OPERA DI ROMA/ Il Presidente della Repubblica all’inaugurazione della stagione estiva

- Giuseppe Pennisi

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente all’inaugurazione della Stagione Estiva del Teatro dell’Opera di Roma con Il trovatore di Verdi

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Prove de Il Trovatore, foto di Fabrizio Sansono

Questa sera 15 giugno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assisterà all’inaugurazione della Stagione Estiva del Teatro dell’Opera di Roma con Il trovatore di Verdi nell’interpretazione musicale del maestro Daniele Gatti e la regia di Lorenzo Mariani.

Il capo dello Stato sarà ricevuto, al suo arrivo al Circo Massimo, dalla Sindaca di Roma e Presidente della Fondazione, Virginia Raggi, e dal Sovrintendente Carlo Fuortes.

C’è grande attesa per il debutto di questo nuovo allestimento de Il trovatore che apre ufficialmente la stagione estiva 2021 del Teatro dell’Opera di Roma. Ci saranno numerosi ospiti italiani e stranieri in sala. La produzione è molto attesa in quanto sono diversi anni che un nuovo allestimento de Il Trovatore non viene presentato al Teatro dell’Opera di Roma. Il cartellone della breve (15 giugno-6 agosto) ma intensa stagione estiva prevede due altre opere (Madama Butterfly La Bohème), oltre ad un balletto, Il lago dei cigni e La Messa da Requiem di Verdi diretta da Myung-Whun Chung al ritorno a Roma di Roberto Bolle con la sua compagnia ed al progetto Bestiaro d’Amore di Vinicio Camposella ispirato all’opera di  Richart de Fornival.

 Lo scenario archeologico del Circo Massimo è tra i più grandi luoghi di spettacolo mai realizzati. Il nuovo palcoscenico di 1.500 metri quadrati è progettato e realizzato nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, garantendo la massima sicurezza. In particolare il pubblico potrà usufruire di quattro ingressi separati.

 Nella visione del regista Lorenzo Mariani tutto è rigorosamente bianco o nero. “Ho scelto di seguire una linea metafisica, con un’atmosfera immateriale, onirica, misteriosa – afferma il regista – Mi affido a una costante di elementi geometrici, antinaturalistici, a partire naturalmente dalle proporzioni del triangolo, perfette per un’opera in cui Verdi sa trasformare gli archetipi in passione viva”. Le scene e i costumi di William Orlandi, le luci di Vinicio Cheli, mentre i video sono firmati da Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii.

 Nel ruolo di Manrico si alterneranno Fabio Sartori e Piero Pretti (4, 6 luglio). Roberta Mantegna, fresca del trionfo in Luisa Miller diretta dal maestro Mariotti, sarà Leonora, Clémentine Margaine Azucena, Christopher Maltman e Giovanni Meoni (24, giugno, 4, 6 luglio) si alterneranno nel ruolo del Conte di Luna. Completano il cast Marco Spotti (Ferrando), Marianna Mappa e Domingo Pellicola, due giovani talenti dell’edizione in corso di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma, che interpretano rispettivamente i ruoli di Ines e Ruiz. Leo Paul Chiarot e Antonio Taschini si alternano nel ruolo del Vecchio Zingaro, mentre Michael Alfonsi e Aurelio Cicero in quello del Messo. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

 La presenza del Presidente della Repubblica è un segnale importante non solo al Teatro dell’Opera di Roma ma a tutto il settore che è stato particolarmente colpito dalla pandemia. Come sottolineato dal mensile MUSICA  nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non si prevede praticamente nulla per la cultura e lo spettacolo dal vivo. Al settore è dedicata una modesta somma, 0,3 miliardi di euro, per «migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei» di cui, leggendo le «schede» allegate al documento meno di un terzo andrà ai teatri. La cultura in senso lato è inclusa nella «missione: digitalizzazione, competitività, turismo e cultura», in linguaggio burocratico nella sezione M1C3 del Pnrr. La sezione riguarda soprattutto il turismo che include varie componenti, dalla messa in atto di una piattaforma digitale per il turismo culturale a interventi per rendere più attrattivi i borghi ed i parchi naturali, per mettere in sicurezza sismica gli edifici di culto, per l’ordinamento e la formazione delle guide turistiche a numerose misure per potenziare «Roma Caput Mundi» come calamita principe per il turismo interazionale. Non mancano stanziamenti puntuali per il cinema: il «Progetto Cinecittà» mirato ad ammodernare il complesso sull’Appia creato negli Anni Trenta del secolo scorso.

Si poteva prevedere di più e di meglio? Non sarebbe stata questa l’occasione per mettere mano a queste «riforme» che possono sembrare piccole nel contesto delle esigenze e priorità del Paese ma che significano tanto per il comparto?

Quali investimenti preconizzare a supporto delle «riforme»? In passato, due distinti progetti finanziati a valere su quello che allora era il Fondo Investimenti ed Occupazione sostennero il restauro e l’ammodernamento dei «teatri storici» dell’Umbria e delle Marche nel quadro di progetti che prevedevano la messa in atto di circuiti, e «cartelloni» comuni nelle due Regioni. Esempi o casi che si potevano prendere a modello.

 

 

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