Open Arms, sbarco a Lampedusa/ Pm: “Condizioni pessime già note da cinque giorni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Open Arms, ieri sera lo sbarco a Lampedusa dei migranti a bordo della nave dell’Ong spagnola, poi sequestrata dal Pm di Agrigento. Le ultime

Nave Open Arms
Nave Open Arms (LaPresse, 2019)

E’ avvenuto nella tarda serata di ieri, martedì 20 agosto, lo sbarco dei migranti a bordo della nave Open Arms da 19 giorni. Come vi abbiamo sottolineato, il pm di Agrigento ha disposto il sequestro dell’imbarcazione, ipotizzando inoltre i reati di omissione e rifiuto di atti d’ufficio a carico di soggetti della PA ancora da individuare. Repubblica riporta il quadro stilato dai due consulenti della Procura di Agrigento, in cui si evidenzia: «Un centinaio di persone le cui funzioni psichiche sono fortemente sollecitate da condizioni emozionali estreme in un clima di altissima espressione in cui la percezione di morte rispetto ad un eventuale rimpatrio e la speranza di vita anche affrontando a nuoto lo specchio di mare che li separava dall’isola non lascia più possibilità di valutazione del rischio individuale e collettivo, né da parte dell’equipaggio la possibilità di arginare e contenere un’ulteriore estensione di situazioni psicopatologiche di dissociazione nevrotica e psicotica». Le condizioni pessime a bordo della Open Arms erano note già da cinque giorni e ieri il pubblico ministero Patronaggio ha optato per lo sbarco immediato, avvenuto tra l’esultanza generale di profughi e attivisti presenti al molo siciliano. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OPEN ARMS, LO SBARCO A LAMPEDUSA

Open Arms sbarca a Lampedusa: la nave dell’Ong spagnola è arrivata al porto alle ore 23.30, con gli 83 migranti a bordo che sono sbarcati dopo diciannove giorni in mare aperto. Come riportano i colleghi di Agrigento Notizie, i profughi hanno esultato una volta raggiunta la terraferma: balli, canti e applausi di felicità. Presente anche il parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, accompagnato da circa trenta persone tra fedeli e attiviste: dopo una breve “trattativa” con le forze dell’ordine presenti al porto di Lampedusa, anche loro hanno ricevuto il via libera a rimanere dentro l’area rossa. Altri attivisti, invece, sono rimasti all’esterno della zona sicura: hanno portato acqua e viveri per tutti i migranti che erano a bordo dell’imbarcazione dell’Organizzazione non governativa di Oscar Camps. Ora le 83 persone verranno trasferite in Spagna, si chiude dunque l’ennesimo caso migranti dopo estenuanti trattative europee… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OPEN ARMS, SALVINI: “ITALIANI VOGLIONO PORTI CHIUSI”

«Gli italiani vogliono i porti chiusi», così Matteo Salvini sul caso Open Arms. Il segretario federale della Lega ha elogiato la linea della fermezza, nonostante ora corra il rischio di incappare in un altro processo. Come già evidenziato, la Procura di Agrigento ha disposto poco più di un’ora fa lo sbarco immediato di tutte le persone a bordo della nave dell’Ong spagnola, con il mezzo che è stato sequestrato: «Finalmente l’incubo finisce e le 83 persone rimaste riceveranno assistenza immediata in terra», il commento di Open Arms su Twitter. Secondo quanto riporta El Pais, la decisione dei pm è giunta dopo la partenza della nave inviata dalla Spagna per trasferire in un secondo momento i migranti a Maiorca. L’imbarcazione, aggiunge il quotidiano spagnolo, sarebbe partita da Rota alle ore 17 per un viaggio della durata di tre giorni. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OPEN ARMS, MIGRANTI SBARCANO: PM SEQUESTRA NAVE

Il pm di Agrigento Luigi Patronaggio ha disposto il sequestro della nave Open Arms e il conseguente immediato ordine di sbarco per tutti i migranti rimasti a bordo dopo 19 giorni di navigazione e permanenza nel porto di Lampedusa. La decisione del giudice sblocca così definitivamente la vicenda che da troppo tempo ormai aveva raggiunto situazioni ed emergenze d’ogni grado e livello: il sequestro è stato disposto per la violazione dell’articolo 328 del Codice penale, ovvero omissione e rifiuto di atti di ufficio a carico di ignoti «per non avere risposto alle gravi condizioni di salute dei migranti», riporta l’Adnkronos secondo le fonti alla Procura di Agrigento. Proprio nell’articolo della legge si sottolinea «il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni». La decisione di Patronaggio è stata presa al termine di un vertice con i responsabili della Capitaneria di Porto a Lampedusa, ma ora bisognerà capire quell’indagine “per ignoti” sull’omissione di soccorso quali conseguenze potrebbe avere. Poco fa il Ministro Salvini al Senato durante una diretta Facebook (in pieno dei dibattiti sulla crisi di Governo, ndr) ha spiegato «sulla Open Arms la procura di Agrigento ha lanciato ipotesi di reato a carico di ignoti abuso d’ufficio in relazione al mancato mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie a bordo. Molto probabilmente mi arriverà un’altra denuncia, perché la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per il momento contro ignoti, ma vi lascio immaginare chi sono. Avrei dovuto far sbarcare da tempo gli immigrati […]». (agg. di Niccolò Magnani)

UE VS SALVINI “SERVE COOPERAZIONE PER SOLUZIONE”

Arriva anche il monito della Commissione europea in merito alla questione Open Arms, l’imbarcazione della Ong da 19 giorni al largo di Lampedusa in attesa di uno sbarco. Tramite la portavoce Natasha Bertaud, rispondendo ad una domanda specifica durante il briefing quotidiano, la C.E. ha fatto sapere: “La Commissione europea ha fatto del suo meglio nelle ultime settimane per risolvere la situazione a bordo della Open arms – le parole pubblicate dal sito di LaPresse – e al momento restiamo in contatto con gli Stati membri. Abbiamo lodato la Spagna per aver proposto lo sbarco dei migranti nei suoi porti. Abbiamo esortato tutte le parti coinvolte, comprese le ong, a cooperare per assicurare l’imperativo umanitario che è prioritario e a trovare una soluzione che permette di fornire un punto di sbarco”. La Bertaud ha aggiunto che la priorità è che le persone a bordo della Open Arms possano sbarcare il prima possibile, e ricevano le cure di cui necessitano. “La commissione, d’accordo con la Spagna – conclude la portavoce – è pronta a attivare il processo di ricollocamento sul terreno una volta che lo sbarco avrà avuto luogo”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OPEN ARMS, MIGRANTI SI GETTANO IN MARE

Passano le ore ma tarda ad arrivare la soluzione della situazione riguardante la Open Arms. Il governo spagnolo si è detto disposto a sbloccare definitivamente la questione, ma al momento siamo ancora a livello di annunci. L’imbarcazione ong sembrerebbe essere ormai fuori controllo, con nove migranti, come vi abbiamo raccontato poco fa, che si sono buttati in acqua, poi recuperati, nel disperato tentativo di raggiungere la terraferma. Sulla vicenda si è espresso anche Salvatore Martello, il sindaco di Lampedusa, che ai microfoni di Tgcom24 ha ammesso: “A Lampedusa sbarcano migranti tutti i giorni, ma giornali e politici intervengono solo quando entrano in ballo le Ong. Nessuno affronta davvero il problema migrazione in Italia – continua Martello – Toninelli vuole trasferire le persone a bordo in Spagna? Sono solo dichiarazioni da campagna elettorale”. Intanto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, è pronto a partire verso Lampedusa con uno staff di medici, per seguire da vicino quanto sta accadendo: “La situazione è esplosiva – le sue parole – devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male. L’impegno e l’attenzione sono massimi per l’incolumità delle persone”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OPEN ARMS: MIGRANTI IN MARE

Ha iniziato il primo un’ora fa e poi sono stati almeno altri 9 migranti a decidere di gettarsi in mare a pochi metri dalla costa per provare a raggiungere la terra ferma: la situazione a bordo della Open Arms si fa disperata e lo stallo per i mancati accorsi tanto dentro al Governo quanto tra i vari Paese Ue ha portato fino al 19esimo giorno di permanenza a bordo un centinaio di migranti salvati in mare nelle acque della Libia. Verso la Open Arms poco fa si è portata una motovedetta della Guardia Costiera per soccorrere i migranti e a quel punto riportarli sulla terra ferma, come prevede il regolamento internazionale per il soccorso in mare (riportarli sulla nave dopo aver “toccato il suolo italiano” sarebbe infatti respingimento coatto). Intanto il governo di Madrid ha lanciato un altro monito molto duro contro Salvini e il Governo italiano, annunciando di essere disposto ad una soluzione per far sbarcare i migranti dalla Open Arms: «nelle prossime ore metteremo a punto una soluzione per una situazione di emergenza umanitaria che la Spagna non guarderà dall’altra parte come sta facendo il Ministro Matteo Salvini», attacca la Ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. «Non siamo in grado di metterci in navigazione verso le Baleari, a bordo c’è ormai una situazione insostenibile. I migranti sono sfiniti, e anche l’equipaggio è allo stremo delle forze. E poi l’imbarcazione avrebbe bisogno di una revisione. Per tutte queste ragioni, l’unico porto sicuro è quello di Lampedusa», spiega oggi Oscar Camps, fondatore di Open Arms, in una lunga intervista a Repubblica. (agg. di Niccolò Magnani)

UN MIGRANTE SI GETTA IN MARE

Un altro uomo si è gettato in mare dalla Open Arms, nel disperato tentativo di raggiungere terra. Una situazione sempre più critica, al punto che il fondatore dell’organizzazione non governativa, Oscar Camps, l’ha paragonata alla Libia: “La situazione comincia ad assomigliare a quella di un centro di detenzione libico”. Il problema è che non sembra intravedersi la luce in fondo al tunnel, visto che la Open Arms non vuole muoversi da Lampedusa, impossibilitata a spostarsi alle Baleari, e a questo punto toccherà alla Guardia Costiera italiana trasportare in Spagna i 98 migranti rimasti a bordo. Intanto è intervenuto sulla questione per l’ennesima volta il ministro dell’interno, Matteo Salvini, che parlando ai microfoni di Radio24 ha ammesso: “L’Italia non è più il campo profughi d’Europa. Penso che gli italiani abbiano apprezzato la mia gestione della sicurezza. Anche in queste ore con il caso della nave spagnola con i finti malati e i finti minori che si sta preparando per partire per Spagna”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OPEN ARMS: LE PAROLE DEL MINISTRO TONINELLI

E’ ancora in stallo la situazione riguardante la Open Arms, l’imbarcazione della ong che da 19 giorni a questa parte si trova di fronte al porto di Lampedusa, in attesa dell’ok per lo sbarco. Dopo i minori fatti scendere 24 ore fa, poco prima della mezzanotte di ieri altri nove profughi hanno ottenuto il lasciapassare per mettere piede sul molo siciliano, a causa delle loro gravi condizioni fisiche. Accompagnati da una motovedetta della Guardia Costiera, come riferito dai colleghi dell’agenzia Adnkronos, i nove sono stati portati sul molo Favaloro. Due di loro sono stati poi successivamente ricoverati presso il Poliambulatorio locale per degli accertamenti, leggasi un uomo che aveva subito un’aritmia cardiaca, e una donna che invece aveva un deficit visivo. Gli altri 7 sono invece stati trasportati presso l’hotspot locale per le cure mediche e la registrazione, e uno di loro presentava la scabbia. Tutte le nove persone presentavano condizioni precarie di salute più o meno gravi, tranne una donna, che ha voluto accompagnare il marito.

OPEN ARMS: ALTRI 9 MIGRANTI FATTI SCENDERE

A bordo della Open Arms rimangono quindi “solo” 98 migranti, e la situazione continua ad essere molto complicata: “La situazione a bordo si complica ogni minuto – ha fatto sapere la stessa Open Arms attraverso il proprio profilo Twitter – Autorizzata evacuazione di 8 persone bisognose di assistenza urgente e 1 accompagnatore. Chi non vuole vedere la situazione insostenibile a bordo è incapace di provare empatia per il dolore degli altri”. La Spagna ha offerto il porto di Minorca, nelle vicine Baleari, ma la Ong ha fatto sapere di essere disposta all’attracco solo se i migranti verranno trasbordati su un’altra imbarcazione, essendo impossibilitata ad un viaggio in mare di 5/7 giorni, per ovvi motivi. Il ministro Toninelli, a riguardo, si è detto disposto a trovare una soluzione: “Ci siamo messi a disposizione con la Guardia Costiera per accompagnare la Open Arms in Spagna, per offrire supporto tecnico e per trasportare parte dei migranti a bordo di una nostra imbarcazione per il viaggio. La Ong ha incredibilmente rifiutato, con un atteggiamento che fa sospettare ci sia malafede da parte loro. A questo punto facciamo un ulteriore passo in avanti: siamo disponibili a portare noi, con la nostra Guardia Costiera, nel porto iberico che ci verrà indicato tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms”.

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