Cosa ha deciso il gip di Milano rinviando il decreto del Governo sulle Olimpiadi 2026 alla Consulta: le repliche di P. Chigi e di Regione Lombardia
FONDAZIONE MILANO-CORTINA 2026, IL GIP “RINVIA” IL DECRETO: COSA VUOL DIRE E PERCHÈ
Dopo le richieste della Procura di Milano negli scorsi mesi, la decisione della gip Patrizia Nobile rischia di aprire un altro capitolo di scontro tra il Governo e la magistratura, questa volta sul fronte delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: la giudice per le indagini preliminari ha deciso infatti di rinviare alla Consulta l’intero decreto governativo che qualifica la Fondazione Milano-Cortina come ente privato per presunta «incostituzionalità».
A meno di 100 giorni dal via dei Giochi Olimpici Invernali, le indagini mettono ancora l’obiettivo sull’intervento del Governo Meloni circa la “messa al riparo” da ogni potenziale indagine per turbativa d’asta (in corso presso la Procura milanese) dell’ente che gestirà concretamente le Olimpiadi.

Il decreto approvato nell’estate 2024 viene ora rinviato dalla gip alla Corte Costituzionale: l’accusa, messa in evidenza sul “Corriere della Sera” sarebbe rivolta contro l’esecutivo, il quale avrebbe legato l’etichetta di “ente di diritto privato” al comitato organizzatore delle Olimpiadi per evitare le due ipotesi di turbativa d’asta attorno alla Fondazione Milano-Cortina 2026 (e che decadrebbero se la Consulta dovesse confermare il decreto del Governo).
Secondo la tesi dei pm milanesi, la Fondazione sulle Olimpiadi è un mero organo di diritto pubblico e quindi il decreto messo dal Governo per “bloccare” le indagini, non può avere valenza costituzionale: la gip ha però cristallizzato e sospeso le accuse sugli indagati (per affidamenti diretti pilotati tra il 2020 e il 2021, ndr) in attesa di un pronunciamento della Corte Costituzionale.
NUOVO POTENZIALE SCONTRO TRA MAGISTRATURA E GOVERNO: COSA PUÙ SUCCEDERE CON L’INTERVENTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Diretto e immaginato l’intervento del Governo con le fonti di Palazzo Chigi all’ANSA che da un lato esprime piena fiducia nella magistratura in quanto ogni atto emesso sul tema delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è stato fatto seguendo tutte le regole normative, e dall’altro si intende procedere con l’avvio del grande evento atteso da quasi un decennio. L’esecutivo con tal decreto, si legge, ha operato nella migliore riuscita dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, «ponendo le basi perché l’evento si svolga al meglio e seguendo le basi organizzative necessarie e giuridicamente corrette».
Massima trasparenza e al contempo efficacia per l’appuntamento olimpico, con un prestigio che a cascata ricadrà positivamente sull’intero panorama nazionale: quello però sollevato oggi dalla gip di Milano rischia di riaprire il nervo scoperto tra politica e magistratura dopo i giorni caldissimi della riforma Nordio approvata in Parlamento, e dopo lo stop (parziale) della Corte dei Conti in merito al Ponte sullo Stretto di Messina. Seppur riconosca la piena fiducia nell’operato della Corte Costituzionale che dovrà dirimere il ricorso della Procura, il Governo commenta come il proprio lavoro sia trasparente e seguendo le regole.
In termini di conseguenze dirette, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 procederanno senza intoppi e senza che l’inchiesta possa sconvolgerne l’organizzazione: se la Consulta respingesse i ricorsi dei pm, tutto si chiuderebbe e verrebbe archiviato, co come il decreto sulla Fondazione blinderebbe definitivamente l’operato del comitato organizzatore. Se invece, i giudici della Consulta dovessero dare ragione alla Procura, ecco che a quel punto le indagini per turbativa d’asta ripartirebbero con eventuali decisioni e sentenze che arriverebbero comunque al termine delle Olimpiadi: lo stesso pronunciamento della Corte potrebbe non arrivare prima di febbraio 2026, il periodo di svolgimento dei Giochi Invernali.
L’AFFONDO DEL PRESIDENTE DI REGIONE LOMBARDIA: “ORGANISMO FUNZIONA, I GIUDICI…”
Davanti alle due posizioni espresse in queste ore – con la Procura di Milano che insiste nel ritenere il decreto del Governo un atto di “ostacolo” alle indagini giudiziarie, e l’esecutivo che invece ribadisce come il proprio decreto di un anno fa rappresenta un mero atto di chiarezza giuridica e di «necessità organizzativa» – interviene una terza posizione, nettamente polemica e in arrivo da Palazzo Lombardia: il Presidente della Regione Attilio Fontana ritiene l’intervento dei giudici come un vero atto ostacolante.

Raggiunto da 7Gold in merito alla vicenda delle Olimpiadi, il Governatore lombardo ricorda come alla nascita della Fondazione su Milano-Cortina il Governo aveva già stabilito che dovesse essere materia di diritto privato in quanto «Per organizzare un evento importante come le Olimpiadi ci vuole elasticità che il pubblico non ci consente di avere».
Ora però i magistrati, secondo Fontana, starebbero cercando di mettere «delle zeppe» in una organizzazione «che sta funzionando e sta dando risposte eccellenti»: l’attesa è ora tutta per la decisione della Corte suprema, ma secondo quanto potuto vedere finora per il Presidente di Regione Lombardia non vi sarebbero alcun tipo di reato commesso. Piuttosto sembra alquanto «anomalo» il comportamento della Procura, conclude Fontana in tono pacato ma comunque polemico.
