Odontoiatri vs emendamento Lorefice (M5S)/ A rischio 17mila lavoratori: “Atto grave”

- Alessandro Nidi

Ancod preoccupata per l’emendamento Lorefice: “Modifica alla Legge Europea equivale a fare chiudere cinquemila centri odontoiatrici”

ragazza violentata e uccisa dal dentista
Immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

Ancod, l’Associazione nazionale dei centri odontoiatrici, ha lanciato il proprio grido di preoccupazione e di inquietudine circa un emendamento alla Legge Europea, a prima firma Lorefice (Movimento 5 Stelle), che consentirebbe l’esercizio dell’attività di natura odontoiatrica unicamente alle Società tra Professionisti, escludendo una importante porzione di lavoratori del settore e annullando quanto disposto dalla Legge per la Concorrenza, approvata soltanto quattro anni fa e secondo il cui comma 153 (articolo 1), tutte le “società operanti nel settore odontoiatrico” hanno la facoltà di esercitare direttamente l’attività odontoiatrica, a condizione che le strutture siano “dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri”.

Quanto viene proposto attraverso l’emendamento Lorefice, invece, ribalterebbe clamorosamente le prospettive, limitando lo svolgimento dell’attività alle sole Società tra Professionisti e “svuotando il significato stesso della previsione normativa inserita nell’articolo 1, comma 153, della Legge per la Concorrenza”.

ODONTOIATRI VS EMENDAMENTO LOREFICE: A RISCHIO CHIUSURA 5MILA CENTRI ODONTOIATRICI

Il presidente di Ancod, Mirko Puccio, ha esternato attraverso una nota stampa ufficiale il malcontento e le ansie e le perplessità legate all’emendamento Lorefice (M5S), rimarcando come i vantaggi che la liberalizzazione del settore ha permesso per il Paese e per i pazienti italiani siano molteplici, tra cui è possibile annoverare la creazione di migliaia di posti di lavoro, in particolare per giovani professionisti impossibilitati ad aprire un centro odontoiatrico in autonomia, investimenti nel Sud Italia e l’immissione di capitali in ricerca, sviluppo e tecnologia per rimanere al passo della migliore qualità di cure.

“Annullarla con un tratto di penna nel pieno di un momento che dovrebbe essere di ripartenza per il Paese è un atto gravissimo, contiamo che il Governo e la maggioranza ci ripensino immediatamente”, ha concluso Puccio, incalzato dal direttore generale di Ancod, Raffaele Abbattista, con quest’ultimo che ha evidenziato che l’eventuale approvazione di misure restrittive del mercato comporterebbe la chiusura immediata di circa 5mila centri odontoiatrici, la conseguente perdita di occupazione di 17mile persone, di cui 10mila dipendenti e 7mila medici odontoiatrici, una sicura procedura di infrazione europea, dato il danno enorme ai principi di concorrenza che vigono in tutta l’Unione. “Profili di incostituzionalità evidenti aggravati da una grande incertezza del diritto nel Paese dopo investimenti in digitalizzazione e attrezzature da parte di investitori internazionali, una inspiegabile restrizione del mercato soltanto per l’odontoiatria, con evidente dimostrazione della spinta lobbistica da parte di soggetti che mantengono una visione antistorica del settore”, ha concluso Abbattista, auspicando che Governo e maggioranza concedano un confronto urgente, in quanto “si stanno facendo carico di una enorme responsabilità”.

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