OPEN DOORS, TALKS INTERNAZIONALI/ Il primo appuntamento con “Il museo partecipativo oggi”

- Matteo Fantozzi

L’iniziativa, curata da Pierluigi Sacco, è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO

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Mercoledì 25 maggio 2022, alle ore 16.30, la Fondazione Brescia Musei all’Auditorium Santa Giulia a Brescia ospiterà la sessione inaugurale del ciclo di talk Open doors, “Il museo partecipativo oggi”. Nel corso dell’appuntamento, che vedrà anche l’intervento di Doris Sommer, direttrice della Cultural Agents Initiative alla Harvard University, saranno messi in evidenza i criteri scientifici e le linee guida attorno a cui ruoteranno gli interventi dei maggiori esperti dei musei e dei centri culturali contemporanei italiani e internazionali che, fino a novembre 2022, lungo un programma di nove sessioni, compiranno una completa riflessione sul concetto di museo come luogo di partecipazione e sugli strumenti, le tecniche e le prassi migliori per coinvolgere le comunità e attivarle in un dialogo costante tra i contenuti museali e i grandi temi del presente mediati dal patrimonio culturale.

Il progetto è organizzato dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMONetwork of European Museum Organisations, col patrocinio di ICOM ItaliaInternational Council of Museums; Federculture; Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (SA); AICIAssociazione delle Istituzioni di Cultura Italiane; Associazione Mecenate 90; Associazione Abbonamento Musei Lombardia; ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Le più prestigiose e importanti istituzioni museali del panorama culturale italiano e internazionale sono state chiamate a intervenire e a proporre prospettive e casi di studio. Per l’Italia, confermata la partecipazione della Casa Paganini di Genova, della Caserma Archeologica di Sansepolcro, del Castello di Rivoli, del Cultural Welfare Center, di FARM Cultural Park, di Fondazione Fitzcarraldo, della Fondazione Maxxi, della Fondazione Matera – Basilicata 2019, della GAMEC di Bergamo, del MiC – Ministero della cultura | Ufficio del Consigliere Diplomatico, della Moleskine Foundation, del Mudac di Carrara, del Museo Civico di Bassano – Operaestate Festival, del Museo Egizio di Torino, della Provincia Autonoma di Bolzano (Dipartimento di Cultura), della rete Lo Stato dei Luoghi.

Dall’estero, interverranno la Chester Beatty Library di Dublino (IR), i City Museums and Galleries di Nottingham (UK), la Gallery of Matica Srpska di Novi Sad (RS), la Manifacture di Avignon (FR), la Mapadasideias di Lisbona (PT), il Museo de Lisboa di Lisbona (PT), il Museum of Broken Relationships di Zagabria (HR), il Nationaal Museum van Wereldculturen di Amsterdam (NL), il POLIN Museum di Varsavia (PL), il Science Center Esplora di Malta (MT), il network delle United Cities and Local Governments di Barcellona (SP), la University of Pennsylvania di Philadelphia (USA) e il Zeeuws Museum di Middelburg (NL).

“La Fondazione Brescia Musei, insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e a NEMO – dichiara Francesca Bazoli, Presidente di Fondazione Brescia Musei – è orgogliosa di proporre la prima grande piattaforma di discussione e di dialogo dedicata al tema del museo partecipativo. Il ciclo d’incontri favorirà la piena comprensione della transizione che stiamo vivendo in questi anni, in particolare dopo la ratifica della Convenzione di Faro da parte dell’Italia: dal museo vissuto come “palazzo”, al museo come “piazza” in cui si vive, si praticano le dinamiche della cittadinanza attiva”.

“La serie di appuntamenti – prosegue Francesca Bazoli – parte da questo assunto per esplorare gli strumenti, le prassi e i metodi rivelatisi più efficaci nell’ultimo triennio a livello internazionale, confrontandoli con le migliori e più avanzate pratiche italiane. Il tutto presentato nel contesto dinamico di Fondazione Brescia Musei, che nel triennio trascorso si è proposta come palestra di sperimentazione della gran parte dei temi che saranno trattati nei talk”.

“La collaborazione nell’ambito del progetto Open doors – afferma Vincenzo Trione, Presidente della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali – è, per noi, strategica, per i suoi contenuti ma anche per il partner con il quale abbiamo l’onore di lavorare: la Fondazione Brescia Musei, tra le istituzioni italiane più innovative sui temi della gestione del patrimonio. Diverse le ragioni che ci hanno spinto ad aderire. Il ciclo di talk permetterà di svolgere una riflessione sul ruolo dei musei nella società contemporanea densa di prospettive inattese”.

“Inoltre – conclude Vincenzo Trione -, la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha un forte interesse per le questioni discusse nei talk: in particolare, siamo attenti alla partecipazione delle comunità, un tema che stiamo affrontando anche con una attività di ricerca. Infine, in una fase storica segnata da una svolta epocale, ci sembra importante fornire alla community degli iscritti alla nostra piattaforma FAD – a partire dai dipendenti del Ministero della cultura – riflessioni di notevole qualità”.

“Relazione, collaborazione e dialogo con le comunità e il pubblico – ricorda Julia Pagel, Segretario Generale di NEMONetwork of European Museum Organisations – sono fondamentali affinché sia costante la rilevanza dei musei nei confronti della società. Approfondire il rapporto con la comunità significa accrescere la sostenibilità del museo nel futuro. Con NEMO vogliamo far sì che tutto il settore museale in Europa sia attivamente partecipe e guida del passaggio verso un settore museale sempre più aperto e partecipato”

Obiettivo del progetto è creare un cantiere di progettazione aperto agli addetti ai lavori, ma che sia interessante per tutta la comunità, visto il ruolo che i musei sempre di più assumono come spazi di costruzione di cittadinanza, al di là di ogni possibile barriera educativa o socio-economica.

Otto sono le aree chiave identificate, nelle quali è possibile strutturare, alla luce delle esperienze oggi in corso, i percorsi necessari per trasformare il museo in un reale spazio di scambio sociale basato sulla partecipazione attiva: Coesione e connessione sociale; Empowerment; Educazione; Diversità; Benessere e guarigione; Creatività ed espressione; Co-creazione; Coinvolgimento e problem solving.

Il museo deve poter offrire forme di conoscenza che sfidano e disorientano il visitatore e che creano, allo stesso tempo, modi e opportunità per permettere al pubblico di esprimersi attivamente, di poter avviare conversazioni con i curatori, gli esperti e gli altri visitatori, per poter interrogare e mettere in discussione, se opportuno, i punti di vista che gli vengono proposti.

“Se si riuscirà a presidiare con efficacia e competenza le funzioni di stimolo alla partecipazione attiva – ricorda il professor Pierluigi Sacco, curatore del progetto -, il ruolo sociale del museo verrà riconosciuto come comparabile per importanza a quello delle scuole e degli ospedali. Non più uno spazio elitario, in cui si rinnovano rituali di distinzione sociale, ma un contesto in cui l’accesso alla conoscenza e la sua diffusione diventa un processo sempre più collettivo. Non è un salto nel buio, ma un passaggio possibile e necessario come le decine di esperienze e di proposte che porteremo in scena a Brescia con il ciclo Open doors: il mondo dei musei a livello globale, da quelli più centrali importanti a quelli più piccoli e geograficamente marginali, può portare avanti una transizione verso il museo come spazio di partecipazione attiva”.





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