Omicidio di Brunico, sospetta pista satanica/ Ucciso a coltellate: vicino arrestato

- Andrea Murgia

Omicidio di Brunico, si segue la pista satanica per l’omicidio di Maxim Zanella, figlio del presidente provinciale del Club alpino italiano. La confessione del ragazzo fermato

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Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Si segue la pista satanica nell’omicidio di Brunico in cui è morto Maxim Zanella, 30 anni, figlio del presidente provinciale del Club alpino italiano. Il ragazzo è stato ucciso martedì scorso a coltellate da Oskar Kozlowski, 23enne di origini polacche nonché suo vicino di casa. Al momento non è chiaro il movente. Kozlowski si è presentato di sua spontanea volontà al pronto soccorso di Brunico con varie ferite e alla fine ha confessato ai sanitari di aver ammazzato un suo amico nel suo appartamento dopo una lite e di avere poi gettato un coltello – arma del delitto – e il cellulare nel fiume Rienza. Poi ha chiamato il 112 e ha detto tutto ai carabinieri. Pare che tra i due fosse scoppiata una violenta discussione poi sfociata nel delitto.

La Procura di Bolzano sta indagando al momento per omicidio volontario. Tra le ipotesi, nelle ultime ore si sta seguendo la pista del satanismo: gli indizi sarebbero il ritrovamento di un teschio nell’appartamento della vittima e un tatuaggio sul braccio del polacco con il numero ‘666′ in alcune foto pubblicate sui social media. La Procura ha però precisato che “sul movente non ci sono ancora elementi” utili. L’appartamento è stato sequestrato per le indagini.

Omicidio di Brunico e sospetta pista satanica, i genitori: qualche errore in passato

I genitori della vittima uccisa a coltellate a Brunico e per cui si segue la pista satanica, una famiglia altoatesina che ha adottato da bambino il ragazzo di origini russe, avrebbero detto – come riportato da la Repubblica – che il teschio è soltanto un soprammobile di plastica. Anzi, descrivono il figlio come ragazzo “timido e buono”, che in passato “ha compiuto qualche errore come tanti ragazzi”.

Entrambi erano noti alle forze dell’ordine come consumatori di stupefacenti. La vittima viveva da sei anni a Brunico e attualmente lavorava come bagnino in una piscina. Genitori e figli si sentivano più volte al giorno, e così anche ieri sera, quando Maximum sembrava tranquillo. Cosa sia successo nella ore successive lo potrà chiarire solo Oskar Kozlowski che sarà sentito per l’interrogatorio di garanzia.



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