Oliviero Toscani “Chiesa è un club sadomaso”/ Fotografo multato “come imam di Hamas”

- Paolo Vites

Condannato a 4mila euro di multa il fotografo Oliviero Toscani per vilipendio a religione

Oliviero Toscani
Oliviero Toscani (Facebook)

Non è più religione di Stato, il cristianesimo. Dal 2006 l’articolo 403 del codice personale recita infatti: “Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto”. Là dove fino ad allora si era letto “la religione di Stato” è stato sostituito “una professione religiosa”, qualunque, dall’islam, per dire, al buddismo. Ad ogni buon conto Oliviero Toscani si è beccato la multa da 4mila euro per «offese a una religione mediante vilipendio di persone» per aver insultato il cristianesimo, dimostrando così “senso dello Stato” (quello di una volta). Scherzi a parte, il noto fotografo che non si è mai tirato indietro davanti alla possibilità di insultare chicchessia, questa volta, durante una puntata del programma radiofonico “La zanzara” (del maggio 2014) ha toccato, secondo il giudice che ha emesso la sentenza “il peggior linguaggio propagandistico di un predicatore del fondamentalismo islamista”. Tutto giusto, ci chiediamo però perché il giudice Ambrogio Moccia non l’abbia denunciato anche per istigazione al terrorismo, visto che è quello che fanno i predicatori fondamentalisti islamisti. Parole patetiche, quelle di Toscani, volgari della volgarità di un qualunque ignorante, buttate lì ritenendosi, probabilmente, chissà quale coraggioso libertarioe trasgressivo: «sei un extraterrestre che atterri in Italia e entri in una bellissima chiesa cattolica e vedi uno attaccato, inchiodato a una croce che sanguina, dei bambini nudi che volano, San Bernardo tolta la pelle… Io credo che un club sadomaso non sia così all’avanguardia».

“LA CHIESA ORGANIZZAZIONE OMOSESSUALE”

Dicevamo ignoranza. Sì, perché come ha colto anche il giudice, non è stato San Bernardo a essere scuoiato vivo ma San Bartolomeo. Figuraccia. «La definizione di Cristo in Croce come di uno attaccato è una manifestazione di profondo disprezzo per i valori del cristianesimo, una esternazione confrontabile solo al peggior linguaggio propagandistico di un predicatore del fondamentalismo islamista» ha detto ancora Moccia. Che ha poi aggiunto alla sentenza anche il “vilipendio alla religione tramite persone”, quando il fotografo ha citato Benedetto XVI e Francesco parlando della beatificazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II: «L’ultimo show che ho visto a Roma, neanche i più grandi rockettari fricchettoni avrebbero fatto una cosa così, due Papi che fanno santi due altri Papi”. Non è stato possibile trattenerlo per quanto i conduttori ci avessero provato. Ha infatti proseguito così: «Bergoglio dice delle cose banali in tutti questi anni qua che c…zzo ci hanno detto ‘sti Papi? Delle cose inutili». Da lì era partito per un affondo all’ intera Chiesa, «e poi tutti uomini, le suorine di fianco, le serve, le donne… è la più grande invenzione omosessuale che ho mai visto… è una organizzazione maschilista però si vestono da donne, con le sottane e con tutto, fantastico». E ancora: «Domandati che religione avevano quelli dell’Olocausto, quelli dall’altra parte (…) ti ricordi quel manifesto del film di Costa Gavras, c’ era una croce cattolica però era uncinata». Altro svarione culturale e storico: il nazismo non riconosceva la religione cattolica e l’ha perseguitata mandando nei lager tanti preti e suore. Ciliegina sulla torta, ha raccontato di essere stato molestato quando studiava in una scuola religiosa, cosa che oggi tutti sostengono di aver subito quasi fosse un simbolo per farsi belli, «ma io vorrei sapere chi non le ha subite… chiunque abbia studiato in un collegio coi preti». Il provvedimento, sebbene arrivi con un ritardo clamoroso di cinque anni, viene già contestato da chi dice che la sentenza sia censura di libertà di opinione. Per il giudice, ci sono limiti che non si possono superare quando si manifesta il proprio pensiero e Toscani li ha scavalcati con «dichiarazioni sprezzanti al massimo livello» e «una incontinenza verbale di rara offensività». Insultando il Crocifisso «massima espressione del Dio trinitario e salvifico», il fotografato ha superato con «debordante, eclatante eccedenza» i confini del codice penale. Tutto giusto. Purtroppo 4mila euro sono pochi per far paura al fotografo.

 

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