Omicidio Reggio Emilia/ La madre del presunto killer fu vittima di femminicidio

- Alessandro Nidi

Novità sull’omicidio di Reggio Emilia, nel quale ha perso la vita Juana Cecilia Hazana Loayza: la madre di Mirko Genco fu a sua volta vittima di femminicidio

Federico Bianchi di Castelbianco
Auto della Polizia (Web, 2020)

Emergono nuovi, spiacevoli dettagli circa l’omicidio di Reggio Emilia, che ha per protagonista la trentaquattrenne Juana Cecilia Hazana Loayza, trovata sgozzata ieri mattina in un parco della città emiliana. Come si legge su alcuni quotidiani locali, Mirko Genco, il 24enne fermato dalle forze dell’ordine con l’accusa di essere il killer della donna, è il figlio di una vittima di femminicidio; sua madre, infatti, si chiamava Alessia Della Pia e venne assassinata a soli 39 anni nel dicembre 2015 dall’ex convivente Mohammed Jella, un 30enne originario della Tunisia.

I colleghi di “Repubblica” riportano inoltre che la madre di Genco era stata “prima picchiata nell’androne di casa a Parma, poi immersa nella vasca da bagno dell’appartamento dove viveva e infine riportata esanime nell’androne. Fu lo stesso Jella, all’epoca, ad avvisare il 118 per poi fuggire subito dopo. Fu arrestato nel 2017 nel Paese d’origine, la Tunisia, dopo una latitanza di un anno e mezzo”.

OMICIDIO REGGIO EMILIA: MIRKO GENCO ERA STATO DENUNCIATO DA UN’ALTRA EX

Non è tutto, però: sì, perché “La Repubblica” scrive che nel 2020 Genco era stato denunciato anche da un’altra ex compagna con cui viveva a Parma per comportamenti vessatori nei suoi confronti. In particolare, stando a quanto è filtrato, Mirko Genco “aveva costretto la donna a tagliare tutti i ponti con l’esterno e a chiudere le relazioni con gli altri. In seguito alla denuncia lei è stata collocata in una struttura protetta. A quanto risulta, c’è un procedimento a carico di Genco per quest’altra vicenda, ma non risultano misure cautelari”.

Juana Cecilia Hazana Loayza aveva fatto arrestare due volte negli ultimi due mesi il ragazzo per atti persecutori nei suoi confronti, ma lui “era uscito dai domiciliari lo scorso 4 novembre dopo una condanna patteggiata per questo tipo di reato”. Purtroppo, gli sono bastati appena quindici giorni per pianificare e compiere il delitto.

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