Omicidio Luca Sacchi/ L’ex di Anastasiya: “Lei con la droga non c’entra niente”

- Davide Giancristofaro Alberti

Omicidio Luca Sacchi, le parole dell’ex fidanzato di Anastasiya Kylemkyn sembrano descrivere una giovane completamente differente da quella degli ultimi giorni

Omicidio Luca Sacchi
Omicidio Luca Sacchi fuori pub di Roma Appio (LaPresse, 2019)

Anastasiya Kylemkyn, la giovane fidanzata del 24enne Luca Sacchi, ucciso a fine ottobre a Roma, non è la ragazza che stanno descrivendo i media in queste ore. Parole dell’ex compagno della stessa, un 25enne di origine ucraina (così come Anastasiya), che quest’oggi ha rilasciato una breve intervista ai microfoni del quotidiano Il Messaggero, per dire appunto la sua su quanto sta accadendo in questi giorni. La Kylemkyn è finita sul registro degli indagati, la sua abitazione è stata perquisita ed ha l’obbligo di firma, ma secondo l’ex, la giovane dell’est Europa non è fredda, calcolatrice e propensa al soldo facile, come invece sembra emergere dagli ultimi risvolti: “Ho conosciuto un’altra Anastasia io – sono le parole dell’ex fidanzato – una ragazza tranquilla, senza grilli per la testa, lontana anni luce dal mostro che ora viene tratteggiato. Sono sconcertato”.

OMICIDIO LUCA SACCHI: “ANASTASIYA SI SPAVENTAVA SE QUALCUNO FACEVA UNA CANNA”

Una giovane tutt’altro che interessata alla droga: “Anastasia si spaventava se solo qualcuno si faceva una canna vicino a lei e ora pensarla come a una narcotrafficante proprio non ci riesco”. E questo è anche in parte il pensiero dei genitori di Luca Sacchi, sconvolti dopo la morte del figlio e ancor di più dopo aver scoperto che la fidanzata, che loro consideravano come una seconda figlia, fosse in qualche modo coinvolta. La sensazione è che l’indagine sia tutt’altro che vicina alla conclusione, e sono ancora molti i misteri su cui fare luce di questa vicenda, a cominciare dai soldi che Princi e Anastasiya, secondo gli inquirenti, avevano predisposto per l’acquisto di 15 chilogrammi di hashish. Secondo quanto specificato dall’agenzia Ansa, non è da escludere che vi sia un terzo personaggio dietro a due, una sorta di “finanziatore” che avrebbe appunto procurato i 70 mila euro in contanti ai due. Su questo si sta concentrando l’indagine in queste ore.



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