Omicidio Materazzo: ergastolo definitivo per Luca/ “No” a perizia psichiatrica

- Emanuela Longo

Omicidio Vittorio Materazzo, ergastolo definitivo per il fratello Luca. La Cassazione ha rigettato la richiesta di perizia psichiatrica

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Luca Materazzo, Quarto Grado

E’ diventata definitiva la condanna a carico di Luca Materazzo al termine del processo in Cassazione per l’omicidio del fratello Vittorio. L’uomo è accusato di aver ucciso con 40 coltellate il noto ingegnere napoletano il 28 novembre 2016. I giudici della Cassazione hanno confermato l’ergastolo. Una condanna, spiega Corriere del Mezzogiorno, che arriva dopo quella emessa nel maggio 2019 dalla Corte d’Assise di Napoli in seguito alla quale i legali di Luca Materazzo avevano presentato ricorso alla Suprema Corte chiedendo una perizia psichiatrica, al fine di accertare la piena lucidità delle condizioni mentali dell’uomo, dal momento che aveva rifiutato di difendersi nel processo d’Appello.

Un iter lungo che aveva portato nel corso delle indagini e nella fase processuale di circa un anno al cambio da parte dell’omicida di ben numerosi difensori, oltre 15. Oltre a confermare la condanna al carcere a vita, la Corte di Cassazione ha anche ha rigettato la richiesta di una perizia psichiatrica rendendo così definitivo l’ergastolo a carico di Luca Materazzo.

OMICIDIO MATERAZZO: CASSAZIONE, ERGASTOLO DEFINITIVO PER LUCA

L’omicidio di Vittorio Materazzo fu generato, secondo quanto emerso dalle indagini e dal processo in seguito ad un vero e proprio raptus del fratello Luca. Le ragioni sarebbero da ricercare nella rabbia per motivi legati all’eredità del padre Lucio morto qualche anno prima. Vittorio, 51 anni, fu ucciso nell’androne del palazzo dove abitava, da un uomo da con un giubbotto da motociclista, pantaloni larghi e un casco integrale. Il fratello Luca fu indagato nei giorni successivi al terribile delitto ma poco dopo di lui si persero le tracce. Dopo una latitanza fu rintracciato ed arrestato in Spagna dove provava a rifarsi una vita lavorando come cameriere. Nel processo si sarebbe sempre dichiarato innocente fino alla decisione di non parlare più né di continuare a difendersi tanto da aver deciso di rinunciare al secondo grado di giudizio, con un telegramma spedito alla corte. Si chiude con la sua conferma all’ergastolo il caso dell’efferato omicidio di Vittorio Materazzo, a distanza di cinque anni.



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