Omicidio Maxim Zanella, morto suicida Oskar Kozlowski/ Killer si è ucciso in carcere

- Alessandro Nidi

Si è suicidato in prigione Oskar Kozlowski, il giovane polacco che uccise a coltellate Maxim Zanella, presumibilmente nel corso di un rito satanico a casa della vittima

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(LaPresse)

Si è suicidato in carcere Oskar Kozlowski, reo confesso dell’omicidio di Maxim Zanella, il bagnino ucciso a coltellate nel suo appartamento di Brunico la notte del 27 luglio di un anno fa. Pare che il giovane avesse più volte manifestato l’intenzione di mettere in atto un gesto anticonservativo, sino al tragico epilogo. Il polacco, all’epoca dei fatti 23enne, aveva assassinato senza motivo l’amico del cuore nel corso di un rito lugubre in una stanza illuminata da una sola candela: “Non so perché l’ho fatto ma ho sempre desiderato uccidere qualcuno in questo modo”, disse il ragazzo al pm Sara Rielli, senza mostrare alcun pentimento.

Come ricorda il “Corriere della Sera”, la pista del satanismo era fin da subito parsa “quella più percorribile. Oskar Kozlowski era ossessionato dalle forze oscure, tanto da tatuarsi il numero 666 sul gomito, praticarsi tagli alle braccia e pubblicare sui suoi social immagini di morte. I carabinieri del reparto indagini scientifiche, dopo il delitto, avevano trovato la candela e il teschio insanguinato a casa della vittima […]. Nella pagina Facebook di Kozlowski c’erano immagini di Lucifero, pentacoli, scheletri con la tiara da vescovo e facce di caproni malefici”.

OSKAR KOZLOWSKI MORTO SUICIDA IN CARCERE: ASSASSINÒ MAXIM ZANELLA

Quella sera, Kozlowski Voleva invocare un demone e Maxim, forse mosso da curiosità, aveva messo a disposizione casa sua. Probabilmente, si legge ancora sul “CorSera”, il rito prevedeva che i due amici bagnassero il teschio con qualche goccia del proprio sangue, ma “qualcosa nella mente di Oskar si è inceppato. Ha impugnato il coltello e ha colpito Maxim all’improvviso. La reazione dell’amico c’è stata: una colluttazione violenta per provare a salvare la pelle, ma sono seguite altre coltellate, letali, feroci, a lasciarlo in una pozza rossa. Infine, la confessione al pronto soccorso dove il giovanissimo discepolo di Satana si era presentato per farsi medicare il polso ferito per versare il sangue”.

Zanella prestava servizio come bagnino nella piscina coperta di Brunico ed era descritto come un ragazzo tranquillo: “In passato aveva fatto qualche fesseria, ma nulla di grave, un semplice oltraggio. Non credo avesse una doppia vita – aveva rivelato il padre, Carlo –. Il teschio lo aveva acquistato per gioco e le ossa le aveva trovate in un bosco”.





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