Operazione San Gennaro/ Su Rai 3 il film con Totò e Nino Manfredi

- Matteo Fantozzi

Operazione San Gennaro in onda su Rai 3 dalle 15.00 di oggi, 13 agosto. Nel cast Nino Manfredi, Santa Berger, Harry Guardino, Claudine Auger, Totò, Mario Adorf, Ugo Fangareggi, Dante Maggio.

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Operazione San Gennaro

Operazione San Gennaro, film di Rai 3 diretto da Dino Risi

Operazione San Gennaro va in onda su Rai 3 a partire dalle 15.00 di oggi, 13 agosto 2022. Il film è uscito per la prima volta nelle sale italiane nel 1966 ed è stato prodotto in tre paesi diversi, Italia (casa di produzione Ultra Film di Roma), Francia (Lyre di Parigi) e Germania dell’Ovest (Roxy Film di Monaco), con regia di Dino Risi, che ha partecipato anche alla stesura del soggetto (in collaborazione con Ennio De Concini) e della sceneggiatura (con lo stesso De Concini, Adriano Baracco e il grande Nino Manfredi). Il produttore Turi Vasile ha affidato la fotografia ad Aldo Tonti, il montaggio a Franco Fraticelli, la composizione e la cura della colonna sonora a Armando Trovajoli, la scenografia a Luigi Scaccianoce e i costumi a Maurizio Chiari, mentre la distribuzione sul territorio italiano è stata presa in carico dalla Interfilm. Il cast può vantare dei nomi eccelsi della tradizione attoriale dei tre paesi: Nino Manfredi, Santa Berger, Harry Guardino, Claudine Auger, Mario Adorf, Ugo Fangareggi, Dante Maggio, Totò, Giacomo Rizzo, Pinuccio Ardia, Vittoria Crispo, Enzo Cannavale, Gino Maringola, Nella Gambini, Rino Genovese, Carlo Pisacane, Solvi Stübing, Ralph Wolter, Vincenzo Falanga, Elena Fiore, Nuccia Fumo e Pino Ammendola.

Operazione San Gennaro, la trama del film

La trama di Operazione San Gennaro si svolge a Napoli, dove i tre ladri statunitensi Jack (Harry Guardino), Maggie (Senta Berger) e Frank (Ralph Wolter) sono giunti con l’intento di rubare il famigerato tesoro di San Gennaro: per questo scopo, chiedono aiuto (senza specificare le loro intenzioni) a una leggenda tra i delinquenti del napoletano, don Vincenzo o’ fenomeno (il fenomeno, interpretato dal grande Totò), che però non si sente in grado di compiere nuove imprese data la sua età e la sua condizione di prigionia presso il carcere di Poggioreale. Egli consiglia quindi ai tre furfanti di rivolgersi a un suo ‘protetto’, Dudù (nome d’arte di Armanduccio Girasole, interpretato dall’intramontabile Nino Manfredi). Dudù guida una sgangherata banda di furfanti composta dal suo braccio destro Sciascillo (Mario Adorf), dal ‘Barone’ (che dice di avere il cuore alla destra e si fa ospitare in aule universitarie e congressi internazionali di medicina, interpretato da Pinuccio Ardia), dal becchino ‘Agonia’ (Ugo Fangareggi) e dal tecnico della banda, chiamato il ‘Capitano’ (ruolo ricoperto da Dante Maggio). In un primo momento, Jack non specifica qual è il loro reale obiettivo e chiede a Dudù solamente un aiuto riguardo a ‘un colpo grosso’.

Il primo tentativo fallisce poiché la banda viene trattenuta con Dudù a un matrimonio e il malcapitato Frank muore dopo un’indigestione di cozze, a causa della sua bulimia. Ora Jack è costretto a confessare a Dudù qual è il suo vero piano: il tesoro di San Gennaro vale ben 30 miliardi di lire, ma Dudù e la sua banda sono in forte dubbio poiché l’impresa ha del blasfemo, a maggior ragione per i napoletani. Essi decidono quindi di chiedere la loro benedizione al santo stesso: vedendo un raggio di sole che, dopo una piovuta, ne illumina la statua, prendono questo come un segno di assenso. Dudù, in realtà, ha intenzione di tenere tutto per sé il tesoro e usarne una buona parte per aiutare la città di Napoli: il piano è ora di tentare il colpo durante la serata di chiusura del Festival di Napoli, in cui la città è distratta dalla manifestazione.

Agonia e il Capitano iniziano a mettere in atto il piano attraverso le fogne, aprendosi una strada con laser, ultrasuoni ed esplosivo, ma vengono intercettati e arrestati dai poliziotti a causa di una soffiata. Nel frattempo, i due americani e Dudù sono intrappolati nella cripta della chiesa del tesoro, ma riescono in maniera fortuita a entrare attraverso una porta nascosta, stanza in cui trovano Sciascillo, che era entrato grazie alla distrazione del custode, che aveva lasciato la porta della chiesa aperta. Gli americani si impossessano del tesoro e, per non dividerlo con Dudù scappano; ma i colpi di scena non sono finiti, perché Maggie uccide Jack per tenere la refurtiva tutta per sé. Dudù e il suo braccio destro guardano le autorità recuperare la macchina dei due americani dalle acque del porto e pensano che entrambi siano morti e pensano alle pessime conseguenze che ci sarebbero per la città in seguito alla sparizione del suo simbolo. Difatti però, Concettina (Claudine Auger), fidanzata di Dudù, informa i due che Maggie non è morta ma è fuggita a Capodichino per tornare negli Stati Uniti. Dudù chiede al lei di mandare all’uscito dell’aeroporto un complice vestito da arcivescovo di Napoli per fuggire in Svizzera per portarvi il tesoro in una banca. Lui e Sciascillo vanno in aeroporto e riescono a fermare Maggie strappandole di dosso il tesoro, ma a cancellare tutti i loro piani interviene la madre adottiva, Assunta (Vittoria Crispo), arrabbiatissima per il sacrilegio compiuto, che ha addirittura coinvolto il vero arcivescovo della città, che prende il tesoro in custodia e lo conduce sulla sua auto per le strade affollate di Napoli durante la processione in onore di San Gennaro.

Le curiosità su Operazione San Gennaro

Le riprese di Operazione San Gennaro sono state realizzate per gran parte a Napoli e dintorni: in Via Toledo 424 è situato il terrazzo di casa di Dudù; a Ercolano è stata girata la scena del banchetto nuziale, per la precisione a villa Campolieto, villa vesuviana ad opera del grande Vanvitelli; la chiesa della scena della richiesta a San Gennaro è quella dei Girolamini, dove è tuttora conservata la statua di San Gennaro in legno realizzata appositamente per la scena della processione; la processione finale è stata girata nelle strade di Sant’Antonio, a Posillipo. A presentare il festival di Napoli quell’anno fu un giovane Pippo Baudo, e nel film si possono ascoltare di sottofondo tre canzoni: Ce vo’ tiempo di Peppino di Capri, Ma pecché di Iva Zanicchi e ‘A pizza, cantata da Aurelio Fierro e Giorgio Gaber. Quel festival fu vinto da Sergio Bruni e Robertino, cantando Bella, come detto in maniera euforica dal Barone. Il film ebbe anche un seguito, nel 1967, dal titolo Operazione San Pietro, diretto da Lucio Fulci e con Lando Buzzanca nel ruolo di protagonista al posto di Nino Manfredi.





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