Omicidio Roberta Ragusa/ Difesa Logli, nuovi testimoni per riaprire il processo?

- Emanuela Longo

Omicidio Roberta Ragusa, il caso stasera a Quarto Grado: difesa Logli spera in riapertura del processo, l’uomo scrive dal carcere in difesa di Sara Calzolaio

roberta ragusa antonio logli 640x300
Roberta Ragusa e Antonio Logli

Novità nel caso di Roberta Ragusa, la donna misteriosamente scomparsa nel gennaio 2012 da Gello di San Giuliano in provincia di Pisa. Per il suo omicidio volontario e la distruzione del cadavere, il marito Antonio Logli è stato condannato in terzo grado a 20 anni di reclusione. Il caso sarà oggi al centro della nuova puntata di Quarto Grado. Logli avrebbe scritto dal carcere di Massa nel quale sta scontando la condanna per prendere le difese della compagna, Sara Calzolaio, all’epoca dei fatti sua amante e che di recente ha annunciato di voler sposare. Intanto l’intento della difesa è quello di riaprire il processo e dimostrare la totale innocenza dell’uomo, proprio come sostenuto anche dai figli di Antonio e Roberta Ragusa. Per farlo gli avvocati difensori di Logli avrebbero promesso nuovi importanti testimoni. Di recente era intervenuto un colpo di scena in quanto, all’inizio del mese, l’investigatore lucchese Davide Cannella aveva deciso di abbandonare il caso, come rammenta un articolo de La Nazione. Nel team difensivo di Logli era giunto uno degli investigatori privati più noti che però aveva deciso poi compiere un passo indietro “dopo un’attenta lettura degli atti del procedimento penale” in quanto non ritenne concreta l’ipotesi di istanza di revisione del processo auspicata dalla difesa di Logli. A suo dire inoltre il processo a carico dell’uomo si sarebbe svolto in modo equo senza alcuna lacuna o violazioni al diritto di difesa.

OMICIDIO ROBERTA RAGUSA: ANTONIO LOGLI VERSO NUOVO PROCESSO?

Interpellato da La Nazione, l’investigatore privato che ha rinunciato all’incarico avanzato dalla difesa di Antonio Logli ha spiegato anche le ulteriori ragioni della sua scelta, asserendo: “Sono abituato a lavorare nel silenzio, tutto questo polverone mediatico non è nel mio modo di operare. Mi piace poco la ribalta. Un investigatore opera nel riserbo più assoluto e quindi non ci sono neanche le condizioni per lavorare come vorrei”. Davide Cannella si è occupato ad oggi – e continua a farlo – di grandi casi che hanno caratterizzato la cronaca nera: dal mostro di Firenze alla strage di Erba fino alla morte di Elena Ceste. Alla domanda sulle eventuali speranze che Logli possa avere una nuova opportunità di dimostrare la sua innocenza in un nuovo processo rispetto all’omicidio di Roberta Ragusa, la replica non si è fatta attendere: “Vede, la condanna, alla fine, è stata sostanzialmente mite: poca prova, poca pena. Non si può escludere, in termini assoluti, che con un lavoro profondo il tentativo possa anche essere fatto. Ma ripeto, personalmente, non vedo margini, e quindi preferisco fare un passo indietro”, aveva detto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA