Omofobia, Cdx presenta Ddl Ronzulli-Salvini/ Senato voterà solo Ddl Zan: ecco perché

- Niccolò Magnani

Omofobia, Commissione Giustizia al Senato ottiene il via libera alla discussione in Aula solo per il Ddl Zan: vittoria Csx mentre il Centrodestra ha presentato il Ddl Ronzulli-Salvini

Salvini e Ronzulli
Matteo Salvini (Lega) e Licia Ronzulli (Forza Italia) al Senato - LaPresse, 2021

La maggioranza si spacca sul Ddl Zan, il disegno di legge in materia di omofobia e transfobia, dopo le ultime schermaglie aggiornate a questo primo pomeriggio: dopo le fortissime polemiche mediatiche in merito al monologo di Fedez al Concerto del Primo Maggio, il Centrodestra di Governo aveva annunciato nei giorni scorsi e oggi presentato un proprio testo di legge che si contrapponga al Ddl Zan eliminando alcuni punti nodali della proposta “giallorosa” (Pd-M5s-LeU-IV). Il Ddl Ronzulli-Salvini non ritiene di doversi muovere sul terreno dei crimini d’odio, che la legge Mancino invece persegue ed elimina i concetti di “gender” e identità di genere contenuti invece nel Ddl Zan: la proposta non è riuscita però a scardinare il testo originario del deputato Alessandro Zan visto che la Commissione Giustizia al Senato ha approvato – con 12 voti a favore, 9 contrari – che a Palazzo Madama si discuterà solo il Ddl Zan, archiviando tutte le altre proposte sul tavolo.

«Dopo un’ora di discussione oggi, ce l’abbiamo fatta», commenta la capogruppo M5s Majorino, dando seguito a quanto ribadito da Malpezzi e Cirinnà (Pd) «passo avanti importante». In Commissione hanno votato compatti insieme Fi-Lega-FdI mentre il Centrosinistra con i suoi 12 voti è riuscito a strappare una prima “vittoria” del Ddl Zan sulle altre proposte presentate, in primis il Ddl Ronzulli-Salvini.

DDL ZAN, SCONTRO POLITICO NEL GOVERNO

«Il ddl Zan è un teso liberticida, pericoloso che va contro la libertà di educazione dei figli e la realtà delle cose sull’identità di genere, quindi noi faremo tutto il necessario perché queste storture non diventino legge», ha attaccato al termine della Commissione Giustizia il senatore Simone Pillon (Lega), mentre il suo Capigruppo Massimiliano Romeo ai microfoni di Rai News 24 ha provato ad essere più distensivo, «sono convinto che si possa trovare in Aula una visione d’insieme. Di certo il Ddl Zan così com’è, è un testo ideologico che arriva a toccare i reati di opinione della Legge Mancino: noi per i diritti ci siamo, per tutto il resto invece (corsi LGBT nelle scuole e riferimenti al gender) voteremo no». Salvini aveva lanciato la proposta di legge con Forza Italia e Cdx di Governo invitando poi anche Fratelli d’Italia a sostenerlo in aula, «Via l’ideologia e lo votino tutti»; Ignazio La Russa (FdI) invece commenta «Mi fa piacere che ci sia un’iniziativa del centrodestra al governo in alternativa al ddl Zan, ma se vogliono rafforzarla e non considerarla solo una via di fuga, rimane viva l’offerta di un collegamento permanente del centrodestra per confrontarsi».

Il testo presentato oggi da Ronzulli e Salvini resta comunque il punto di partenza con il quale il Centrodestra proverà a modificare il Ddl Zan in sede di discussione parlamentare. Dal Centrosinistra però il “niet” è stato imponente e per primo Zan ha contestato fortemente il Ddl Ronzulli-Salvini «Il testo della Lega e di Forza Italia è un testo pasticciato ed è un attacco alla legge Mancino che oggi contrasta i crimini d’odio motivati da etnia, razza, nazionalità e religione. La pena  è aumentata solo fino ad un terzo e non fino alla metà, e si crea una confusione, un conflitto fra la legge Mancino e questa nuova legge nel caso venisse approvata».

IL TESTO DEL DDL RONZULLI-SALVINI

Ecco dunque il testo del Centrodestra di Governo presentato questa mattina in Senato “contro” il Ddl Zan, in merito a “Disposizioni in materia di circostanze aggravanti nei casi di violenza commessa in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, età e disabilità della persona offesa”: la proposta vede la firma dei senatori Licia Ronzulli (Forza Italia), Matteo Salvini (Lega), Paola Binetti (Udc), Gaetano Quagliariello (Identità e Azione).

Art. 1

1. All’articolo 61 primo comma del codice penale dopo il n. 1) è aggiunto il seguente:

1:bis) l’aver agito in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, disabilità nonché nei confronti dei soggetti che versano nelle condizioni di cui all’articolo 90-quater del codice di procedura penale;”.

Art.2

1. All’articolo 69 del codice penale, il quarto comma è sostituito dal seguente:

“Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, i reati aggravati dall’articolo 61 n. I-bis), nonché i casi previsti dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4 ), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato.”

Art. 3

1. All’art. 69-bis del codice penale sono aggiunte, dopo le parole “procedura penale”, le seguenti: “e per i delitti aggravati dall’art. 61 n. I -bis),”

© RIPRODUZIONE RISERVATA