Omicidio Romeo Bondanese/ Lo zio: “Aggressore non voleva uccidere? Sono sgomento”

- Davide Giancristofaro Alberti

A Storie Italiane si torna ad affrontare la drammatica vicenda di Romeo Bondanese, il 17enne che è stato accoltellato e ucciso a Formia: parla lo zio

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Omicidio a Formia (Storie Italiane)

A Storie Italiane è tornato a parlare Salvatore, lo zio di Romeo Bondanese, il 17enne accoltellato e ucciso la scorsa settimana in quel di Formia. Negli scorsi giorni si sono tenuti i funerali del minorenne, durante i quali, Salvatore ha rivolto un lungo pensiero al caro nipote: “E’ stato molto faticoso perchè è stato molto doloroso parlare di un nipote che per me era come un figlio, e parlarne in questo momento, sapendo le modalità che ne hanno causato la morte, per noi è un immenso dolore, non so nemmeno come spiegarlo, mai pensavo che nella vita avrei dovuto spiegare o parlare della morte del mio nipote, capisce quanto sia innaturale sopravvivere alla morte di un figlio e di un nipote, che per me era come un figlio”.

“Io non sono il portatore della verità – ha proseguito lo zio di Romeo Bondanese – ma come zio, cittadino e parente mi sono sforzato di parlare con le persone, di capire quale fosse stato l’evolversi della situazione e ancora oggi è ancora quello che noi vogliamo, la verità su ciò che accaduto per far luce sulla dinamica di questi fatti. Se un ragazzo è solo, va avanti, ed è stato pubblicato dagli inquirenti in maniera dettagliata, un ragazzo che si trova da solo davanti a sei persone che lo hanno accerchiato e lo accoltellano. Io sono uno zio ma sono anche un avvocato e cerco di guardare le cose da un’ottica diversa, quindi da cosa si evince la rissa? Io non la vedo in niente, ma vedo un’aggressione, un diverbio che è poi è sfociato in un’aggressione”.

OMICIDIO ROMEO BONDANESE, LO ZIO: “SGOMENTO E SCONCERTATO”

Per l’omicidio è finito sotto indagine un minorenne della provincia di Caserta, ma la cui posizione si è “derubricata” nelle ultime ore, essendo accusato non di omicidio volontario ma di omicidio preterintenzionale, e che al momento è ai domiciliari: “Sgomento, sconcerto, rimaniamo attoniti davanti a questa sentenza – ha proseguito lo zio – ci sembra quasi come una sorta di autorizzazione a camminare con un coltello a punta e a serramanico capace di togliere la vita ad una persona e all’occorrenza di poterlo utilizzare. Non so quali siano le decisioni che hanno indotto il gip a prendere questa decisione, poi mi farò leggere le carte, forse penso io come cittadino sei stato un po’ frettoloso? Non abbiamo ancora i risultati dell’autopsia, non si è trovata l’arma, troppi dubbi. E poi questi ragazzi potevano venire e stare qui, venendo da un’altra regione?”.

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