Dpcm Natale: ristoranti chiusi il 25 e a Santo Stefano/ Cenoni a casa al massimo in 6

- Silvana Palazzo

In vista del 25 dicembre e del giorno di Santo Stefano, i ristoranti dovrebbero restare chiuso: questa la linea del governo per il nuovo Dpcm

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

C’è già chi lo ha ribattezzato “Dpcm Natale“, perché è chiaro che quello che andrà in vigore il 4 dicembre caratterizzerà il periodo delle feste, a partire da quella più attesa di tutte in programma il 25 dicembre prossimo. E dalle indicazioni che filtrano da ambienti di governo sembra ormai assodato l’orientamento che porterà ad avere ristoranti chiusi sia a Natale che a Santo Stefano. Nessuna deroga dunque rispetto alla norma che attualmente prevede per bar e ristoranti delle zone gialle la chiusura fissata alle ore 18. Attività di ristorazione chiuse del tutto invece nelle zone arancioni. Al fine di scoraggiare raduni casalinghi e cenoni affollati tra parenti sarà anche confermato il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino, anche in questo caso senza deroghe per i giorni di Natale e di Santo Stefano. Sempre a proposito delle riunioni domestiche, la forte “raccomandazione” del governo sarà quella di limitare il numero di ospiti a casa ai soli conviventi. Il tetto massimo di commensali dovrebbe restare a sei persone. (agg. di Dario D’Angelo)

DPCM NATALE: RISTORANTI CHIUSI IL 25 E A SANTO STEFANO

Fra governo e regioni si lavora senza sosta al nuovo Dpcm previsto per il Natale, e l’ultimo orientamento sarebbe quello di tenere i ristoranti chiusi nel giorno del 25 dicembre e in quello successivo, Santo Stefano. Nulla è ancora deciso ma stando a quanto riportato dai colleghi di Tgcom24.it, sembrerebbe essere questa la linea prevalente emersa dalla riunione avvenuta nella giornata di ieri fra il premier Conte, e i capi delegazione di maggioranza. In attesa del 3 dicembre prossimo, giorno appunto in cui entrerà in vigore il nuovo decreto, l’obiettivo sembrerebbe quello di blindare il Natale di modo da evitare i rischi di una terza ondata. Dovrebbero riaprire i negozi con orario fino alle 21:00 di modo da diluire la clientela durante il giorno, mentre il coprifuoco notturno dalle 22:00 alle 5:00 verrà confermato. Resta ancora aperta la questione relativa agli spostamenti fra regioni che dovrebbe continuare ad essere vietato, così come quella riguardante la scuola, per cui la Azzolina e Italia Viva premono per una riapertura prima di gennaio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NUOVO DPCM NATALE 2020, RIUNIONE GOVERNO, NO SPOSTAMENTI TRA REGIONI, BAR E NEGOZI…

Lavori in corso a Palazzo Chigi per il Nuovo Dpcm. È cominciata la riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione dei partiti che compongono la maggioranza in vista della cabina di regia. Secondo quanto riportato dall’AdnKronos, all’incontro di governo è presente anche Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Sul tavolo ci sono diversi temi. In primis, le nuove misure anti-Covid, visto che il Dpcm attualmente in vigore scadrà il 3 dicembre e bisogna ripensarle anche in vista dell’arrivo delle festività di Natale. A tal proposito, sarà anche l’occasione per ragionare sulla divisione in zone dell’Italia. Potrebbero esserci infatti delle novità per quanto riguarda le Regioni tra zone rosse, arancioni e gialle, fermo restando la conferma del sistema di monitoraggio. Per queste ultime potrebbero essere inserito nel Nuovo Dpcm il divieto di spostamenti da una regione all’altra, con poche eccezioni, ma comunque da motivare tramite autocertificazione. Invece all’interno delle regioni gialle potrebbe essere consentito lo spostamento da un Comune all’altro, ad esempio per raggiungere le seconde case durante le festività natalizie.

NUOVO DPCM NATALE 2020: REBUS RISTORANTI E NEGOZI

Il governo sta valutando di non imporre un numero massimo di persone a tavola per Natale e, a dispetto dei suggerimenti degli scienziati, le scuole superiori torneranno in presenza solo il 7 gennaio. Con i capi delegazione il premier Giuseppe Conte intende anche discutere di come dosare le nuove restrizioni. La linea del ministro della Salute Roberto Speranza, condivisa dai sindaci, è di potenziare la zona gialla. Il cosiddetto fronte del rigore vuole che bar e ristoranti chiudano alle 18 anche durante le feste, mentre le Regioni protestano. Da decidere invece l’orario dei negozi. Chi invece chiedeva un allentamento del coprifuoco è rimasto deluso: alle 22 anche a Natale e Capodanno, come anticipato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Per quanto riguarda invece la questione delle piste da sci e delle vacanze invernali, il semaforo verde scatterà quando l’epidemia Covid si sarà raffreddata. Sempre a proposito dei viaggi, al ritorno dall’estero bisognerà sottoporsi al tampone o restare due settimane in quarantena.

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