Nuovo Statuto M5s, scontro Grillo-Conte/ Doppio mandato, garante e posizioni pro-Cina

- Niccolò Magnani

Caos nel M5s sul nuovo Statuto: scontro tra Grillo e Conte su doppio mandato, garante e posizioni-rapporti pro-Cina. Tutte le tensioni sul campo

grillo conte
Giuseppe Conte, Beppe Grillo e Luigi Di Maio (LaPresse)

Giuseppe Conte ha fatto il suo “esordio” da leader in pectore del Movimento 5 Stelle a Napoli, con gli “scudieri” Luigi Di Maio e Roberto Fico, ma il vero nodo della “tensione” interna ai 5Stelle riguarda le posizioni non più così concordanti tra l’ex Premier e il Garante nonché fondatore del M5s, Beppe Grillo. Dopo l’uscita pubblica di Conte a Napoli (per lanciare la candidatura dell’ex Ministro Manfredi alle prossime Amministrative), emergono diversi nodi al “pettine” del primo partito per rappresentanza in Parlamento: le già note tensioni tra Rousseau e M5s hanno portato nei giorni scorsi all’obbligo di consegnare gli elenchi degli iscritti grillini al Movimento, così da poter porre entro fine giugno le votazioni online (su piattaforma Skynote, pare) sulla nuova guida a 5Stelle per i prossimi anni.

Per ora l’unico candidato è Giuseppe Conte, individuato da Grillo come l’uomo perfetto per traghettare il “vecchio” M5s verso un futuro più “green” e con la potenziale alleanza filo-Pd nell’alveo del Centrosinistra. I progetti di Letta e Conte sembrano convergere ma le rispettive “piazze” non sono affatto concordi e da qui nascono i primi problemi: «Nell’autonomia dobbiamo tener conto che per realizzare il progetto di società che vogliamo non possiamo che coinvolgere altre forze. Per questo dialoghiamo con il Pd e altre forze di sinistra», così ha spiegato Conte due giorni fa in conferenza stampa da Napoli.

TUTTI I NODI DELLO SCONTRO INTERNO AL M5S

Ma lo ripetiamo, i problemi ad oggi sono molto più “interni” che esterni: il doppio mandato da rispettare, le posizioni geopolitiche su Cina, Russia e Venezuela, il ruolo da garante e la guida politica. Questi i punti “nodosi” sul campo, con l’ex Premier Conte che sembra dare un imprinting al momento non convicente appieno per l’“Elevato”: «tetto dei due mandati? Decido io quando sarà il momento e poi decideremo insieme la soluzione con tutta la comunità M5S». Occorre attendere il nuovo Statuto M5s, ma «Servono i tempi tecnici, alcuni giorni, per annunciare la date dell’evento di presentazione dei nuovi documenti: carte dei principi e dei valori, il nuovo statuto. Poi daremo tempo per le osservazioni e andremo al voto», conclude Conte. In attesa della consultazioni degli attivisti M5s (prevista tra il 10 e il 15 luglio, mentre nei prossimi giorni avverrà il lancio della nuova proposta a 5Stelle), le divergenze di vedute tra Grillo e Conte si farebbero sentire non solo sul tetto dei due mandati (con il Garante che vorrebbe mantenerlo): «il Garante del Movimento è il custode dei valori fondamentali dell’azione politica dell’Associazione», si legge nel vecchio statuto. Bene, l’avvocato e professore intese limitare tale potere secondo le fonti M5s al Corriere della Sera, lasciando la parte politica in mano al capo unico e delimitando il ruolo del Garante.

CAOS A 5STELLE SULLA CINA

Da ultimo, lo scontro si sarebbe consumato due giorni fa con il tweet di Beppe Grillo in contrasto con il G7, secondo “sgarbo” dopo la visita all’ambasciatore cinese nel giorno in cui Draghi incontrava Biden per discutere proprio dei rapporti con la Cina: «Negli ultimi due giorni abbiamo assistito ad una parata ideologica come non se ne vedevano dalla caduta del muro di Berlino. Il G7 prima e la riunione della Nato poi hanno colto l’occasione per sparare a palle incatenate contro il “nemico”», scrive il fondatore M5s a commento di un posto del professore Andrea Zhok che invita a toni più concilianti con Cina e Russia per l’interesse dell’Italia. Questo ultimo “sgarbo” non è piaciuto affatto a molti esponenti grillini che al CorSera lamentano «La parte politica non spetta a Grillo, un post così non lo può più fare. O il Movimento cresce e finiscono i giochini o non si va da nessuna parte». C’è però anche chi difende Grillo e non vede di buon occhio l’era Conte: «Beppe è la nostra voce, il nostro faro: non si tocca», Le schermaglie vanno risolte al più presto in casa M5s altrimenti l’imminente progetto di “nuovo Statuto” potrebbe anche rappresentare una ampia e questa volta forse decisiva scissione interna al partito fondato da Grillo e Casaleggio Sr.

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