NUOVO UNABOMBER, PACCHI ESPLOSIVI NEL LAZIO/ Identikit, “forse un militare…”

- Dario D'Angelo

Nuovo unabomber: sono 11 i pacchi esplosivi recapitati nel Lazio. Una sola eccezione: una busta spedita a Cologno Monzese. Le ipotesi degli inquirenti.

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Immagine d'archivio (Pixabay)
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Un uomo adulto, ossessivo e narcisista, forse un militare: potrebbe essere questo l’identikit della persona che fa recapitare buste con dell’esplosivo all’interno di un cofanetto, già undici quelle spedite nel Lazio a partire dall’inizio di marzo, con una sola eccezione, una busta spedita a Cologno Monzese. Di questo “nuovo unabomber” si è occupata ieri Quarto Grado, la trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi. L’attentatore per il momento ha utilizzato sempre lo stesso sistema: scatolette riempite da polvere pirica collegata ad un innesco e ad una batteria da 9 volt. Ma qual è il suo vero obiettivo? Le vittime degli attentati non possono che pensare ad un folle. Quella degli inquirenti è una vera e propria corsa contro il tempo per fermarlo: Ris e Polizia Scientifica hanno iniziato in questi giorni ad analizzare i resti delle buste e anche i plichi intercettati prima dello scoppio, nella speranza di individuare dettagli utili o impronte digitali.

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NUOVO UNABOMBER, PACCHI ESPLOSIVI NEL LAZIO: IDENTIKIT, “FORSE UN MILITARE…”

Ma il lavoro più importante è forse quello messo in atto dai profiler che in questi giorni stanno tentando di stilare l’identikit di questo unabomber. A rendere tutto più difficile è l’almeno apparente mancanza di collegamento tra le vittime. A tal proposito, però, Quarto Grado si domanda se per caso l’attentatore non stia agendo come nei romanzi di Agata Christie, dove ad essere colpite sono più persone per nascondere il vero obiettivo. Si tratta in ogni caso di una persona che agisce in maniera ossessiva: tutte le buste esplosive sono state affrancate allo stesso modo, con le stesse etichette adesive e le medesime file di francobolli. I mittenti, falsi, sono stati trovati tramite contatti su Facebook o i loro luoghi di nascita, come nel caso del tecnico informatico di Cologno Monzese. E poi alcune buste non sembrano essere state spedite: ma l’attentatore è stato bravo a verificare che in zona non vi fossero telecamere di sorveglianza in azione. L’ennesima precauzione di un uomo che per ora sta riuscendo a beffare gli inquirenti.

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