SENTENZA OMICIDIO DESIRÉE MARIOTTINI/ Due ergastoli e due condanne ultra20ennali

- Alessandro Nidi

Omicidio Desirée Mariottini, c’è la sentenza: carcere a vita per due dei quattro imputati e pene severissime per gli altri due. La 16enne fu drogata, stuprata e lasciata morire nel 2018

Desirée Mariottini
Desirée Mariottini (Foto Twitter)

Come vi avevamo preannunciato nelle scorse ore, nella giornata di oggi, sabato 19 giugno 2021, è arrivata la sentenza sull’omicidio di Desirée Mariottini, la sedicenne drogata e stuprata nel quartiere San Lorenzo di Roma da un gruppo di quattro persone, tutte accusate di omicidio, violenza sessuale di gruppo e cessione di sostanze stupefacenti. La terza Corte d’Assise, dopo quasi sette ore di Camera di Consiglio, ha condannato gli imputati: ergastolo per il ghanese Yousif Salia, 33 anni, e per il senegalese Mamadou Gara, 28 anni. Condanna a 24 anni e 6 mesi per il senegalese Brian Minthe (44 anni) e a 27 anni per il nigeriano Chima Alinno (48).

Tutti e quattro i condannati erano presenti alla lettura, mentre fra il pubblico presente una familiare dell’adolescente morta ha urlato “Che possiate essere maledetti e bruciare all’inferno!”. Come riporta sulle proprie colonne “La Repubblica”, le indagini della squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Stefano Pizza, hanno chiarito che i quattro africani hanno intenzionalmente somministrato droga alla ragazzina con la chiara finalità di stordirla e di abusare del suo corpo. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

OMICIDIO DESIRÉE MARIOTTINI, OGGI LA SENTENZA

Quest’oggi, sabato 19 giugno 2021, è attesa la sentenza del processo per la morte di Desirée Mariottini, sedicenne originaria di Cisterna di Latina e trovata morta il 19 ottobre 2018 dopo avere subìto abusi sessuali presso un edificio abbandonato in via dei Lucani, presso il quartiere San Lorenzo a Roma. Da quel terribile accadimento sono ormai trascorsi due anni e mezzo e la giornata odierna dovrebbe segnare la conclusione di un lungo iter processuale per gli accadimenti dell’autunno di quasi 36 mesi fa, quando il corpo privo di vita dell’adolescente fu trovato su un lettino con sopra una coperta. La ragazza sarebbe rimasta in stato di incoscienza per diverse ore prima di morire, a causa di un’overdose. In quelle condizioni, avrebbe ricevuto la violenza sessuale.

In tale circostanza, i poliziotti della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo fermarono due senegalesi, irregolari in Italia: si trattava di Mamadou Gara e di  Brian Minteh, ritenuti responsabili, in concorso con altre due persone di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Poche ore dopo scattarono le manette anche per Alinno Chima e Yusif Salia. Intanto si cominciano a delineare i contorni della vicenda.

DESIRÉE MARIOTTINI: OGGI LA SENTENZA

La morte di Desirée Mariottini attende ancora giustizia: il Tribunale del Riesame nel 2018 fece cadere l’accusa di omicidio per Alinno Chima, che non avrebbe somministrato la droga alla ragazza, ma poi, dopo i risultati del test del Dna eseguito sul corpo della ragazza, le sue tracce biologiche furono rinvenute su un flacone di metadone e su una cannuccia utilizzata anche dalla giovane per fumare crack. Il 21 giugno 2019 la Procura di Roma chiuse le indagini: Alinno Chima, Mamadou Gara, Yusef Salia e Brian Minthe vennero accusati di concorso in omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione e somministrazione di droga a minore.

Pochi mesi più tardi, un testimone disse che gli imputati impedirono di chiamare i soccorsi per aiutare la ragazza, mentre il processo scattò il 4 dicembre 2019. Neanche due mesi dopo la Cassazione confermò la detenzione per Alinno Chima, mentre il 14 novembre 2020 si svolse un sopralluogo sul luogo del delitto da parte di pm, giudici, avvocati di parte civile, difese e agenti della Polizia di Stato. Si arriva così al 14 dicembre 2020, quando il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Stefano Pizza hanno chiesto l’ergastolo per tutti e quattro gli imputati con isolamento diurno per un anno, con assoluzione per Gara dalle accuse di cessione di stupefacenti e induzione alla prostituzione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA