Origine Covid, “vietate” domande sulla Cina/ Oscurato servizio di Fuori dal coro

- Carmine Massimo Balsamo

Origine Covid, prosegue l’inchiesta di Fuori dal coro: riflettori accesi su Robert Gallo, celebre virologo premiato dalla Cina…

origine covid
(Fuori dal coro)

L’origine del Covid resta un mistero e neanche le indagini dell’Oms hanno sciolto le riserve. Fuori dal coro ha nuovamente puntato i riflettori sulla Cina e su un’altra ipotesi, diversa da quella ufficiale. Ma le domande sulla Cina sembrano “vietate”: il programma di Mario Giordano infatti ha denunciato che il servizio sul giro di denaro denaro a protezione della versione ufficiale cinese sul virus – il Covid è naturale e non è uscito da un laboratorio – è stato oscurato da Facebook

«Non consentiamo la diffusione di informazioni false che sono già state ampiamente smentite», la comunicazione di Facebook dopo aver oscurato il video pubblicato dall’illustratore e vignettista Benny. Raggiunto da Fuori dal coro, quest’ultimo ha spiegato: «Il video proponeva delle novità, come potevano avere la certezza dopo 7-8 ore che fossero notizie fake?». Ma non è tutto…

ORIGINE COVID: GLI INDIZI SULLA CINA

Come dicevamo, l’origine del Covid continua a rappresentare un mistero e Fuori dal coro ha messo nuovamente nel mirino Peter Daszak, presidente della EcoHealth Alliance e membro della delegazione Oms che ha indagato sull’origine del virus. Come sappiamo, la delegazione non ha dato risposte alle domande, ma Daszak ha difeso la Cina sui dubbi sollevati dai servizi segreti americani. Ma, ribadiamo, molti indizi portano a non escludere che possa esserci un’altra verità. Innanzitutto la delegazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità ha sottolineato che servirebbero ulteriori indagini per individuare «nuove prove su possibili perdite di laboratorio», dunque ciò che hanno trovato non basta. La stessa delegazione ha ricordato che il laboratorio Wuhan si è trasferito il 2 dicembre 2019 in una nuova sede vicino al mercato e tali traslochi possono creare problemi di sicurezza, senza dimenticare che già nel 2018 i servizi segreti americani avevano lanciato allarme sicurezza. Un altro indizio è legato agli esperimenti condotti in quel laboratorio: per individuare delle possibili prove sarebbe stato necessario indagare subito e non dopo 11 mesi. Infine, il ruolo del celebre virologo Robert Gallo, che da 12 anni ha stabilito due laboratori in Cina: l’esperto ha demolito ogni tesi diversa da quella ufficiale e, recentemente, è stato premiato dalla Cina con la massima onorificenza scientifica…

ORIGINE COVID:

«L’origine del Covid è da ricercarsi all’interno del laboratorio di Wuhan», il giudizio di professor Pietro Gentile dell’Università di Tor Vergata, ma attenzione anche alla gestione della propaganda della Cina. Laura Harth ha ricordato: «Pechino e il Partito Comunista cinese sono allergici alla verità». Basti pensare al numero dei morti fermi a cifre non credibili oppure ai numeri dei contagi sottostimati. Fuori dal coro si è poi soffermato sul ruolo degli Istituti Confucio, sofisticati strumenti di propaganda: «Sono riusciti ad entrare all’interno dell’Università, portando avanti le teorie del Partito Comunista», l’affondo di Giulia Pompili de Il Foglio. E non è tutto: negli Istituti Confucio si anniderebbero spie al servizio di Pechino. Edward Lucas, esperto di sicurezza internazionale, ha spiegato: «Questi istituti reclutano spie al servizio della Cina. Meglio non avere nulla a che fare con gli Istituti Confucio». Poi sulla Cina: «Il loro obiettivo è quello di annientare ogni Paese che possa rappresentare una minaccia alla stabilità del regime».

© RIPRODUZIONE RISERVATA