Omicidio Luca Sacchi, indagata Anastasiya/ Il gip “Ragazza fredda e professionale”

- Davide Giancristofaro Alberti

Omicidio Luca Sacchi, indagata Anastasiya. Dalle carte dei gip emerge una ragazza fredda e professionale nella compravendita di droga

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Il caso di Luca Sacchi (Foto La Vita in Diretta, Rai Uno)

Qual è stato il ruolo di Anastasiya Kylemnyk durante la notte in cui è morto Luca Sacchi? Secondo il gip, la giovane fidanzata del personal trainer ucciso con un colpo alla testa, è apparsa “fredda e professionale”, così come si legge sulle carte e come riportato dall’edizione online di Libero e de Il Messaggero. Nonostante la tragedia appena avvenuta, quella appunto dell’assassinio di Sacchi, la ragazza avrebbe effettuato “una scelta spietata”, ovvero “preservare le relazioni criminali” invece di aiutare i carabinieri ad “assicurare alla giustizia gli autori del delitto del fidanzato”, così come scrive ancora Il Messaggero. In poche parole, secondo il quotidiano romano la giovane ucraina starebbe “coprendo qualcuno”. Il quadro che emerge è che Anastasiya volesse entrare nel giro dello spaccio, attratta dal soldo facile, per poi entrare in un mondo più grande di lei e senza scrupoli, e che ha portato all’uccisione del povero Luca. Una ricostruzione che ovviamente dovrà essere confermata o smentita, e al momento, sottolineiamo, Anastasiya non risulta essere incriminata di alcun reato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OMICIDIO LUCA SACCHI, INDAGATA ANASTASIYA: LE PAROLE DEL PADRE DELLA VITTIMA

«Anastasiya non so più chi sia»: così il padre di Luca Sacchi il giorno dopo la svolta nelle indagini. Il 24enne probabilmente era all’oscuro dei traffici illeciti della fidanzata e dell’amico Giovanni Princi, considerato l’architetto dello scambio di droga fatale per il giovane personal trainer. Intervistato dal Corriere della Sera, Alfonso Sacchi ha voluto ricordare un episodio risalente alla scorsa estate: «Quest’estate, in vacanza ad Auronzo di Cadore, Giovanni Princi si è presentato da noi con la fidanzata. Stavano anche loro in Veneto, in un paese vicino, così almeno ci hanno detto. Con i miei figli Luca e Federico ci siamo frequentati qualche giorno per fare sport, andare in bicicletta, arrampicarci con le funi. A un certo punto però con mia moglie Tina abbiamo avuto l’impressione che fra lui e Anastasiya, che stava sempre con noi, ci fosse un’intesa particolare». Ipotesi smentita da Luca: «Luca era un ragazzo meraviglioso, che si fidava dei suoi amici e di chi aveva vicino. Mai avrebbe avuto un sospetto. Tanto che ci ha risposto: Ma chi Anastasiya? Con Giovanni? Ma che davvero credete a una cosa del genere?. Per lui era già finita lì». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OMICIDIO LUCA SACCHI: “VITTIMA ESTRANEA ALLA DROGA”

Proseguono le indagini in merito all’uccisione del 24enne personal trainer, Luca Sacchi, e gli ultimi risvolti hanno evidenziato un coinvolgimento della fidanzata dalle vittima, la giovane Anastasiya. Si prefigura sempre più un tentativo di compravendita di droga finito nel sangue, ma la famiglia del ragazzo continua ad assicurare che il figlio fosse totalmente estraneo ai fatti: «Non ci sono elementi per dire che Luca fosse coinvolto, partecipe o consapevole della compravendita di sostanza stupefacente – le parole rilasciate da Armida Decina, l’avvocato della famiglia Sacchi, ai microfoni de Il Messaggero – è il procuratore Michele Prestipino ad averlo detto». Sulla vicenda si è espresso anche il padre di Luca, il signor Alfonso, che a proposito di Princi, quello che molti definiscono amico d’infanzia della vittima, ma che la madre ha sottolineato fosse solo un conoscente, ha spiegato: «Un po’ spavaldo, un po’ presuntuoso come quelli che hanno l’abitudine a fare i “capetti” ma Luca non era un succube, affatto. Feeling fra Anastasiya e Princi? Non sono bravo in questo, mia moglie forse – ha aggiunto il papà – io non posso dire di sì ma neanche affermare il contrario. Tutti e due, Giovanni e Anastasia se hanno sbagliato dovranno pagare perché a noi Luca non ce lo ridarà mai nessuno». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OMICIDIO LUCA SACCHI, INDAGATA ANASTASIYA: IL GRIDO DELLA FAMIGLIA

La versione dell’aggressione culminata nell’omicidio di Luca Sacchi, fornita dalla giovane fidanzata Anastasiya, sin dall’inizio ha poco convinto gli inquirenti che hanno puntato su una eventuale compravendita di droga alla base del delitto. Oggi la svolta, con l’iscrizione del suo nome del registro degli indagati dopo il ritrovamento di 70 mila euro nel suo zaino che sarebbero dovuti servire per l’acquisto di 15 chili di droga. Entro la fine della prossima settimana, come riferisce Repubblica, la giovane sarà ascoltata dal gip. Grande l’amarezza dei genitori del 24enne ucciso. “Anastasiya ci ha mentito su quanto avvenuto quella tragica sera e adesso è chiaro il motivo del suo strano allontanamento. Se ha sbagliato è giusto che paghi”, hanno fatto sapere tramite i loro avvocati difensori. “Non abbiamo mai avuto dubbi su nostro figlio, lui non c’entra assolutamente nulla con il mondo della droga”, hanno però tenuto a ribadire. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“LA RAGAZZA HA AGITO CON FREDDEZZA”

Arrivano nuovi dettagli in merito alle ultime sulle indagini riguardanti l’omicidio di Luca Sacchi. In base a quanto scrive Repubblica, nello zainetto di Anastasya vi sarebbero stati ben 70mila euro in contanti, che dovevano servire per acquistare 15 chilogrammi di droga. Fra le persone finite quest’oggi in manette, anche Armando De Propris, il padre del 22enne Marcello, che sarebbe colui che ha fornito le armi per l’omicidio del 24enne istruttore di palestra. Un arresto che è scattato stamane in flagranza di reato, visto che dopo una perquisizione nell’abitazione di De Propris senior è stato trovato un chilo di droga. “Allo stato non ci sono elementi per dire se Luca Sacchi fosse coinvolto, partecipe e consapevole della compravendita della droga”, le parole di Michele Prestipino, il procuratore capo di Roma, durante la conferenza stampa avvenuta stamane. “Non ci sono dubbi – ha aggiunto invece il gip Costantino De Robbio – in ordine alla dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di Luca Sacchi, sopravvenuta in seguito ad un colpo di arma da fuoco alla testa esplosogli da distanza di due metri da uno dei due giovani che, pochi istanti prima, erano sopraggiunti a bordo di un’autovettura per aggredirli”. Anastasya sarebbe stata colpita con una mazza di ferro alla nuca da Del Grosso e Pirino, con l’intenzione di rubarle lo zainetto con i soldi. Quindi Sacchi è intervenuto per difendere la compagna ma Del Grosso ha estratto la pistola e lo ha ucciso. Per il gip “Anastasia ha un ruolo centrale nel l’acquisto degli stupefacenti” e “ha agito con freddezza e professionalità nella gestione della trattativa dell’incarico affidatole di detenzione del denaro e di partecipazione alla delicata fase dello scambi”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OMICIDIO LUCA SACCHI, ANSTASIYA INDAGATA E TRE NUOVI ARRESTI

Giungono ulteriori novità in merito all’indagine per l’omicidio di Luca Sacchi. Come riferito poco fa dal programma di Rai Uno, Storie Italiane, la fidanzata del 24enne ucciso a fine ottobre, Anastasiya Kylemnyk, oltre ad essere indagata, è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di firma, e dovrà quindi presentarsi ogni giorno a firmare. Inoltre, l’abitazione in Roma della stessa giovane ucraina, dove vive con i genitori, è stata perquisita da parte delle forze dell’ordine, per trovare eventuali indizi ai fini dell’indagine. In studio a Storie Italiane si è molto discusso in merito alle novità sull’indagine, sottolineando come sembra ormai delinearsi un doppio filone di inchiesta: quello relativo alla morte del povero personal trainer, e quella invece riguardante una compravendita di droga. Quest’ultimo filone è legato al famoso zainetto in cui vi sarebbero stati al suo interno almeno 70 mila euro, destinati ad un ingente quantitativo di droga leggera. Ulteriori dettagli verranno forniti fra pochi minuti, dalle ore 11:00, tramite apposita conferenza in Procura a Roma. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OMICIDIO LUCA SACCHI, POSSIBILE SVOLTA: ANASTASIYA KYLEMNYK INDAGATA

Arrivano importanti novità in merito alle indagini riguardanti l’omicidio del giovane Luca Sacchi, avvenuto nella notte fra il 23 e il 24 ottobre scorsi a Roma. Stando a quanto riferito poco fa dall’edizione online di Repubblica, sul registro degli indagati è stata iscritta anche la fidanzata del 24enne personal trainer, leggasi Anastasiya Kylemnyk. Le accuse nei confronti della stessa, sempre in base a quanto scrive il quotidiano, sono quelle di detenzione di droga ai fini dello spaccio. A questo punto sembra chiaro che la versione fornita agli inquirenti dalla giovane ucraina subito dopo l’omicidio, ovvero, quella di una rapina finita male, non abbia convinto gli investigatori, secondo cui invece l’omicidio va iscritto in una compravendita di droga avvenuta prima dello sparo mortale. I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno notificato cinque ordinanze di custodia cautelare ad altrettanti indagati.

OMICIDIO LUCA SACCHI: ARRESTATI ALTRI DUE RAGAZZI

Fra questi rientrano anche Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, già in carcere dopo essere stati arrestati poche ore dopo l’omicidio, e accusati di concorso in omicidio pluriaggravato, rapina aggravata, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo. C’è poi un terzo arrestato, tale Giovanni Princi, un ragazzo di 24 anni già conosciuto alle forze dell’ordine per alcuni reati precedenti, amico d’infanzia proprio della vittima, Luca Sacchi. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di aver tentato di acquistare, assieme ad Anastasiya (sottolinea Repubblica.it), un ingente quantitativo di droga da Del Grosso, Pirino e da un’altra persona, anch’essa finita sul registro degli indagati. Il tutto è probabilmente da ricollegare al famoso zainetto contente la cifra di ben 70mila euro in contanti. Infine è stato arrestato un altro giovane, un ragazzo di 22 anni che sarebbe colui che ha fornito le armi a Del Grosso e Pirino. Nei suoi confronti le accuse sono quelle di omicidio pluriaggravato, rapina aggravata, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo.

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