Biscella)

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